Varese

Varese, Ottobre di sangue, sempre attuale il sogno di libertà della Resistenza

L'omaggio al Monumento di Largo Resistenza a Varese

L’omaggio al Monumento di Largo Resistenza a Varese

Un tragico momento per la Resistenza varesina contro il nazifascismo, l’Ottobre di sangue, che oggi in città è stato celebrato ufficialmente per la sessantanovesima volta. Una manifestazione che è partita dall’Arco Mera, con la deposizione di una  corona d’alloro da parte del Comune di Varese, per poi dipanarsi lungo le vie della città, fino a Largo Resistenza, dove si trova il monumento di Benati, ai cui piedi è stata deposta una seconda corona. E dove si sono tenuti i discorsi ufficiali.

Si è ricordato un fatto legato alla dura repressione che si verificò nella notte di Salò contro la Resistenza. I giovani Copelli, Trentini e Ghiringhelli furono catturati il 7 ottobre 1944 alla Gera di Voldomino dalla Scuola Allievi Ufficiali della Gnr di Varese e poi vennero fucilati sul prato davanti alle Bettole dopo che i fascisti avevano già fucilato quattro loro compagni sul luogo della cattura e altri cinque a Brissago Valtravaglia. I tre giovani martiri furono portati a Varese per decisione del comandante Enrico Bassani perchè i loro corpi, lasciati abbandonati per terra per un paio di giorni, rappresentassero “una lezione” per quella Varese schierata con la Resistenza.

A questo terribile episodio hanno fatto riferimento gli interventi del sindaco di Varese, Attilio Fontana, e lo storico e professore del Liceo Cairoli, Enzo Laforgia, interventi introdotti dal presidente dell’Anpi varesino, Alessandra Pessina. La manifestazione è stata accompagnata dalla Banda Verdi di Capolago. Presenti, tra le autorità, il Prefetto Luigi Zanzi, il sindaco di Bodio Lomnago, Bruno Pavan, il deputato Pd Maria Chiara Gadda, oltre che i vertici di Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia locale. Presenti diversi consiglieri di Pd, Sel, Varese&Luisa, mentre erano assenti i consiglieri di Lega Nord e Pdl.

Il sindaco Fontana ha voluto estendere il ricordo di “coloro che hanno sacrificato la vita per riconquistare libertà e democrazia” a tutti coloro che “combatterono i totalitarismi, di destra e di sinistra”. Poi il sindaco di Varese ha aggiunto un accenno ai Comuni, alla crisi, alla Tares. “Dobbiamo essere più vicini ai nostri Comuni, istituzioni che garantiscono la coesione sociale”, mentre a volte vengono considerati “nemici da combattere”.  Il sindaco pensa ai “rigurgiti di centralismo che puntano a togliere ogni autonomia”. Importante, ha aggiunto Fontana, che si sappiano distinguere le responsabilità, a proposito della Tares. “Una tassa che non è imposta dai Comuni, ma da una legge nazionale, che noi sindaci possiamo solo applicare”.

E’ quindi intervenuto Laforgia, che ha raccontato le vicende dell’Ottobre di sangue, citando brani di lettere e ricordi dei resistenti, come il grande Massimo Mila, partigiano e grande musicologo. Laforgia ha sottolineato la perenne attualità dei valori della Resistenza e dei tanti giovani che sacrificarono la vita per riconquistare la libertà per noi tutti.

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13 ottobre 2013
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