Varese

Varese, il neo-questore Messina: va colpita la “zona grigia” della criminalità

Il nuovo questore di Varese Francesco Messina

Il nuovo questore di Varese Francesco Messina

Arriva a Varese, dopo un lungo cursus honorum al vertice della Polizia, il nuovo questore Francesco Messina, da ieri sulla poltrona di questore per sostituire Danilo Gagliardi, da poco inviato a Livorno. Questa mattina il nuovo questore ha incontrato i rappresentanti dei media locali e si è presentato. Come ha ricordato Messina, 52 anni, originario di Catania, un profilo molto operativo, “ho iniziato nell’87 la mia carriera in Polizia, e mi considero un privilegiato perchè sono sempre stato sul territorio, una vera scuola”.

Dal 2007 al 2009 Messina è stato a capo della Squadra Mobile di Milano, dove Messina era arrivato nel 1988 alla Sezione omicidi. Era poi passato all’Antirapina e quindi alla Dia. E’ poi stato alla Criminalpol, ma nel 1999 e’ tornato alla Mobile occupandosi soprattutto di crimine organizzato. Nella carriera di Messina anche 4 anni a Bergamo come Vicario. Infine un periodo di formazione all’Alta scuola Interforze e l’impegno a Varese.

“Una Questura, quella di Varese, organizzata bene – ha detto Messina -, con meccanismi molto ben oliati. Le forze dell’ordine devono essere bene coordinate ed unite, non in competizione tra loro”. Per quanto riguarda la sicurezza, il nuovo questore di Varese si è detto convinto che, al di là della sicurezza in senso stretto, garantita da prevenzione e repressione dei reati, soprattutto della microcriminalità che tanto disagio crea tra i cittadini, esiste anche una sicurezza in senso più ampio, legata al disagio sociale, ai soggetti deboli, all’ambiente. “Anche queste realtà vanno monitorate con grande attenzione”, ha sostenuto Messina.

Non è mancato, però, un accenno anche alla grande criminalità organizzata. “Grazie alle ultime indagini e agli ultimi processi – ha continuato il questore – abbiamo un nuovo orizzonte da cui guardare questa realtà: c’è un’area grigia che nel Nord Italia collabora con i poteri criminali, con quello che si chiama ‘concorso esterno’. Una zona che va monitorata con attenzione e senza mai abbassare la guardia, e che può riguardare coloro che sono coinvolti nei progetti legati all’Expo”. I rapporti con i media saranno improntati alla massima collaborazione e alla più totale trasparenza.

6 agosto 2013
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