Varese

Varese, non c’è il congresso, ma i giovani Pd provinciali escono allo scoperto

image_banneroneNon è ancora chiaro quando e come si svolgeranno i congressi del Pd, sottoposti, ogni giorno, al soffio delle varie correnti impegnate in una resa dei conti infinita. Tanto più che la scadenza del 7 novembre appare ormai un esile miraggio di cui non si parla più. Intanto, nell’incertezza del momento, i Giovani Democratici della Provincia di Varese hanno presentato la loro piattaforma congressuale, con Tommaso Pollice, presidente, e Aureliano Gherbini, segretario del Pd provinciale.

Un documento che entra nel merito di diverse tematiche “calde”. Per quanto riguarda la vita interna del partito i giovani Pd dicono che “chi ricopre cariche politiche interne al partito vedesse al più presto sostituito lo stipendio con un rimborso spese rendicontato”. Non solo: “gestione dei bilanci, così come i bilanci stessi di Partito e feste, dev’essere pubblica e facilmente accessibile”. I giovani Pd ammettono le deroghe sui candidati (pur “limitate al minimo”), ma chiedono che, ad ogni livello, si faccia ricorso alle primarie.

Web e social media devono essere gli strumenti da privilegiare sul fronte della comunicazione, senza eliminare forme più tradizionali come le feste democratiche. Tuttavia, quanto a queste ultime, è necessario un “ricambio frequente e periodico nei gruppi dirigenti delle feste, di cui quella della Schiranna è la più grande ed importante in provincia”.

Forte riflessione sulla vita interna e sul vertice del Pd provinciale varesino. “L’organo provinciale – dicono i giovani democratici – è vuoto senza la vitalità dei circoli, e proprio i circoli, così come la giovanile, devono essere i primi protagonisti della linea politica. Attraverso più frequenti riunioni tra segretari di circolo e un dialogo più produttivo ed equilibrato tra partito e giovanile, si può creare quella rete di idee e proposte che portano a una coesione autentica tra i vari livelli”. Poi continuano: “Un esecutivo provinciale che non è presente sul territorio, che preferisce la spartizione a tavolino tra correnti all’onesta analisi delle competenze nella sua formazione, non incarna la nostra idea di rinnovamento radicale di approccio allo strumento-partito: dall’appartenenza alla competenza!”. Difficile, guardando a questi giudizi, non vedere un duro attacco al vertice provinciale del partito attuale.

Conclusione del documento: “basta politica “da bar”, portiamo il bar dentro la politica!”. E poi la conclusione: “Nel momento di massima spregiudicatezza ed esasperazione del concetto di “stimolo materiale”, noi proponiamo di tornare ad una “ricetta” più salutare: una birra in più durante le riunioni, qualche mazzetta in meno per invogliare ad impegnarsi!”.

 

 

 

 

30 agosto 2013
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Un commento a “Varese, non c’è il congresso, ma i giovani Pd provinciali escono allo scoperto

  1. Roy il 31 agosto 2013, ore 14:43

    Il giovanilismo a tutti i costi non è per forza una buona idea. Se si leggono alcune analisi – ora a freddo – sugli affossatori di Prodi, si scopre che qualche giovane democratico miracolato dalle primarie forse ha fatto lo spiritoso. Con tutto ciò il contributo dei GD può essere importante e la giovanilissima idea della birra anche intelligente. Ma che significa “qualche mazzetta in meno”??? Hanno notizia di corruzione o altri reati? Li hanno
    denunciati alle autorità? Perché se non è così, di altri spiritosi qualunquisti che giocano con parole troppo grosse non si sente proprio il bisogno

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