Varese

Varese non è Bologna. Il Comune conferma il ruolo delle scuole paritarie

L'assessore Angelini con i presidenti delle scuole paritarie

L’assessore Angelini con i presidenti delle scuole paritarie

Importante conferma, in un momento di crisi e difficoltà anche per gli enti locali, della convenzione tra Comune di Varese e scuole dell’infanzia paritarie che operano in città. Si tratta di un provvedimento che riguarda 16 scuole, frequentate da oltre 1300 ragazzi da 3 a 6 anni, ovvero i due terzi dei circa 2000 alunni totali (i ragazzi delle scuole comunali sono 375 e quelli delle scuole statali 358).

Un accordo triennale fortemente innovativo, che ha imposto un anno di riflessioni e approfondimenti in un gruppo di lavoro presieduto dall’assessore comunale a Famiglia e Persona, il Pdl Enrico Angelini. “Un accordo che punta fortemente alla conferma di un sistema educativo integrato – spiega l’assessore -, con un ruolo pubblico ormai consolidato che viene svolto dalle scuole dell’infanzia convenzionate”. Un dato non scontato: altre realtà, come Bologna, ha imboccato una strada diversa, mentre Varese continua a credere in un sistema misto. “Una delibera di giunta come questa – continua Angelini – ho voluto portarla anche in Commissione, dove ho trovato attenzione e interesse da parte di tutte le forze politiche”. Un ruolo importante, quello delle paritarie, fondamentale nel dare una risposta ad un’ampia utenza di famiglie.

La convenzione tra Comune e scuole paritarie comporta un esborso annuo, da parte delle casse comunali, di 2 milioni 152mila 600 euro, la stessa cifra prevista nella precedente convenzione che è scaduta. Una cifra che viene erogata, però, in base ad una serie di principi molto chiari, inclusi nella convenzione, che vanno dal fondamentale principio della sussidiarietà alla valorizzazione delle realtà esistenti, fino ad un metodo di lavoro partecipato, principi sui quali manterrà il controllo un comitato di coordinamento di cui fanno parte Comune e presidenti delle scuole che hanno sottoscritto la convenzione.

Ma ciò che risulta particolarmente interessante e innovativo nel documento è un Fondo premialità che premierà (e dunque incentiverà) la capacità delle scuole di innovare, di sperimentare nuove soluzioni (un fondo di 114 mila euro): è il caso di progetti che stabiliscano sinergie o accordi o addirittura fusioni sul piano gestionale, ma anche progetti che introducano economie di scala, con la formula dei gruppi d’acquisto. Oltre a ciò, la premialità agirà anche nei confronti dei contenuti educativi. Non manca neppure un Fondo gratuità (di 23 mila euro circa), “un capitolo importante – osserva l’assessore Angelini – considerato il disagio sociale che anche a Varese è diffuso tra le famiglie”. Un intervento che avverrà in collaborazione con segnalazioni e indicazioni dei Servizi sociali.

Come dice  Gianni Bottinelli, presidente della Scuola Santa Beretta Molla a Sant’Ambrogio, “certo questa convenzione non risolve tutti i problemi delle scuole paritarie, ma è un importante passo avanti”. E comunque “rappresenta il riconoscimento dell’importanza della nostra presenza in città”. Per Silvano Rolandi della Fism (organismo riconosciuto dalla Conferenza Episcopale Italiana e membro costituente del Consiglio Nazionale della Scuola Cattolica) “in una situazione in cui le nostre scuole stanno affrontando un momento difficile, questa convenzione ci offre un importante punto di riferimento”.

12 settembre 2013
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