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Regione, passa legge anti-gioco d’azzardo. Le reazioni dei politici varesini

consVia libera del Consiglio regionale alla legge di contrasto al gioco d’azzardo patologico, approdata oggi nell’Aula del Consiglio regionale della Lombardia dopo un lungo lavoro in Commissione e approvata con voto unanime. Solo a Milano si contano oggi 8000 slot machine e oltre 2000 locali dove è possibile giocare legalmente, a tutto questo si aggiunge poi il mercato on line.

Il testo approvato prevede un doppio sistema composto da incentivi e disincentivi IRAP per contenere la diffusione di strumenti elettronici di gioco d’azzardo legale. Per coloro che decideranno di dismettere i videopoker dai proprio locali infatti ci saranno degli sgravi. Oltre a ciò, fra le altre misure, sarà fatto divieto di pubblicità, ci sarà la creazione di un marchio apposito denominato “No Slot” per le attività commerciali che rinunceranno al gioco d’azzardo legale e verrà introdotto un numero verde ad hoc a cui chiedere assistenza gratuita o segnalare situazioni di notevole gravità.

Le nuove autorizzazioni potranno essere rilasciate solo a debita distanza dai centri sensibili (scuole, oratori, centri sportivi, ospedali). Per evitare il proliferare delle macchinette verranno infine dati maggiori poteri a sindaci ed Enti Locali, anche in fase di vigilanza.

Numerose i commenti da tutte le forze politiche. “La Lombardia è la regione italiana con il maggior numero di giocatori d’azzardo patologico. Il sistema normativo attuale non appare sufficiente a governare una situazione che sta peggiorando anche a causa della crisi – hanno detto il capogruppo Pd Alessandro Alfieri e il consigliere Mario Barboni che ha seguito il gruppo di lavoro – Il Pd ha per primo depositato il progetto di legge norme per il contrasto del gioco patologico, poi, in questa legislatura, è stato possibile creare un terreno condiviso e si è arrivati, per il bene dei cittadini, alla costruzione di questo disegno di legge che certamente ci fa fare passi avanti nella lotta alle ludopatie, anche se questo non è ancora sufficiente. Al nostro progetto di legge sarà necessario che si aggiunga una componente socioculturale forte e che, anche a livello nazionale, questo nostro percorso sia accettato e sviluppato”.

Per i consiglieri Pd è necessario dunque, per far fronte all’emergenza sociale, lavorare parallelamente a quanto viene fatto in Parlamento: le ludopatie sono entrate dal 2012, con il decreto Balduzzi, nei livelli essenziali di assistenza, come le altre dipendenze.

E’ intervenuto anche il consigliere regionale varesino del Popolo della Libertà Luca Marsico, che è anche Presidente della Commissione Ambiente e Protezione Civile. “Ritengo che si sia dato un segnale forte ed estremamente significativo,oggi attraverso l’approvazione del progetto di legge, volto a contrastare la ludopatia e il gioco d’azzardo patologico. Regione Lombardia si pone in prima linea, anche nel contrastare e regolamentare un fenomeno quale la ludopatia che è ormai divenuto una piaga sociale anche fra i giovani giocatori patologici con percentuali, nella nostra regione, che toccano, il 18% per i ragazzi dagli 11 ai 18 anni”.

“Siamo di fronte ad un problema che coinvolge interi nuclei familiari alternandone equilibri, sociali ed affettivi, condizioni economiche – continua Marsico -: le Istituzioni lombarde hanno dato una risposta seria, puntuale e concreta per fronteggiare un’emergenza sociale che va arginata aiutando, in ugual modo, le vittime di questa patologia. L’augurio è che, quanto prima, anche il Governo nazionale, sull’esempio regionale,-conclude Marsico – possa presto mettere a punto provvedimenti volti a contrastare questa fenomeno”.

Parla anche la consigliera regionale varesina della Lega Nord Francesca Brianza. ”Mentre lo Stato si disinteressa di questo grave problema e cerca di facilitare in ogni modo l’accesso al gioco per non rinunciare a entrate finanziarie considerate troppo importanti, Regione Lombardia, prima fra tutte, adotta una legge coraggiosa e lancia un segnale forte contro un fenomeno dilagante e disgregante nella nostra società. Si tratta di un’azione decisa contro quella che rappresenta ormai una piaga sociale, capace di gettare sul lastrico intere famiglie e di coinvolgere perfino i più giovani. Regione Lombardia vuole dare un esempio a livello nazionale augurandosi che su questo tema si muova presto anche il Governo Letta”.

 

 

15 ottobre 2013
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