Locarno

66° Festival di Locarno, “Questione di tempo”, un bell’happy end per la rassegna

Un particolare del manifesto del film

Un particolare del manifesto del film

Sia pure in un’atmosfera tutta protesa al mostro sacro pardizzato Herzog, è restata alta l’attesa per la pellicola “About Time” (“Questione di tempo”) di Richard Curtis, un autore che ha firmato regie e sceneggiature come per la saga di Bridget Jones, creato personaggi come Mr. Bean di Rowan Atkinson, insomma un vero poliedrico protagonista del cinema. Una pellicola sentimentale, quella portata a Locarno e proposta agli sgoccioli della rassegna, una commedia che si divide tra questioni di cuore e trovate in stile ”Ritorno al futuro”.

Sul grande schermo un giovane imbranato in cose d’amore. E’ Tim Lake (Domhall Gleeson) che vive una serie di tentativi e di iniziative sentimentali, spesso caotiche, nei confronti dell’altra metà del cielo, in particolare Mary (Rachel McAdams). Ma ad un certo momento, il ragazzo scopre dal padre (Bill Nighy) il potere posseduto dai maschi della famiglia, potere raro e dalle imprevedibili conseguenze. Scopre di essere anche lui dotato della capacità di viaggiare nel passato soltanto che chiuda occhi e pugni dentro un vecchio armadio.

A questo punto è possibile ritornare ai momenti peggiori o meno riusciti della vita e rigirarli come se ci si trovasse su un set cinematografico. Una trovata che apre la porta ad una serie di revisioni e correzioni, ad una vita che può essere migliorata rispetto a come si è presentata la prima volta. Un fatto che complica la vita di Tim: la sua carriera di avvocato e l’incontro con una bella ragazza finiscono per subire l’interferenza dei viaggi nel passato. Ma l’amore è predominante, un po’ a  360 gradi, sia nei confronti della ragazza, che nei confronti di un padre che ha peso nella vita del protagonista. Un sentimento tanto forte da superare ogni potere, anche quello strabiliante di fare una passeggiatina nel passato.

 

 

17 agosto 2013
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