Varese

Reno di Leggiuno, Asl: balneazione ok, ma attenetevi a queste regole…

imageA seguito di segnalazioni all’ASL di Varese nel mese di luglio, relative a possibili casi di dermatiti del bagnante, diagnosticate su frequentatori del lido di Reno di Leggiuno, sono stati tempestivamente attivati controlli per capire il fenomeno.

Sono stati condotti controlli di natura ispettiva ed analisi sulle acque del lido, indicando contestualmente al sindaco, in via precauzionale, la necessità di evitare temporaneamente le attività di balneazione sino alla determinazione definitiva del rischio sanitario correlato alla situazione evidenziata.

Al completamento degli accertamenti, le acque del lido si ritengono fruibili a condizione che vengano rispettate dai bagnanti alcune precauzioni: usare creme ed oli solari che impediscano meccanicamente la penetrazione del parassita nella cute; lavarsi con acqua corrente dopo il bagno al lago (doccia); asciugarsi strofinandosi energicamente e per bene subito dopo aver fatto il bagno; cambiare il costume dopo avere fatto il bagno; evitare di lasciare troppo a lungo i bambini nell’acqua, soprattutto in prossimità di canneti ed aree sassose.

Inoltre, è stata trasmessa una nota informativa a tutte le amministrazioni comunali del Lago Maggiore, da comunicare ai bagnanti, contenenti i medesimi consigli utili a prevenire la dermatite del bagnante, che si specifica risulta essere determinata dall’esposizione occasionale ad acque di lago in cui siano presenti microscopici parassiti (cercarie) veicolati dalla avifauna acquatica e da piccole lumache. Tali parassiti determinano, a contatto con la cute, un intenso prurito e reazioni di varia natura (arrossamenti, ponfi, vescicole), che si risolvono generalmente con un semplice trattamento sintomatico. Si sottolinea che la dermatite da cercaria, si configura come condizione registrata in tutto il mondo e rappresenta un fenomeno correlato alle regole naturali dell’ambiente acquatico.

Da ultimo, si segnala che è stata attivata una sorveglianza sanitaria attraverso il coinvolgimento delle aziende ospedaliere provinciali, dei medici di assistenza primaria, dei medici di continuità assistenziale e pediatri di famiglia, per monitorare l’andamento del fenomeno nel corso della stagione balneare.

 

8 agosto 2013
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