Varese

Varese, il sogno dei finalisti del Chiara Giovani? Fare lo scrittore

Foto di gruppo per i finalisti del Premio Chiara Giovani

Foto di gruppo per i finalisti del Premio Chiara Giovani

Come sempre, come ogni anno, la presentazione dei finalisti del Premio Chiara Giovani ha riempito la Libreria Feltrinelli di Varese. Già prima che si aprisse la “vetrina” degli scrittori in erba, arrivati in finale e pubblicati nel volume curato dagli Amici di Piero Chiara, tutti i posti della libreria erano stati occupati, con tanti presenti che hanno dovuto seguire l’appuntamento culturale in piedi.

Grande attesa, dunque, per questo momento di presentazione dei 23 ragazzi che hanno accettato, quest’anno, la sfida di completare, con un racconto, un “incipit” inedito scritto dallo stesso Piero Chiara scelto da Federico Roncoroni, curatore della eredità letteraria di Chiara. Incipit, racconto inedito di Chiara, racconti dei ragazzi, il tutto è stato pubblicato in un elegante cofanetto con due volumetti dedicato al centenario della nascita dello scrittore luinese.

Come ha detto, all’inizio dell’incontro, Bambi Lazzati, una delle “menti” del Premio Chiara-Festival del Racconto, “è un momento che si ripete ogni anno, e consente a tutti, componenti della giuria popolare compresi, i racconti che una giuria ha selezionato partendo da duecento racconti arrivati e deciso di pubblicare in volume”. Sono 23 i finalisti pubblicati, che ora sono valutati dai 150 giurati popolari che decreteranno chi salirà sul podio domenica 20 ottobre a Villa Recalcati.

E’ iniziata così una passerella dei giovani scrittori, che davanti al pubblico della Feltrinelli e provocati dalle domande della stessa Lazzati e del direttore di Varesereport, Andrea Giacometti, si sono raccontati, svelando passioni e interessi, illustrando il proprio racconto, tirando fuori qualche sogno dal cassetto. E spesso il sogno era quello di fare da grandi gli scrittori. O, di ripiego, i giornalisti. Un’idea espressa da diversi finalisti, anche se per il momento si completano gli studi o nel frattempo si fanno altri mestieri.

Tanti i modi per sviluppare l’incipit. C’è chi ha scritto un racconto onirico, chi si è impegnato sul fronte dei malesseri dell’uomo contemporaneo, chi ha raccontato il mondo dal punto di vista di un cane. Ma c’è anche chi si è voluto misurare con questioni d’attualità molto impegnative. E’ il caso della mancanza del lavoro, ma ci sono anche due finalisti che hanno affrontato la grande questione della Shoah. Infine c’è stato anche qualcuno che ha sviluppato un racconto inserendo elementi che evocano Piero Chiara, i suoi personaggi, le sue atmosfere, le stesse parole usate dall’autore luinese.

A questo punto la palla passa ai giurati popolari che devono scegliere i super-vincitori tra questi under-30 italiani e ticinesi, spesso molto consapevoli e con molte letture fatte. Tanto per mettere in discussione certi luoghi comuni sui giovani disimpegnati e superficiali.

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6 ottobre 2013
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