Varese

Varese, all’Insubria convegno nazionale su Persona Down. Tra medicina e arte

I partecipanti al convegno

I partecipanti al convegno

Cultura, sessualità, autonomia: associare questi concetti alle Persone Down è un tabù? Proprio per affrontare, da una prospettiva nuova, la ricerca scientifica sulla Sindrome di Down, l’Università degli Studi dell’Insubria organizza a Varese dal 16 al 18 ottobre, il Convegno nazionale “La Persona Down, visioni nuove e utopie possibili”. Giunto alla terza edizione, dopo il Convegno “La Persona Down, progettiamo un futuro adulto” del 2009 e “La Persona Down e il mondo del lavoro” del 2011, quest’anno il convegno è incentrato su aggiornamenti in campo scientifico, presentazione di progetti di formazione scolastica, integrazione sociale e inserimento lavorativo realizzati in Italia e all’estero. Il convegno è organizzato dall’Università dell’Insubria con il Patronato di Regione Lombardia, l’ASL di Varese, l’Ospedale di Circolo e Fondazione Macchi di Varese, il Comune di Varese e la Provincia di Varese, l’Ufficio Scolastico Provinciale.

“Questo convegno rappresenta un momento di riflessione corale sulla Sindrome di Down – racconta Giovanna Brebbia, medico chirurgo, responsabile scientifico dell’iniziativa -. L’idea di fondo del convegno è, partendo dall’analisi di esperienze già attuate, dimostrare che ciò che in passato sembrava un’utopia per i ragazzi con sindrome di Down, oggi è invece realtà”. 

A portare il contributo del Comune di Varese, l’assessore a Persona e Famiglia Enrico Angelini. “Un convegno di grande spessore, che approfondisce anche un tema centrale come il rapporto e l’integrazione con il territorio sul fronte di questioni importanti come il lavoro – spiega Angelini -, Tematiche sulle quali occorre riflettere per individuare approcci che non si esauriscano in termini assistenzialistici. E’ necessario infatti fare un salto di qualità verso una dignità piena e un compimento pieno della personalità di questi uomini e di queste donne. E su questo è opportuno che le amministrazioni locali si impegnino a fondo”.

E’ intervenuto anche il commissario straordinario dell’Asl di Varese, Piergiorgio Berni: “l’Asl è sempre partecipe e sostiene i percorsi formativi e informativi, soprattutto se in relazione a chi è svantaggiato. Davvero interessante un convegno come questo, che può offrire nuovi spunti e nuove idee da sviluppare nel tempo”. Il punto di vista ospedaliero è stato invece portato dal direttore di presidio del Circolo di Varese, Andrea Larghi: “Il nostro impegno non si esaurisce solo nel momento della cura. In collaborazione con l’Università dell’Insubria, sviluppiamo momenti di approfondimento e studio. Infine non dimentichiamo mai la dimensione dell’ascolto, dell’accoglienza, del servizio”.

Il tratto distintivo del convegno è la multidisciplinarietà: durante le tre giornate, infatti, si alterneranno come relatori e moderatori circa ottanta specialisti nel settore medico, psicologico, sociale, scolastico, giuridico. A sintetizzare il messaggio del convegno un bel cortometraggio “Friendly”, sul tema dell’amicizia, realizzato da Jacopo Bernard, Maria Elisa Altese e Daniele Bonfatti del Laboratorio Multimediale dell’Università degli Studi dell’Insubria, su soggetto di Giovanna Brebbia. Fondamentale l’apporto di competenze e idee provenienti dall’arte, dalla musica, dal teatro, dalla riflessione umanistica.

“Ringrazio non soltanto l’Università, la Regione Lombardia, l’Ospedale, l’Asl, Il Comune e la Provincia, che hanno sostenuto fattivamente questa iniziativa fin dalla sua prima edizione, ma anche tutti i relatori e i moderatori che attraverso le loro diverse professionalità apportano il loro prezioso contributo con dedizione e competenza” conclude la dottoressa Brebbia.

Le relazioni sono state raccolte in un volume pubblicato dalla casa editrice IUP, “La Persona Down, visioni nuove e utopie possibili”, a cura di Giovanna Brebbia, con Prolusione del professor Fabio Minazzi e fotografie di Carlo Meazza.

 

11 ottobre 2013
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