Varese

Varese, l’Expo ai Venerdì di Belli: avanti tutta, in ordine sparso

Il confronto al Caffè Zamberletti

Il confronto al Caffè Zamberletti

Ieri pomeriggio, all’appuntamento dei Venerdì di Bruno Belli, una “puntata” della rinomata serie di incontri dedicata a quell’oggetto misterioso che si chiama Expo. Presenti all’incontro che si è tenuto al primo piano dell’elegante Caffè Zamberletti, oltre al brillante conduttore Bruno Belli, anche due assessori del Comune di Varese, Ghiringhelli (Promozione territorio e Commercio) e Longhini (Cultura), il presidente del Consiglio Puricelli, e diversi, non tutti, i capigruppo: citandoli in ordine di intervento, Nicoletti (Movimento Libero), Mirabelli (Pd), Moroni (Lega Nord), Ronca (Varese & Luisa) e Cordì (Sel). Erano assenti i capigruppo di Pdl (Grassia) e di M5S (Cammarata). Un dibattito che ha fotografato assai bene lo stato dell’arte, i problemi e le criticità di come Varese si sta avvicinando ad Expo. E che forse avrebbe meritato un maggior numero di presenti.

Dopo un breve intervento del presidente Puricelli, che ha ricordato la mozione su Expo presentata a maggio da Nicoletti e approvata (quasi all’unanimità) dal Consiglio comunale, hanno preso la parola i due assessori Ghinghelli e Longhini. L’assessore Sergio Ghiringhelli ha parlato di “cauta preoccupazione” per quanto riguarda le opere previste dalla grande esposizione internazionale.  Ma per quanto riguarda Varese, l’assessore leghista ha ricordato che si è partiti due anni fa con Varese Green City. Comunque, nessuna preoccupazione quanto all’appuntamento. “Ce la faremo e faremo una bella figura”. Diversi i progetti proposti da Ghiringhelli: a partire dalla valorizzazione della Torre Civica, cuore pulsante della informazione su Expo.

A Ghinghelli ha fatto eco Simone Longhini, assessore pidiellino alla Cultura, che ha sottolineato come sia necessario “mettere a sistema le nostre eccellenze e farne oggetto di una comunicazione unitaria”. Poi anche Longhini ha citato una serie di progetti a cui sta lavorando il suo assessorato: “si sta lavorando ad una mostra sul paesaggio lombardo, e ad una mostra relativa al Sacro Monte, una mostra multimediale che possa essere esportata”.

Insomma, i progetti ci sono, parecchi, ed è da tenere presente che ieri pomeriggio non erano presenti neppure tutti gli assessori impegnati in Comune sul fronte Expo, come per esempio l’assessore Angelini, che sta lavorando su scuole ed educazione. Ma non è finita qui. Intervenendo al confronto, il capogruppo di Movimento Libero, Alessio Nicoletti, ha ricordato come una delle eccellenze di Varese, che si potrebbe valorizzare in vista di Expo, è il circuito botanico cittadino. “So che sul tema la giunta ci sta lavorando, ed è giusto in quanto il verde è la vera perla per Varese, mentre è difficile essere competitivi sui musei”.

Tanti progetti, al punto che è difficile pensare ad un gioco di squadra che si concentri su uno, massimo due iniziative, su cui Varese possa giocare le sue carte. E teniamo presente che abbiamo parlato, fino ad ora, di progetti relativi al Comune di Varese. Poi c’è la Provincia di Varese, le altre province lombarde, la Regione. E poi le realtà economiche, a partire dalla Camera di commercio, che a Varese sta elaborando una rete di iniziative: a tale proposito sono partiti tavoli su diversi argomenti a Ville Ponti. Molta carne al fuoco anche per quanto riguarda l’Agenzia del Turismo della provincia di Varese.

Occorrerebbe, considerate le dimensioni ridotte di Varese e la scarsità di risorse, che si rinserrino i ranghi e che Varese possa lavorare su un progetto da portare avanti tutti insieme, un solo, e con una regia, una sola. Giusto l’appello del capogruppo leghista Moroni, che ha auspicato di “volare alto, senza farsi bloccare dal provincialismo”. E dunque guardiamo oltre i nostri confini: è il caso – davvero esemplare – di Mantova e del Festivaletteratura, per il quale tutta la città, nessuno escluso, lavora per un intero anno, a ranghi serrati e ostinato impegno.

All’incontro di Belli non sono mancati neppure interventi che hanno puntato sulle criticità. Una di queste, per il Pd Mirabelli, è il nodo dell’accessibilità, dall’Arcisate-Stabio fino all’accesso a Malpensa. Un allarme lo ha lanciato ancora Moroni quando ha parlato di stare all’erta sulle possibili infiltrazioni della malavita sul nostro territorio. Una carenza a livello regionale è stata rimarcata dal Sel Cordì: “non è stata creata una struttura regionale capace di gestire l’evento”.

Da Luciano Ronca (Varese & Luisa) un intervento per sottolineare l’importanza della capacità dell’accoglienza nei confronti di chi arriverà tra di noi.

 

5 ottobre 2013
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6 commenti a “Varese, l’Expo ai Venerdì di Belli: avanti tutta, in ordine sparso

  1. Giulio il 6 ottobre 2013, ore 11:04

    Come ho scritto ieri è stata un’ottima serata ieri sera.
    Ed anche gli amministratori presenti hanno parlato con semplicità, senza pensieri campati per aria, anche se è condivisibile quanto scritto nell’articolo: forse c’è troppa carne al fuoco senza un progetto unitario che coordini il tutto.
    Ad ogni modo i politici presenti hanno fatto un importante passo per un nuovo dialogo con la gente.
    Un primo passo eccezionale.
    Peccato che, va ribadito, come è stato notato dagli ospiti, e dallo stesso Belli, tranne Varesereport non fosse presente alcun rappresentante della stampa varesina.
    Una grande occasione persa, per la stampa varesina, ovviamente.

  2. alba rattaggi il 6 ottobre 2013, ore 16:05

    Mi dispiace veramente essere stata costretta a lasciare il dibattito ancora in corso, per improrogabili impegni, trovando molto interessante l’argomento trattato. L’EXPO è di stretta attualità e merita sicuramente ulteriori approfondimenti che, sono certa, Belli non ci farà mancare. Ho comunque apprezzato gli interventi dei vari relatori che, se non altro, hanno almeno dimostrato la buona volontà di confrontarsi con la cittadinanza e non è davvero poco! Bravissimo Bruno, i tuoi affezionati “seguaci” contano sempre sulla tua determinazione!

  3. Davide il 7 ottobre 2013, ore 13:53

    C’è da augurarsi che Bruno Belli proceda realmente con altri approfondimenti che riguardino la città in modo diretto: fa parte, infatti, come da Lui ho sentito affermare venerdì scorso, della “cultura sociale” che mi sembra egli voglia promuovere.
    Indipendentemente dall’esito di alcune “uscite” degli ospiti, il valore di questo incontro credo che debbe essere visto nel fatto che Belli sia riuscito a portare un certo numero di personaggi della politica locale a porsi di fronte alla gente, consapevoli di potere essere anche criticati.
    Lo scambio delle idee è la fonte della cultura.
    Ecco perchè Belli fa veramente Cultura, in città, credo con la “C” maiuscola, senza troppi fronzoli, arizgogolii, manie di presenzialismo e di auterferenzialità; almeno così mi sembra da quanto oggettivamente vediamo.

  4. Mariella il 7 ottobre 2013, ore 18:34

    Belli ha sollecitato alcuni spunti ed ha fatto anche l’avvocato del diavolo, come un corretto giornalista deve fare: sono gli ospiti che, per la maggior parte si sono limitati a discorsi quasi prestabiliti, non avvezzi, evidentemente, a ragionare con l’idea di un progetto unitario.
    Comunque, complimenti agli stessi per avere accettato di partecipare ed a Belli per avere bruciato i tempi di informazione da parte della società civile.

  5. Gabriella il 9 ottobre 2013, ore 16:32

    Sarà realmente possibile qualche altro incontro del genere, almeno ancora in un ambiente non “ufficiale” come quello de “I Venerdì”, senza nulla togliere al resto della programmazione di Belli?
    Se la sente veramente, Belli, o è solo una promessa che, di consueto si fa?
    La ringrazio se vorrà rispondere. Cordiali saluti. Gabriella.

  6. Bruno Belli il 9 ottobre 2013, ore 19:33

    Gentile Gabriella,
    da parte mia non escludo mai alcun termine di confronto. Mi sembra che venerdì sia già stato effettuato un primo passo importante.
    Sarei troppo superbo se ritenessi di “portare” qualcosa al pubblico: la musica, la poesia, l’arte, la filosofia, il sociale, ecc.
    Il compito di chi “fa cultura” è far si che la gente si possa avvicinare ad essa. Sono convinto che la cultura sia semplicemente un prodotto arricchito dall’interazione delle varie discipline nel quotidiano, tramite la “coltivazione” che ognuno fa di noi del pensiero.
    Così, mi auguro che, successivamente, sia il pubblico ad accostarsi nuovamente ai politici per “confrontarsi”.
    Come bene ha detto Andrea Giacometti nell’articolo, l’appuntamento “forse avrebbe meritato un maggior numero di presenti”. Non lo condivido per una mia gloria personale ché sarebbe sciocco ed improduttivo; per di più una quarantina di presenze sono un successo nei pomeriggi, dalle nostre parti, e conto una media di persone che segue i miei incontri attorno ai 30 / 35 elementi
    Il maggior numero di presenti avrebbe meritato per il confronto in sé.
    Del resto, la disaffezione alla vita politica è dovuta ad anni di “brutta” politica, sotto tutti gli aspetti. Se, infatti, trattando di Toscanini vedo più di 60 persone presenti, o ne conto più di 40 ad un appuntamento sul Risorgimento, ma vedo lo stesso numero per un dibattito di attualità, mi chiedo dove stia la causa.
    E sono gli uomini politici – non solo locali – che si devono interrogare su questo fatto. Io ho già dato la mia personale risposta.
    La società civile è “scollata” dal mondo politico, ma, in realtà è un fatto gravissimo, perché, come spesso dico, banalizzando, ne sono consapevole, noi possiamo anche non interessarci della politica, ma è quest’ultima che, comunque, “si interessa” sempre di noi, nel bene e nel male (oggi, soprattutto “nel male”).
    La ringrazio per lo spunto. Cordiali saluti.
    B.B.

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