Lettere

Piazza Repubblica, com’era bella..

Mi compilimento con Giuseppe Battarino per la sua entry negli e-book e non solo. Ho letto solo qualche giorno fa – lo so caro direttore Giacometti, sono una tua lettrice intermittente ma ammirata dall’obiettività della tua rivista e mi congratulo con te – il commento dello scrittore riguardo alla triste sorte della caserma ove cita i giardini del Grand-Sablon da me tanto amati e frequentati.

Certo un progetto simile qui non sarebbe possibile, prima di tutto perchè manca una certa cultura. Se ripenso a quel che fu il quartiere di Piazza Repubblica…rammento ancora che da bambina quando mi recavo nello studio legale di papà, ubicato proprio di fronte, mentre attendevo che finisse con l’ultimo cliente, mi divertivo ad osservare dal balcone il cambio della guardia.

E più in là vi era il magnifico mercato coperto sacrificato senza scrupolo alcuno e rimpiazzato da un orribile centro commerciale e da una piazza, modesta copia di un genere d’urbanistica vecchia come il cucco. Esempio, il centro di Dusseldorf distrutto dalla guerra fu ricostruito un pò nello stesso genere e in meglio ma quanti anni prima?? Una tipologia di urbanistica che si può riscontrare nei quartieri periferici dei Paesi Nordici.

Ma qui siamo in centro Varese e come può la Città Giardino non avere un teatro che si chiami tale? Assenza emblematica di una certa mancanza di rispetto per la cultura dei suoi cittadini…lo specchio di una politica senza etica o valori che da un ventennio flagella questo nostro povero Paese. Per tornare alla caserma, sarebbe una vera ghiottoneria per un Comune che avesse voglia di valorizzare la propria città. E invece troviamo questa struttura malata, sorretta da miserevoli stampelle proprio all’entrata della città.

Non ricominciamo con il solito refrain, la mancanza di soldi, sono anni ormai che la questione è sul tappeto e chissà, in tempi migliori una cordata di industriali del territorio avrebbe potuto aiutare attraverso una nobili opera di mecenatismo a rendere a Varese l’immagina che si merita.

Nicoletta Romano

27 settembre 2013
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6 commenti a “Piazza Repubblica, com’era bella..

  1. giovanni Zappalà il 28 settembre 2013, ore 02:16

    Ho più volte scritto su queste pagine ed altre la mia opinione sulla ‘Caserma’, che sono sicuro si possa salvare da un inutile sacrificio per un sogno, per il momento, irrealizzabile. Riassumendo: via quella orribile transenna che nasconde immondizie ed altro. Diamo una pulitura alla facciata e mettiamo delle inferriate alla finestre per evitare che gli stupidi di turno non le usino come bersaglio, come ora fanno. Anche se non si vuole il suo riutilizzo, cosa fattibile, cerchiamo almeno, pur tenendola chiusa, di presentare ai visitatori della nostra città una immagine pulita e non trascurata come così potrebbe apparire. Varese non lo merita. Giovanni Zappalà.

  2. nicoletta romano il 29 settembre 2013, ore 10:46

    Quanto ha ragione, i muri hanno un’anima e quella della nostra Caserma è da anni dolente. Ridiamole almeno una sembianza esterna di dignità

  3. giovanni Zappalà il 30 settembre 2013, ore 23:44

    La ringrazio vivamente. Giovanni Zappalà.

  4. Jane Bowie il 2 ottobre 2013, ore 11:17

    Guardate signori che avrete la WWF alle vostre gole! La caserma Garibaldi è ormai uno dei parchi naturali per la protezione del ratto urbano e la pantegana comune più di successo sul suolo italico! Vogliamo privare la città di un tale gioiello naturalistico?

  5. giovanni Zappalà il 5 ottobre 2013, ore 15:59

    Gli animali a cui fa riferimento sono i frutti dell’incuria, dell’abbandono e dell’ignavia.
    E’ la causa che si deve curare, non l’effetto.

  6. giovanni Dotti - Varese il 7 ottobre 2013, ore 17:20

    Che la piazza Repubblica d’una volta fosse così bella non mi sembra proprio (era una piazza d’arme sterrata e squallida, dove nel dopoguerra si portavano le scolaresche il 4 novembre per la parata militare della festa della Vittoria). La Caserma era brutta allora, quando c’erano i militari, ed oggi vuota e abbandonata è ancor peggio. L’unica cosa da fare è demolirla e provvedere ad insediarvi qualche altra atrtività (ad es. Teatro o alcune Facoltà Universitarie, vista anche la vicinanza alle stazioni ferroviarie e degli autobus).

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