Varese

A ricordo del poeta di Pieve, è nato a Varese il Zanzotto Fan Club

Dino Azzalin abbraccia la Musa ispiratrice di Zanzotto, Luisanna Benfatto

Dino Azzalin abbraccia la Musa ispiratrice di Zanzotto, Luisanna Benfatto

Fuori, in strada, cadeva la pioggia e soffiava un vento minaccioso, mentre al primo piano del Globe Café si è celebrato, ieri pomeriggio, il poeta di Pieve di Soligo Andrea Zanzotto, nel calore dell’amicizia e della nostalgia. Un appuntamento organizzato da Dino Azzalin, poeta ed editore, che di Zanzotto è stata assiduo frequentatore e amico. “Di maestri ce ne sono sempre meno – ha esordito Azzalin -, e dunque è giusto mantenere la memoria di quelli che abbiamo conosciuto, come stiamo facendo stasera, qui al Zanzotto Fan Club”.

Tanto per cominciare, una bella torta con candeline e un 92 in cima (l’età che ieri avrebbe compiuto il poeta) è stata portata in tavola: a spegnere le candeline Azzalin e la vera guest star della serata, Luisanna Benfatto, Musa ispiratrice del poeta veneto. “E’ un atto doveroso ricordare Zanzotto – ha sottolineato Azzalin – che spesso è arrivato in incognito a Varese, per passare serate indimenticabili con me e altri amici al Faido. Stupenda la serata con Alda Merini”.

Tanti gli amici e gli amanti delle Muse hanno partecipato all’iniziativa varesina, che si è svolta alla presenza anche di poeti come Sandro Sardella e Corrado Guerrazzi, di studiose di letteratura come Serena Contini, di giornaliste di vaglia come Nicoletta Romano. Un pubblico complice della serata, che non ha mai perduto il tono leggero che certamente il maestro avrebbe gradito. Così come sarebbe stato felice di potere vedere il volume “Dirti Zanzotto“, pubblicato dalla Nuova Editrice Magenta che ieri sera veniva presentato contemporaneamente nel paese zanzottiano per eccellenza, Pieve di Soligo (e sarà presentato ufficialmente all’Archiginnasio di Bologna il 27 novembre). Si tratta di un saggio curato da due illustri studiosi dell’Università di Bologna, Francesco Carbognin e Niva Lorenzini, che raccoglie numerosi inediti.

Certamente godibile il racconto che della sua amicizia con Zanzotto ha fatto la Musa ispiratrice Luisanna Benfatto, oggi giornalista e blogger. Quando conobbe il poeta era una diciottenne, come ha ricordato, desiderosa di conoscere Zanzotto dal vivo, andando al di là dei versi che aveva potuto leggere. “Conoscerlo era diventata per me una vera ossessione – ha riconosciuto la donna -, e credo che averlo conosciuto sia stata una delle esperienze più importanti della mia vita. Era un uomo vorace di parole e di vita”. La giovane ammiratrice telefona al grande poeta, trovando il numero sull’elenco telefonico, e così inizia una lunghissima frequentazione, fatta di lettere, fax, telefonate notturne (“io lavoravo in un bar, e lui era insonne: ci sentivamo di notte, al telefono, alle tre di notte”). Una conoscenza fatta soprattutto di incontri, nell’adorata campagna veneta, nelle lunghe giornate estive, calde e tranquille, su quella collinetta che la Benfatto ha definito “il nostro monticello seduttore”. Un ricordo anche alla presenza di Azzalin a Pieve. E poi la Benfatto conclude: “No, per me Zanzotto non è stato un amico, un mentore, un amante, no. E’ stato parte della mia famiglia”.

Una bella serata, quella che si è svolta al Globe, in cui la poesia l’ha fatta da padrona, grazie alla bravura di due attori come Nicola Tosi e Clarissa Pari, che hanno spulciato tra le tante opere del maestro per offrire ai presenti un distillato di grande poesia del ’900. Ma il colpo di teatro è arrivato quando lo stesso Azzalin, a conclusione dell’evento, ha letto l’eccezionale “Cantilena londinese” scritta da Zanzotto per il Casanova di Federico Fellini. “Pin, pidin. quarantin pena bianca…” e via andare. Un modo ironico e molto affettuoso per salutare Andrea Zanzotto. E per dirgli ancora una volta, in questa Varese spesso indifferente alla cultura e alla poesia, “grazie di cuore, maestro”.

 

 

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11 ottobre 2013
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