Due-tre parole sull’Inps

Sarò ripetitivo, tuttavia, mi piace pensare di non essere il solo ad essersi accorto di quello che accade in questi giorni di calura e, per molti, di quasi chiusura per ferie, nei nostri patronati sindacali. A me è capitato di vedere decine di persone nell’attesa, magari anche un paio d’ora prima, dell’apertura degli uffici.

Qualcuno assicurerà che non è una novità questa, vero, ma quello che mi lascia perplesso sono le motivazioni che stanno dietro a questo afflusso di umanità che sempre in questo periodo aumenta. La stragrande maggioranza è lì per presentare la domanda di disoccupazione.

Dunque, ancora una volta, alla vigilia delle ferie, si ripete il “rito” dei licenziamenti. Licenziamenti non solo per fine contratto, ma soprattutto licenziamenti dovuti alla crisi economica, licenziamenti perché chiudono le aziende, piccole, piccolissimi o grandi, licenziamenti perché chiudono i negozi e Varese che è città di commercio sa cosa vuol dire questo.

La domanda per il sussidio di disoccupazione, però, può essere fatta solo in via telematica. Questo vuol dire che l’INPS ha scaricato sul privato sociale un servizio che non fa più. Ora immaginate che in Italia meno del 30% della popolazione usa internet e immaginate la dimestichezza che gli italiani hanno con la rete, con codici pin ( visto che l’INPS dice all’utente, attiva il pin e avrai tutte le risposte da parte nostra …) e modulistiche telematiche. Immaginate persone che abitualmente lavorano nell’edilizia, lavorano nelle imprese di pulizia, lavorano in azienda artigiane, persone che sono abituate a strumenti diversi dai pc, ebbene immaginate queste persone e capite perché si devono recare presso i patronati sindacali, unici luoghi dove è possibile compilare e inviare la domanda. E immaginate anche un’ultima cosa.

I patronati su cui sono state scaricate, negli ultimi anni, molte funzioni che l’INPS non fa più direttamente e sono quelle che riguardano i cittadini più deboli, sono costretti a dare i “numerini” per poter organizzare l’accesso ai propri uffici, così succede che una volta terminati, le persone escluse si devono ripresentare il giorno dopo e forse anche quello seguente, nella speranza di poter svolgere la pratica.

Ora pensate anche un’altra cosa. Lo Stato, visto che siamo in tempi di tagli, ha ridotto, quando paga, i compensi ai patronati per le pratiche svolte e quindi parliamo anche di strutture che sono sotto dimensionate rispetto alle reali e attuali esigente. Così si arriva al paradosso che lo Stato che dovrebbe garantire un servizio ai suoi cittadini, per ridurre i costi, ha pensato bene di trasformare l’INPS in una azienda “erogatrice” di soldi, ne mortifica le professionalità interne e sono tante, riduce i contatti con gli utenti ( perché così impiega meno personale e meno ore di lavoro ) e demanda ai fatidici numeri verdi per orientare. Non so perché, ma dopo tutto questo immaginare penso che tutti si sia un po’ più depressi sul nostro futuro come Paese moderno e civile e penso a 5Stelle che vuole abolire i sindacati….

Roberto Molinari

Segretario Cittadino PD Varese

9 agosto 2013
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Rispondi