Varese

Premio Chiara, apre Colaprico: i media hanno sdoganato l’insulto totale

Un momento del dibattito: da sinistra, Del Frate, Colaprico, Tettamanti

Un momento del dibattito: da sinistra, Del Frate, Colaprico, Tettamanti

“Sarà una serata Berlusconi-free”, assicura in apertura il primo ospite della kermesse del Premio Chiara-Festival del Racconto. E’ Piero Colaprico, cronista di nera del quotidiano “La Repubblica”, inventore del termine “Tangentopoli”, ma anche interessante giallista, che è riuscito nei suoi libri thriller a miscelare sapientemente intrecci polizieschi e ricostruzione di un ambiente metropolitano. Ma soprattutto firma di punta del giornalismo italiano: A dialogare con Colaprico, d’accordo con il giallista sull’embargo relativo a Berlusconi, due giornalisti del quotidiano avversario, il “Corrierone”, i “nostri” Claudio Del Frate e Franco Tettamanti. 

Grande incontro, quello che cambia una vita, quello di Colaprico con Pietro Valpreda, l’anarchico che fu imputato della strage di Piazza Fontana prima che l’inchiesta puntasse decisamente verso i neofascisti. Un incontro casuale, che avviene, come racconta Colaprico, pugliese immigrato nella grande Milano, dopo che il cronista viene a sapere che lo stesso Valpreda ha intenzione di scrivere con lui: “Una notizia che mi è stata rivelata da un ex membro della banda di Turatello”. Basta questo nome per fare sprofondare in un attimo la sala di Villa Recalcati nel clima fumoso e noir della mala anni Settanta, il clima in cui il cronista si fece le ossa. Racconta ancora Colaprico che è stato difficile, all’inizio, scrivere con Valpreda: discontinuo, puntiglioso, poco esperto nel mettere per scritto le idee che gli vengono. Poi il rapporto decolla e i due “sfornano” insieme ben tre libri che vedono come protagonista il maresciallo Binda.

Ma il confronto che si è svolto alla prima serata del Premio Chiara, ha puntato anche sullo “stato di salute” dell’informazione, dei media, anche quelli web. Una disanima severa, quella fatta da Colaprico, che ha fotografato la situazione con una parola forte: uno “smutandamento generale”, nel senso che ormai i media, soprattutto social media e programmi tv, “hanno sdoganato l’insulto totale, uno sguardo stravolto sulla realtà”.

Prima di concludere l’incontro, Colaprico ha rivelato di essere impegnato a scrivere un nuovo romanzo, dove un suo vecchio personaggio, un carabiniere cacciato dall’Arma, finisce per rifugiarsi in un paesino vicino a Varese. Quale paese? Top secret. Occorre attendere il giallo in libreria.

 

20 settembre 2013
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