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A Villa Cagnola al via Settimana Europea su popoli e religioni lungo il Nilo

Villa Cagnola a Gazzada

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Questa mattina, alla presenza delle autorità civili e religiose, si è aperta la XXXV Settimana Europea organizzata dalla Fondazione Ambrosiana Paolo VI in collaborazione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore, e dedicata alla storia religiosa dei popoli che vivono nelle terre percorse dal Nilo.

Nel portare il saluto della grande famiglia di Villa Cagnola, a tutti i partecipanti, il direttore della Fondazione,monsignor Eros Monti ha rilevato l’importanza di questo convegno, non solo per il qualificato contributo degli studiosi che interverranno nel corso della Settimana, ma anche perché potrà fornire utili chiavi di lettura per comprendere la drammatica situazione in cui oggi si trova l’Egitto. Paese che per la sua millenaria e ricca storia, per la sua posizione geografica e per il peso demografico ha un ruolo centrale nelle vicende del Nord Africa e del Medio Oriente, con riflessi significativi in un’area ben più vasta, in tutto il bacino del Mediterraneo e oltre. Paese, l’Egitto, dove la dimensione religiosa, fin da epoche remote, ha svolto una funzione di grande rilievo sul piano sociale e politico, articolandosi e sviluppandosi in forme sempre più complesse e elevate, diventando terra propizia alla diffusione e al radicarsi del cristianesimo in un ricco e fecondo intreccio di fede e cultura, misuratosi poi con l’affermazione dell’islam.

Tema questo sottolineato nel messaggio di salito e di augurio che l’Arcivescovo cardinale Angelo Scola ha inviato al convegno, rilevando che “la fede da sempre si incarna in precisi contesti storici ed è fattore vitale di promozione e di sviluppo, in quanto portatrice di una visione complessiva dell’uomo e del mondo, interagisce di continuo con i costumi e con le culture”. Al riguardo l’Arcivescovo ha ricordato l’importanza del dialogo interreligioso, non solo in Egitto, dove può sollecitare la ricerca di una soluzione ai gravi problemi che travagliano quel Paese, ma anche qui da noi, in Lombardia, per favorire la convivenza con le comunità islamiche, come ha scritto nel messaggio ad esse rivolto in occasione della fine del Ramadan: “crescendo nella conoscenza e nel rispetto reciproci, senza ignorare ciò che distingue e caratterizza l’identità di ognuno” .

Certamente nelle terre lungo il Nilo l’interazione tra culture e religioni non è sempre pacifica, ha rilevato nel suo indirizzo di saluto il Presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, ricordando la difficile situazione che oggi stanno vivendo i cristiani copti, che pur essendo una minoranza, il 10-15% della popolazione egiziana in gran parte di obbedienza sunnita, costituiscono la maggiore comunità cristiana nel mondo arabo musulmano e hanno svolto un ruolo importante nella costruzione del moderno Stato egiziano, sul piano culturale e su quello economico, grazie alla loro intraprendenza. Roberto Maroni nell’auspicare che il dramma dell’Egitto trovi una rapida soluzione, e si riaffermi il grande ruolo che quel Paese ha svolto nella

storia antica e recente, ha espresso il suo compiacimento per l’attività pluridecennale che la Fondazione Ambrosiana Paolo Vl svolge sul piano culturale, non solo strettamente religioso, e di cui ha detto “ la Regione Lombardia ha piena consapevolezza”.

Nell’aprire i lavori, il professore Cesare Alzati direttore scientifico della Settimana ne ha rilevato: “i caratteri di un vero manifesto umanistico, volto a riaffermare l’uomo nella sua dimensione interiore, costruitasi in secoli di affinamento intellettuale e che è stata trasfigurata dall’annuncio religioso, tale dimensione interiore, comunicata e divenuta patrimonio diffusamente condiviso, ha reso intere società capaci di rimodulare nel profondo le forme del vivere politico e della creazione culturale, ponendo in essere realtà intellettuali e istituzionali che hanno attraversato i secoli”

Una dimensione interiore che anche oggi, costituisce il sicuro ancoraggio e alimento, per raccogliere e vincere le sfide che la tarda modernità, quotidianamente, ci pone di fronte.

3 settembre 2013
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