Varese

Varese, il Circolo della Bontà dona trecento televisori all’ospedale

medicina 2La Fondazione Il Circolo della Bontà ha consegnato all’Azienda ospedaliera 300 televisori destinati alle camere di degenza e agli spazi comuni dei reparti dell’Ospedale di Circolo. La donazione è stata resa possibile grazie al contributo stanziato in memoria dell’avvocato Giovanni Valcavi.

A spiegare il contesto in cui si colloca l’iniziativa è il presidente della Fondazione, Gianni Spartà, che ha ribadito la missione de Il Circolo della Bontà: sostenere gli ospedali di Varese, Luino, Cittiglio e Cuasso con particolare attenzione all’umanizzazione degli ambienti e all’accoglienza, per rendere il tempo trascorso in ospedale sempre più un tempo di qualità.

“Se è vero che la mission della Fondazione Il Circolo della Bontà è migliorare la qualità del tempo trascorso in ospedale, - spiega Spartà - la donazione di trecento televisori che in questi mesi sono stati installati in ciascuna delle camere di degenza dell’Ospedale di Circolo e negli spazi comuni risponde alla ‘buone cause’ che ci eravamo proposti di conseguire due anni fa costituendo la Fondazione.

Non c’è nulla da spiegare su come lo svago possa allietare e alleviare le ore trascorse in un letto e su una poltrona. C’è caso mai da sottolineare che l’Ospedale di Circolo d’ora in avanti offrirà gratuitamente e per quel che riguarda la Fondazione anche affettuosamente un servizio che la clinica privata  ti dà e ti fa pagare.

Sono felice personalmente di comunicare che i trecento televisori sono stati installati nel nome di un personaggio che a questo ospedale, di cui è stato presidente, ha dato moltissimo: l’avvocato Giovanni Valcavi. Il Circolo della Bontà ha acquisito una donazione della dottoressa Paola Bassani, consorte di Valcavi e con queste risorse ha portato a termine l’operazione. Ma va detto che Paola Bassani  figura anche tra i soci fondatori della Fondazione. A Giovanni Valcavi si deve l’assetto attuale di questa azienda. Fu lui negli anni ’70 a istituire l’ospedale universitario, fu lui ad avere negli stessi anni l’intuizione del monoblocco. Era un socialista vecchio stampo, autentico, concepiva l’assistenza sanitaria come un diritto da assicurare nello stesso modo a tutti.

I televisori confermano che aver pensato a una Fondazione generalista, che sostenga tutta l’azienda, è stata cosa buona e giusta. Due anni fa poteva sembrare un’iniziativa lodevole certo, ma non fondamentale: con l’aria che tira per i conti pubblici del Paese, sanità non esclusa, l’optional diventa necessario”.

I trecento televisori donati all’Ospedale sono solo l’ultima delle iniziative compiute dalla Fondazione. Si ricorda in particolare il contributo determinante offerto per l’attivazione del Servizio DAMA, un autentico modello di accoglienza per i pazienti con gravi disabilità, e l’apertura de Un libro in camera, la biblioteca inaugurata oltre un anno fa nella hall dell’ospedale di Circolo e che presto sarà replicata anche a Cittiglio.

 

 

1 ottobre 2013
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