Luino

Luino, denunciato un cinquantenne per circonvenzione di incapace

auto-polizia-23112012Si è conclusa nei giorni scorsi un’accurata attività di indagine effettuata da personale dell’Ufficio di Polizia di Luino, che ha portato alla denuncia di un cittadino italiano cinquantenne, residente in un comune limitrofo, per circonvenzione di persone incapaci.

L’attività era iniziata circa un mese fa, su richiesta della filiale della Banca Intesa di Ponte Tresa, che aveva richiesto l’intervento di una pattuglia della Polizia di Stato, in quanto alla cassa si era presentata un’anziana cliente che voleva effettuare un prelievo immediato in contanti di un’ingente somma di denaro depositata sul suo conto corrente. L’impiegata della banca insospettita dal comportamento insolito dell’anziana accompagnata da un uomo sui cinquant’anni, ha interessato immediatamente la vice direttrice della filiale, che presentava alla richiedente le ragioni dell’impossibilità di aderire all’istanza di prelievo per alcune difficoltà burocratiche.

A tali eccezioni l’uomo si alterava e dava in escandescenza, lamentando il fatto che la signora aveva tutto il diritto di prelevare i suoi soldi e darli a chicchessia e la banca non poteva in alcun modo rifiutare la richiesta di prelievo. La pattuglia intervenuta sul posto identificava l’anziana e l’accompagnatore.

Da una prima ricostruzione dei fatti si evinceva che la donna s’era recata in banca per prelevare dal proprio conto corrente la somma di euro 12.000 (dodicimila) con l’intento di “regalarla” all’uomo come ricompensa per le mansioni quotidiane che lo stesso svolgeva per lei. L’atteggiamento alterato dell’uomo si protraeva anche alla presenza degli operatori dichiarando che a giorni sarebbe comunque diventato tutore dell’anziana perché non disponeva di alcuna idonea assistenza, ma fino a quel momento libera di disporre dei suoi beni.

Gli accertamenti investigativi evidenziavano il fatto che presso l’Ufficio del Giudice Tutelare di Varese era giacente un’istanza del Sindaco di Ponte Tresa per nominare all’anziana un amministratore di sostegno. Da un successivo colloquio con il Sindaco si apprendeva che il nominativo della persona era già stato proposto, mentre l’aspirante tutore non era stato ritenuto idoneo per quell’incarico.

La vice direttrice della filiale confermava che negli ultimi mesi vi erano stati altri tentativi di prelievo da parte della signora: in un caso l’anziana, sempre accompagnata dall’uomo, aveva cercato di prelevare la somma di euro 4.000 da dare allo stesso come ricompensa per averla portata a trovare alcuni parenti in provincia di Biella, richiesta non accolta provocando le ire dell’uomo, già cliente dell’istituto a cui la stessa aveva chiuso il conto in rosso per mancata restituzione di un prestito. In altra occasione l’anziana si era recata in banca da sola con la volontà di prelevare la somma di 2.000 euro; in tale caso la cassiera informata delle ragioni di impiego della somma consegnava solo 200 euro per le spese correnti. Nella stessa mattinata, l’anziana insieme all’uomo, si era presentata presso la filiale della Banca Intesa di Luino la cifra di 1.000 euro.

Gli agenti intervenuti, sulla base degli elementi raccolti, impartivano alla banca le disposizioni cautelari sia per la tutela patrimoniale dell’anziana sia al fine dell’applicazione della legge penale, disponendo di non consegnare altre somme di denaro fino a quando non fossero stati emanati i provvedimenti di competenza dell’Autorità Giudiziaria.

Gli elementi raccolti relativamente al prelievo ed ai due tentativi di prelievo effettuati, combinati alle condizioni psicofisiche dell’anziana ed all’atteggiamento dell’uomo, caratterizzato da elementi di prevaricazione, suggestione, pesante condizionamento e pressione morale nei confronti della donna, che nel complesso erano idonei a provocare il compimento di atti con effetti giuridici potenzialmente dannosi per la vittima, hanno consentito ai poliziotti di redigere una prima informativa alla Procura della Repubblica ed all’Ufficio del Giudice Tutelare di Varese.

L’attività di Polizia Giudiziaria espletata, tramite l’acquisizione di documentazione presso il Comune di Lavena Ponte Tresa e la verbalizzazione delle dichiarazioni di numerose persone informate sui fatti, non hanno fatto altro che avvalorare l’ipotesi di reato di cui all’art. 643 del C.P. inizialmente configurata a carico dell’uomo. L’anziana, persona facoltosa, ma priva in modo definitivo di autonomia nell’espletamento delle funzioni della vita quotidiana tale da richiedere un sostegno permanente. I problemi causati da disturbi afferenti alla sfera della memoria e del senso critico, sono tali da inficiare oltre al benessere della persona anche la consistenza del suo patrimonio mobiliare ed immobiliare.

Da circa un anno le sue condizioni psicofisiche sono nettamente peggiorate, come riferito dai suoi vicini di casa e la stessa ha cominciato ad accusare perdite di memoria e ad essere soggetta a stati confusionali. Gli stessi assistenti sociali del Comune di Ponte Tresa affermano che, oltre alle ridotte capacità visive ed uditive che la limitano fortemente, destano preoccupazione le laute riconoscenze in denaro che la signora attribuisce al cinquantenne, sul quale pendono da parte di chi lo conosce in paese, giudizi critici di dubbia moralità. Altre testimonianze hanno avvalorato il quadro negativo sul carattere e la personalità dell’uomo, definito unanimemente persona inaffidabile, senza un impiego stabile, con molti debiti, il quale sia in passato che ad oggi ha avuto sempre grandi difficoltà nell’onorare i prestiti in denaro ricevuti. L’amministratore gestirà in prima persona gli interessi dell’anziana garantendo l’integrità del suo stato patrimoniale.

13 settembre 2013
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