Milano

La Chiesa ambrosiana guarda all’Expo. Scola: “Milano può dare speranza all’Europa”

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La presentazione de “Il campo è il mondo” presso Assolombarda (foto: Incrocinews)

“Ho avuto un dono, questa lettera funziona”. Così il Cardinale Angelo Scola alla presentazione a Milano de “Il campo è il mondo. Vie da percorrere incontro all’umano”, sua seconda lettera pastorale alla Chiesa ambrosiana. Una lettera, ha sottolineato, rappresenta il  ”desiderio di far crescere una relazione”. E l’obiettivo dell’Arcivescovo con “Il campo è il mondo” è chiaro: dare una scossa al cattolicesimo popolare ambrosiano e tirare fuori dall’anonimato tutti quei fedeli battezzati che separano nettamente la fede dalla vita.

Per quest’opera di rinnovamento Scola prende spunto dalla parabola del campo dell’evangelista Matteo, campo dove crescono insieme tanto il buon seme quanto la zizzania. Questo è il nostro mondo di tutti giorni, fatto di gioie e dolori, dove però il Cardinale insiste sull’iniziativa di Dio, sulla libertà dell’uomo che si fa sorprendere e sullo sguardo dell’io che cambia di fronte alla realtà. Cioè sul percorso di fede cui ciascuno, credente e non, è chiamato nelle relazioni e negli incontri quotidiani.

Non a caso i quattro ospiti della presentazione moderata dal direttore di Avvenire Marco Tarquinio hanno testimoniato proprio degli incontri e delle relazioni ciascuno nel campo di appartenenza. La sociologa Rita Bichi ha fotografato con i numeri la crisi economica in atto che è anche crisi delle coscienze; Diana Bracco, presidente del Padiglione Italia di Expo, ha parlato dell’occasione di Expo 2015 come di “vivaio” e “metafora del campo”; la foto-blogger Leonora Giovanazzi ha tradotto per immagini e scatti l’esperienza dell’incontro nel “campo” milanese; Gian Arturo Ferrari, presidente del Centro per il libro e la promozione della lettura, ha condiviso l’allarme su Milano che “ha perso la sua anima e deve tornare ad avere una dimensione culturale e cattolica”.

“La secolarizzazione ci ha lasciato un mondo scheggiato – ha concluso l’Arcivescovo al termine degli interventi – un nuovo umanesimo e una nuova unità sono la risposta che i cristiani possono dare in questo frangente”. All’immagine dello skyline di Londra, in cui campeggia il nuovo Shard, scheggia appunto, Scola contrappone le guglie del Duomo, riprese in senso moderno dalla nuova torre meneghina di Unicredit, con quel suo slancio verso il cielo. In questo senso “Milano ha futuro” e “può dare speranza all’Europa”, e l’Esposizione universale costituisce una “salutare pro-vocazione”.

12 settembre 2013 - Filippo Facco
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