Varese

Varese, convegno su miti e leggende, a sorpresa interviene Umberto Bossi

L'intervento di Bossi alla serata

L’intervento di Bossi alla serata

Ha mostrato di avere un certo richiamo la conferenza “Miti, leggende e tradizioni di Varese e Lombardia” che si è svolta ieri sera presso una Sala Montanari che si è riempita di pubblico. Un appuntamento culturale che a Varese ha sfidato le abitudini della “movida” del venerdì sera, ma che, considerati i presenti, si è presa una bella soddisfazione. Al di là della lettura che se ne può dare, il tema era affascinante, anche se rischia spesso di essere declinato in termini di folcklore. Dunque, una bella sfida, con cui si sono confrontate ieri sera due realtà che hanno organizzato l’incontro che si è dipanato tra riflessioni, letture e canzoni popolari: l’associazione Ul Rabusell, che ha sede a Porto Valtravaglia, e il varesino Centro Studi L’Insorgente, in collaborazione con l’Assessorato alla cultura del Comune di Varese. L’assessore alla Cultura non era presente, ma sono intervenuti due assessori leghisti della giunta comunale: all’Urbanistica, Fabio Binelli, e alla Sicurezza e Polizia Locale, Carlo Piatti. Presente anche il consigliere comunale Massimo Realini.

Dopo due brevi interventi sul palco dei due assessori, a introdurre il tema della serata è stato Luca Bertagnon (dell’associazione Ul Rabusell), che ha anticipato che alla serata di ieri seguiranno altre due serate culturali: il 17 gennaio sul tema dell’ambiente e il 9 maggio un incontro da non mancare “Lombardia, angolo di Mitteleuropa”. Bertagnon ha proposto il filo rosso dell’impegno delle due associazioni: un percorso di presa di coscienza della situazione attuale, dominata da “dittatura della finanza e del mercatismo”.

A questo punto Sergio Terzaghi, che è uno degli animatori dell’Insorgente, oltre che Difensore Civico del Comune di Varese, ha dato la parola al primo dei relatori, il professor Giuseppe Reguzzoni (Università Cattolica di Milano), traduttore di molte opere tra cui alcune di Joseph Ratzinger. Allo studioso il compito di approfondire il tema della serata. Per Reguzzoni il grande mondo delle leggende e delle tradizioni, ricco e alle radici di un popolo, è stato sfidato dall’ideologia dell’”uomo nuovo”, un “uomo cittadino del mondo”, portata avanti dalle “baionette di Napoleone”. Tuttavia il mondo tradizionale resta forte e diffuso, si potrebbe dire “trasversale”, presente, come ha ricordato Reguzzoni, anche in una figura come Nuto, marxista, che accende il falò di San Giovanni nel bellissimo romanzo “La luna e i falò” di Pavese.

Ma mentre era in corso l’intervento del professore, colpo di scena: ha fatto il suo ingresso in sala Umberto Bossi, fondatore del Carroccio, che si è seduto in prima fila per seguire il convegno. Nel frattempo sono intervenute due studiose che hanno proposto la ricchezza e le molteplici versioni delle medesime leggende locali:  Chiara Zangarini, che ha pubblicato, per l’editore Pietro Macchione, il bel volume “Leggende nostre”, e Ada Cattaneo (dell’Università Vita Salute San Raffaele di Milano), che a sua volta ha pubblicato il volume “Magie e misteri del quotidiano. Leggende Lombarde”, (Ediz. Nicolini). I due interventi si sono alternati con le letture dell’ottima Serena Nardi, direttrice della compagnia teatrale “Giorni Dispari”, e le canzoni interpretate, in perfetto costume locale, dalla cantastorie bosina Diana Ceriani.

In particolare la Ceriani ha spiegato la presenza sul palco di una Maria Bambina nella bolla di vetro, un tempo presente nelle case dove ci si augurava l’arrivo di un figlio. Interessante anche l’illustrazione del significato della ”Sperada” o ”Quazz” (la preziosa raggiera portata sui capelli dalla stessa Ceriani), con tanto di olivelle e spadine.

Al termine dell’incontro è salito sul palco Umberto Bossi, il presidente fondatore della Lega Nord, che ha tenuto una piccola lezione su autonomia e tradizioni. Il senatur ha ricordato come “le cose stanno cambiando, come si è potuto vedere con la grande catena umana in Catalogna”. Una prospettiva, quella dell’autonomia, che porterebbe “lo Stato nazione a reagire”. “Adesso la gente piange per le troppe tasse: bisognava svegliarsi prima a difesa della nostra libertà”. “La battaglia è lunga – ha continuato il Senatur -, ma alla fine i popoli vinceranno: il Po resta il vero confine tra Padania e Italia”. Per quanto poi riguarda il dialetto, Bossi ha auspicato: “dobbiamo sforzarci di parlare il dialetto”. E poi ha ricordato come lui stesso abbia fatto parte del Cenacolo di poeti dialettali a Varese. Infine ha evocato l’ingresso del Carroccio nel Comune di Varese: “il primo intervento, a Leoni, glielo scrissi io. In dialetto”.

 

 

14 settembre 2013
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2 commenti a “Varese, convegno su miti e leggende, a sorpresa interviene Umberto Bossi

  1. Marica il 14 settembre 2013, ore 11:51

    Bella serata: innovativa ,piena di curiosità e spunti.
    Sono rimasta molto entusiasta!

  2. Clemente Condello il 14 settembre 2013, ore 11:57

    buongiorno direttore, il senatur è intervenuto come mito o come leggenda?

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