Varese

Da Varese l’ultimo omaggio a don Andrea Gallo, prete di strada

La copertina del volume

La copertina del volume

E’ da Varese che arriva l’ultimo omaggio al grande prete di strada don Andrea Gallo, il sacerdote scomparso recentemente, grande amico di Fabrizio De Andrè e Fernanda Pivano. Il libro “Io non mi arrendo” è il volume scritto dal prete genovese insieme al critico e regista varesino Maurizio Fantoni Minnella. L’opera, pubblicata da Baldini e Castoldi editore, è una doppia autobiografia, del prete di strada, e della sua Genova. Allegato al volume si trova il documentario “Benvenuti nel ghetto”, realizzato dallo stesso Fantoni Minnella, un viaggio nei bassi genovesi accompagnati da don Gallo.

Tutta l’opera, volume e dvd, appena approdata in libreria, è il racconto di una vita straordinaria, fra storia e sofferta quotidianità, spesa per restituire ad una città e a chi la abita cuore e dignità.

Ci sono persone il cui destino è fortemente legato a quello di una città. Una di esse è senza dubbio Don Andrea Gallo, genovese, da sempre dalla parte dei deboli, degli ultimi. Il suo è il racconto di un’intera vita trascorsa a Genova, tra i suoi vicoli, le sue luci, le sue ombre, il suo mare. Nei diversi capitoli che compongono il libro, Andrea ripercorre, con il consueto stile affabulatorio e appassionato, le vicende della città. Dal ricordo del quartiere in cui nasce, attraverso la tragedia e le rovine della seconda guerra mondiale, fino alle trasformazioni del dopoguerra con la scomparsa dello storico quartiere di Portoria. E ancora alla metamorfosi del porto e del mondo che vi ruota intorno, ai fermenti del Sessantotto e agli anni di piombo, fino ai giorni del G8, con la città assediata e messa a ferro e a fuoco, e a quelli più recenti, a contatto con le princesas del ghetto e il sogno di una città nuova, diversa e più umana, che solo una diversa politica potrà forse realizzare.

Fortemente collegato alla storia del rapporto fra Andrea Gallo e la propria città, è il film di Maurizio Fantoni Minnella, Benvenuti nel ghetto, uno sguardo poetico su Genova e il suo ghetto, un quadrilatero medioevale nel cuore «Chi l’avrebbe mai detto che un luogo oscuro dove “il sole del buon Dio non manda i suoi raggi”, da sempre negletto e dai più sconosciuto, si sarebbe trasformato in luogo di festa! Bisogna partire dagli ultimi. Un bellissimo momento di condivisione di uno spazio fisico ma anche di una speranza, di un’utopia che volentieri chiamiamo città solidale» del centro storico, popolato di immigrati del mondo arabo e latinoamericano e dalla comunità transgender più numerosa in Italia. È qui che si realizza un osservatorio della più diversa e sfaccettata umanità.

Il film è il racconto di questa umanità, condotto attraverso la narrazione in prima persona delle princese,che si alternano a frammenti visivi del quartiere nella sua quotidianità, della città notturna che verrà svelata da Don Andrea Gallo, protagonista di un incontro nella casa di Antonella, una delle pr incese del ghetto. Mentre ovunque aleggia la presenza di Fabrizio De André, che proprio in  questi luoghi trovò una felice ispirazione.

 

3 ottobre 2013
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