Varese

Varese, la Lega lancia le battaglie d’autunno

La Lega presenta le sue posizioni a Varese

La Lega presenta le sue posizioni a Varese

Ieri pomeriggio, in una conferenza stampa tenuta alla sede provinciale varesino del Carroccio, tanta carne al fuoco in un momento di crisi irreversibile del centrodestra, e soprattutto di Berlusconi, storico alleato leghista. A parlare, ad un tavolo a cui sono seduti anche il sindaco di Varese, Fontana, il commissario straordinario della Provincia, Dario Galli, e il consigliere regionale Francesca Brianza, è il segretario provinciale e sindaco di Morazzone, Matteo Bianchi. E’ lui che parla di una serie di “temi caldi che la Lega non perderà di vista”.

Tra i temi agitati come bandiere, la questione dei lavoratori frontalieri e dei loro diritti. Lo sconto-benzina approvato al Pirellone. Ma soprattutto l’immigrazione. “L’immigrazione clandestina”, puntualizza Bianchi. “Contrasteremo il modello progressista capeggiato dal ministro Kyenge, in particolare per quanto riguarda lo ius soli”. Infine gli enti locali e il grande blocco costituito dal patto di stabilità. “Una battaglia in cui cercheremo di coinvolgere anche i sindaci di sinistra”, ricorda Bianchi.

Interviene la consigliera regionale Brianza, presidente della Commissione speciale per i rapporti con la Svizzera, per richiamare quello che definisce “lo scippo”: il fondo speciale per i frontalieri disoccupati “abrogato” dall’Inps. Dario Galli sottolinea invece la disparità di trattamento fiscale e normativo tra le nostre imprese e quelle che operano all’estero. Porta poi la polemica nei confronti della Kyenge e della poligamia. “Sarà reciproca? Varrà per gli uomini, ma anche per le donne?”. Anche Fontana attacca lo ius soli, una riforma definita “una battaglia demagogica e squallida”.

 

1 ottobre 2013
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Un commento a “Varese, la Lega lancia le battaglie d’autunno

  1. Ombretta Diaferia il 2 ottobre 2013, ore 09:19

    a noi piacerebbe semplicemente che gli Amministratori, semplicemente praticassero il buon governo amministrativo, quotidiano, senza consumare suolo e condurre imprese al posto di “gestire il bene comune”.
    e forse, con qualche donna in più, anche il partito “delle battaglie” potrebbe rinnovarsi e continuare un percorso comune con tutti i cittadini che vivono sul territorio.

    ma lo scollamento dalla nostra realtà quotidiana è rappresentato finemente da una foto che ferma tre uomini ed una donna, che benché di bandiera verde, continuo a stimare per quanto sia riuscita a gestire il primo bene comune di questa ultima landa del profondo nord, la cultura.

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