Varese

Varese, sù il sipario al nuovo Teatro UCC. Apollonio va in soffitta?

Il teatro di piazza Repubblica a Varese

Il teatro di piazza Repubblica a Varese

Ora è ufficiale: il Teatro di Varese cambia nome. Come annuncia il lancio sulla nuova stagione teatrale del palcoscenico di piazza Repubblica, che avverrà il 16 settembre. Al momento non è chiaro se il nome di Mario Apollonio, il grande storico del teatro che la città pare non avere mai metabolizzato davvero, verrà affiancato al nuovo nome oppure sarà riposto definitivamente in soffitta. Il nuovo  nome sarà Teatro UCC di Varese, che a dire il vero non appare particolarmente suggestivo.

Il cambio del nome del teatro varesino non è una novità assoluta: in passato il palcoscenico privato varesino si chiamò anche “Rossi d’Angera”, dal nome dei produttori di grappe del Lago Maggiore, ma si chiamò anche “Che Banca!”, altro nome non felicissimo relativo ad un grosso gruppo bancario. Guardandoci intorno, decisamente meglio il Condominio-Gassman a Gallarate, ma ancora meglio il Giuditta Pasta, nome del grandissimo mezzosoprano italiano (e saronnese) che dà il nome al palcoscenico di Saronno.
Il varesino Teatro UCC prende il nome dal nuovo main sponsor entrato in campo, la UCC, l’Associazione Costruttori Caldereria, una realtà di rappresentanza economica assai importante e diffusa in Italia.  Una realtà nazionale che conferma la difficoltà di trovare main sponsor nel nostro territorio. Alla conferenza stampa convocata presso il teatro nei prossimi giorni parteciperà Luca Pellizzer, presidente dell’associazione. Durante la conferenza stampa verranno anche illustrati gli spettacoli in cartellone, le formule di abbonamento e il nuovo partenariato con UCC.

 

9 settembre 2013
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Un commento a “Varese, sù il sipario al nuovo Teatro UCC. Apollonio va in soffitta?

  1. giovanni Zappalà il 9 settembre 2013, ore 21:41

    Ho, negli anni, più volte frequentato il teatro di piazza Repubblica e pur constatando le sue limitazioni sono e rimango del parere che con un poco di fantasia, che poco costa, e qualcosa di più, forse molto, per quanto riguarda l’impegno economico, si potrebbe trasformare nel teatro della città. Il tutto senza compromessi di volumetria cittadina, grattacieli o quant’altro. (Sventrature avventate di costruzioni storiche, che all’estero sarebbero state altamente valorizzate, risistemazione e rifacimento anche se parziale del parcheggio sotterraneo della piazza) Gli spazi laterali esistono, come pure quello sul fondo. Tra i progettisti che la città annovera, possibile che nessuno osi proporre una tale soluzione, anche solo a livello di fattibilità ?
    Giovanni Zappalà.

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