Varese

Varese, Bambi Lazzati: “Una manager? No, una pasionaria della cultura”

Bambi Lazzati nel corso dell'intervista

Bambi Lazzati nel corso dell’intervista

Tante domande e risposte tutte per lei, Bambi Lazzati, la prima protagonista delle “Interviste curiose” andate in scena ieri pomeriggio alla Libreria del Corso di Varese. Tanti sono arrivati per ascoltare curiosità e segreti della vita di uno dei personaggi varesini più popolari. E Bambi non ha mai rinunciato a tenere un tono ironico e allegro, capace di ripercorrere il filo di una vita che ha affrontato parecchi momenti diversi.

A tenere l’intervista “Le Curiose”, che prima di arrivare all’appuntamento si sono ben documentate grazie ad interviste a persone che conoscono la Lazzati e hanno collaborato con lei: il “compagno di strada” Romano Oldrini, impegnato con Bambi al Premio Chiara; il giornalista Matteo Inzaghi; il commissario straordinario della Provincia, Dario Galli; la direttrice del’Agenzia del Turismo Paola Della Chiesa; l’assessore alla Cultura del Comune di Varese, Simone Longhini.

Comunque, l’idea resta interessante: partire da qualche dettaglio, nel caso di Bambi una fotografia di una bambina che ricordava quasi la Shirley Temple di “Riccioli d’oro”, per attirare l’attenzione. E in effetti pochi sapevano che la protagonista del Premio Chiara avesse avuto un passato da bambina copertina. “Ma allora si facevano queste cose senza avere cachet come accade adesso”, dice la Lazzati, che racconta come sia arrivata casualmente a quelle immagini delle Confetture Cirio e della moda per bambini, evocando il nome dello Studio Luxardo.

Ma dopo i brividi della pubblicità, Bambi ricorda l’arrivo a Varese per amore, la lunga esperienza di insegnante di Storia dell’arte a San Fermo, un’esperienza formativa difficile, a contatto con una realtà giovanile complessa. Un’esperienza che la Lazzati sviluppa iniziando ad occuparsi delle mostre organizzate dal Comune di Varese, all’epoca di De Feo e Camminiti, un cambio di rotta che aprirà all’ex bambina della pubblicità le porte del Premio Chiara, l’evento che oggi tutti a Varese identificano con lei. Un premio che avvicina con l’aiuto del figlio dello scrittore luinese Marco Chiara. Una manifestazione culturale (una delle poche rimaste in vita) di cui lei stessa vede difficile un passaggio di testimone. “Non so, ma ci sto pensando da tempo, perchè vorrei anche liberare un po’ del mio tempo per fare anche altre cose”. Un ragionamento che Bambi estende anche all’associazione Amici dei Musei.

Tuttavia corregge le sue intervistatrici, che nell’invito hanno dato di lei una definizione. “Manager della cultura? No, direi piuttosto pasionaria della cultura”, dice la Lazzati. Che continua a portare avanti il Premio Chiara con non poca fatica, considerando quanto lavoro ci sia dietro al Premio e al Festival del Racconto, più di cinquanta appuntamenti, che sta ripartendo in questi giorni. Ma al di là di tutto, Bambi resta fedele ai valori più tradizionali. Cosa ama di più? Restare con la sua famiglia, figli, marito, la mamma. Ma ama anche la buona cucina, pentole e fornelli. “Del resto mia mamma ha origini ferraresi”, si giustifica amabilmente.

 

15 settembre 2013
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