Mantova

Festival Letteratura, a Mantova i grandi scrittori europei e latinoamericani

Un momento della bella kermesse culturale in programma a Mantova

Un momento della bella kermesse culturale in programma a Mantova

La diciassettesima edizione di Festivaletteratura si terrà a Mantova da mercoledì 4 a domenica 8 settembre 2013. Riapre, per lettori e scrittori, il cantiere in piazza di idee, situazioni e progetti di cui oggi si sente un desiderio sempre più urgente a fronte di una progressiva virtualizzazione delle relazioni e del fare cultura. Il Festival resta un luogo in cui ci si scambiano opinioni, si mettono insieme i pensieri, si ascoltano gli altri per confrontarsi: uno spazio “civico”, in cui la cultura crea prossimità.

A Festivaletteratura gli autori non “passano”: sono il lievito della manifestazione. Di fronte non trovano semplici spettatori, ma persone da cui viene la richiesta di un incontro vero, senza infingimenti. In questo modo prende forma una condivisione culturale viva, dinamica, che difficilmente si sperimenta altrove e che costituisce la specificità della manifestazione, rendendo il Festival scenario di creatività e agente d’innovazione. Festivaletteratura conferma la sua vocazione a gettare ponti, a mettere mondi in contatto. Le tecnologie aiutano – la manifestazione in questi anni ha potenziato la propria presenza sul web – ma rimane l’agorà, la piazza, la dimensione propria della rassegna.

Protagonista quest’anno la letteratura europea: tra gli ospiti spiccano i nomi di Emmanuel Carrère, Almudena Grandes di Mathias Énard.
Saranno a Festivaletteratura anche Margaret Drabble, critica letteraria, tra le più prolifiche e autorevoli narratrici inglesi; il finlandese Tuomas Kyrö, autore di successo e versatile, che passa dal romanzo al fumetto, dalla radio al cartoon; l’ungherese László Krasznahorkai, fedele sceneggiatore del regista di culto Béla Tarr e romanziere apprezzato da scrittori del calibro di W.G. Sebald e Susan Sontag; Dan Lungu, voce tra le più brillanti e pungenti della letteratura romena post-comunista; Will Self, scrittore colto e visionario considerato dalla critica inglese l’erede di James Ballard; Clara Usón, talento ormai riconosciuto della nuova narrativa catalana. Almudena Grandes e Mathias Énard saranno anche protagonisti a degli appuntamenti 2013 del translation slam, la “gara” tra traduttori che consente al pubblico di scoprire i problemi e le trappole che si aprono nel portare un testo da una lingua all’altra.

Nell’edizione che in assoluto conta il maggior numero di presenze internazionali, grande spazio viene dato alla letteratura latinoamericana, che gode di un periodo di grande vitalità. Saranno a Mantova l’argentino Andrés Neuman e il brasiliano Ronaldo Wrobel – due tra i talenti letterari forse più interessanti emersi negli ultimi anni -, il messicano Juan Villoro – giornalista, narratore, autore di libri per ragazzi -, oltre ad Ángeles Mastretta e Santiago Gamboa, graditi ritorni al Festival. Inoltre il festival dedica un focus alla letteratura cubana con Atilio Caballero Menéndez, Wendy Guerra, Francisco López Sacha, Leonardo Padura Fuentes, Karla Suarez che racconteranno che cosa significa scrivere (e leggere) oggi a Cuba, in un momento cruciale per il futuro dell’isola.

E Latinoamericana sarà anche il nome dell’isola di postazioni informatiche allestita quest’anno dell’Archivio di Festivaletteratura nel mare aperto della Tenda dei Libri di Piazza Sordello. Per tutta la durata della manifestazione, il pubblico avrà l’opportunità di ascoltare le registrazioni e di vedere le immagini relative agli incontri che hanno visto protagonisti, dal 1997 a oggi, i maggiori esponenti della cultura e della narrativa di quei paesi. Lo spazio di Latinoamericana ospiterà inoltre il Libero manuale di letteratura latinoamericana, una serie di interventi quotidiani con gli autori latinoamericani presenti al Festival.

Per completare il quadro dei narratori stranieri, vanno segnalati l’indiana Jhumpa Lahiri (ospite anche – insieme a Taiye Selasi e Barry Miles – degli appuntamenti d’inizio mattina delle Pagine della Cultura condotti da Alberto Notarbartolo e Piero Zardo); il giallista scozzese Peter May; J.R. Moehringer, autore, tra l’altro, con Andrè Agassi di Open; l’anglo-pakistano Mohsin Hamid, del cui primo romanzo è recentemente uscita nelle sale la riduzione cinematografica diretta da Mira Nair; e in particolare Kim Young-ha, uno dei pochi narratori in grado di offrirci uno sguardo ravvicinato sulla tesissima situazione tra le due Coree.

Altro continente che sta conoscendo una stagione culturale straordinaria è senz’altro l’Africa, con l’affermazione di una generazione di intellettuali che si definisce afropolitan, a pieno titolo protagonista della scena globale. Festivaletteratura invita Taiye Selasi, scrittrice nigeriana-ghanese-americana, Binyavanga Wainaina, kenyota, narratore, tra i fondatori della rivista Kwani? Dal Mali, paese dalla cultura millenaria oggi vittima di un conflitto che vede in gioco imponenti interessi economici internazionali contrapposti vengono lo scrittore Moussa Konaté e Sékou Ogobara Dolo, uno dei portavoce più accreditati della cultura orale dei Dogon.

Oltre alla presenza di tanti autori stranieri, al Festivaletteratura, come sempre, è importantissima la presenza di narratori italiani. Torneranno a Mantova i protagonisti di Scritture Giovani, insieme a Francesco Abate, Eraldo Affinati, Paolo Cognetti, Paolo Giordano, Carlo Lucarelli, Dacia Maraini, Paola Mastrocola, Melania Mazzucco, Hans Tuzzi, Andrea Vitali.

La sezione della poesia si concentrerà in particolare sulla produzione italiana, accogliendo giovani autori come Azzurra D’Agostino e Giovanni Previdi, il poeta e critico letterario Renato Minore. Spazio anche al ritorno di Bianca Tarozzi e Antonio Prete e, come ospite internazionale, alla poetessa sudafricana Karen Press. Del tutto “fuori serie” la presenza di Alessandro Bergonzoni, che a Festivaletteratura esordirà come rimatore in un incontro assolutamente imprevedibile.

Jerusalem è poi una delle parole chiave di questa diciassettesima edizione: in particolare è il tema scelto per Scritture Giovani 2013. Laura Fidaleo, Maarten Inghels, Meirion Jordan, Felix Stephan, i quattro scrittori selezionati per il 2013, hanno dedicato il loro racconto alla città sacra per eccellenza, in un anno in cui Scritture Giovani aprirà eccezionalmente una sezione libreria in cui torneranno a incontrare il pubblico tutti gli autori italiani delle passate edizioni del progetto usciti nel 2013 con un nuovo libro (Marco Archetti, Cristiano Cavina, Marco Mancassola, Francesca Scotti, Flavio Soriga). Gerusalemme è anche la città intorno alla quale ruotano l’incontro tra Paola Caridi e Ahdaf Soueif (in relazione con Il Cairo), la traccia di Enrico Franceschini, il romanzo bifronte dello scrittore tedesco Benjamin Stein. Tra gli autori israeliani al Festival, la giovane soldatessa-scrittrice Shani Boianjiu e David Grossman, a cui sarà dedicata la retrospettiva di quest’anno, che comprenderà uno spettacolo realizzato utilizzando i materiali fotografici e sonori relativi alle sue precedenti partecipazioni . Grossman sarà anche protagonista di Blurandevù, gli appuntamenti serali che vedono i giovani volontari del Festival nel ruolo di intervistatori e che avranno, come altri autori ospiti, Cristiano Cavina, Michela Marzano e Lilian Thuram.
Una sezione particolarmente animata quella dedicata quest’anno alla scrittura per immagini che vedrà la presenza di Cyril Pedrosa, il fumettista francese che nell’ultimo anno ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali e che al Festival incontrerà Fabio Geda, e di alcuni autori che hanno raggiunto la popolarità grazie al web come Zerocalcare e Makkox, che al Festival terrà un Live sketch reporting commentando ogni sera a vignette quello che accadrà al Festival, o Marco Petrella, già ricordato per le sue recensioni a fumetti dei libri dei grandi scrittori contemporanei.

Da ormai diverse edizioni Festivaletteratura riserva una speciale attenzione agli autori che hanno segnato la letteratura del Novecento. Nella ricorrenza del cinquantesimo anniversario della morte, Beppe Fenoglio verrà restituito agli scrittori. Quattro autori italiani contemporanei – Eraldo Affinati, Marcello Fois, Paolo Giordano, Davide Longo – parleranno ognuno di una delle qualità della scrittura di Fenoglio esemplificandola attraverso un suo racconto o un romanzo breve. A queste lezioni fenogliane si accompagnerà, all’interno del programma delle Tracce alla Tenda Sordello, un intervento sulla vita dello scrittore di Alba tenuto da Piero Negri Scaglione. Tra gli altri eventi-omaggio ricordiamo quelli su Carlo Emilio Gadda, Rocco Scotellaro, Ada Negri e Gianni Rodari; una nuova riflessione su Virginia Woolf a partire dalla riedizione dei Diari (con Bianca Tarozzi, Ginevra Bompiani e Liliana Rampello); e la prima esecuzione italiana dei melologhi Pittori olandesi scritti da Marcel Proust e musicati dal suo compagno Reynaldo Hahn nell’interpretazione di Luca Scarlini ed Emanuele Torquati. A questi si aggiunge un ricordo di Giuseppe Pontiggia nel decennale dalla scomparsa.
Anche per un grande scrittore del territorio padano come Gianni Brera ci sarà lo spazio al Festival per un omaggio a più voci. Di sport si parlerà – del tutto o in parte – anche negli incontri con Lilian Thuram, con Luca Beatrice (sullo scrivere di arte e di calcio) e con Gianni Clerici, per i più sempre quel del tenis, nonostante il credito guadagnato come narratore e poeta.

Grande attenzione sarà dedicata quest’anno ai temi caldi dell’attualità. Le cronache di questi giorni ci dimostrano come i nostri dati sensibili possono diventare materiale facilmente scambiabile e impiegato senza il nostro consenso per i più diversi scopi. Viktor Mayer-Schönberger, uno dei massimi esperti mondiali dell’utilizzo dell’informazione nei mercati e nella società, sarà al Festival per spiegare che cosa sono i Big Data, chi li controlla e come siamo controllati attraverso di essi. Di un altro caso di conflitto tra accesso al sapere, diritto di autore e monopoli della conoscenza tratta Google and the World Brain, uno dei film più attesi di Pagine Nascoste, la rassegna di film documentari su libri e scrittori, da anni parte integrante del programma di Festivaletteratura e dal 2012 proposta nello spazio del cinema Oberdan.

Le modalità di diffusione e di accesso all’informazione consentite dalle nuove tecnologie stanno portando anche a profondi rivolgimenti nel giornalismo: in questo senso Festivaletteratura proporrà due testimonianze differenti su come è possibile fare inchiesta oggi: una forse più tradizionale, del giornalismo sotto copertura (con Günter Wallraff e Fabrizio Gatti); una che viene da una nuova generazione di giornalisti free lance, che cercano in rete i finanziamenti per le proprie inchieste (con Andrea Marinelli e Jordi Pérez Colomé). Di come invece la grande informazione condizioni ancor oggi la percezione di alcuni fenomeni sociali – nel caso specifico, la violenza sulle donne – parlerà invece Michela Murgia; mentre sulle trasformazioni in atto nella televisione a fronte dell’avvento di internet e delle nuove forme di narrazione transmediale si soffermerà Carlo Freccero.

Con i temi di attualità torna inevitabilmente la questione del precariato: negli incontri tra Beppe Severgnini e Ivano Fossati, tra Guy Standing e Andrea Fumagalli si cercherà nuovamente di definire il quadro, e di individuare strategie personali e interventi di sistema per uscire da una condizione ormai diventata strutturale.

Al Festivalettatura non può mancare la riflessione storica che porta all’interpretazione del presente: è il caso del confronto tra Guido Crainz e Silvio Lanaro, autori degli studi più completi e organici sulla storia dell’Italia repubblicana; della rivisitazione da parte di Sergio Luzzatto e Marco Belpoliti di alcuni episodi controversi della guerra partigiana; o – per i ragazzi – della rilettura delle persecuzioni razziali durante il nazismo effettuata da Paul Doswell, della narrazione dell’esperienza dittatoriale del Cile di Sofia Gallo; delle melodie del clarinetto di Terezin riportato in vita e in musica da Matteo Corradini, Enrico Fink e Gabriele Coen.

Intendere la cultura come qualcosa da condividere, come bene comune proprio nel senso che “fa” bene, agisce, diventa un fattore di crescita individuale e collettiva se vissuta in relazione con gli altri, ci porta ai principi fissati nella nostra Costituzione. Sull’articolo 9 – che riguarda la cultura, la ricerca scientifica, la tutela del paesaggio e del patrimonio storico-artistico – dialogheranno Salvatore Settis e Tomaso Montanari, raccordando arte e giurisprudenza. Della necessità di trovare nei diritti una narrazione forte per rifondare la democrazia, nel vuoto lasciato dalle grandi ideologie politiche del Novecento, parlerà invece Stefano Rodotà, che con Annarosa Buttarelli, in un successivo incontro, si confronterà sulla possibilità offerta dal modello femminile di sovranità come nuova strada per interpretare la politica. Dalla necessità di arrivare a una narrazione capace di affermare i diritti ai benefici della narrazione per chi esercita il diritto: Simonetta Agnello Hornby nel suo incontro mostrerà l’importanza della letteratura per chi svolge un lavoro in ambito giudiziario, per l’interpretazione delle situazioni, l’analisi delle persone, lo sviluppo mai lineare delle vicende. Beni ancora più alti – la felicità, la speranza – saranno al centro degli appuntamenti di filosofia rispettivamente con Robert Misrahi e Mary Zournazi in conversazione con Giacomo Marramao, mentre all’Amore sarà dedicata la conversazione tra Michela Marzano e Stefano Levi della Torre. Alla religione come momento di conoscenza del nostro sé più profondo e alle emozioni come strada per interpretare la spiritualità sono dedicati gli incontri di Massimo Cacciari con Giulio Busi, e di Giuliano Boccali e Farian Sabahi con Silvana Greco.

Con The Reading Circle il festival si propone di portare il pubblico nel cerchio di relazioni e persone che accompagnano la lettura. In uno spazio nel centro storico saranno lasciati in libera lettura circa un centinaio di libri di autori presenti alle varie edizioni del Festival. Ogni libro sarà accompagnato dai pareri di scrittori e gruppi di lettura, da recensioni a fumetti, dalle schede di presentazione su web curate dai sistemi bibliotecari, da bibliotecari in carne ed ossa, pronti a dare consigli e suggerimenti in base ai gusti di ciascuno. A completare la proposta di The Reading Circle si terrà una serie di quattro incontri sul tema della lettura che vedrà protagonisti gli scrittori Eugenio Baroncelli e Paolo Nori, Jamila Hassoune, libraia a Marrakech, l’illustratore e vignettista Marco Petrella, il bibliotecario Luca Ferrieri.

Nel programma dedicato ai ragazzi sarà l’Antologia curata da Beatrice Masini a valorizzare il ruolo attivo dei giovani lettori: proprio a loro sarà affidato il compito di selezionare una serie di testi per una futura antologia capace di soddisfare veramente i loro bisogni letterari.

Un appuntamento particolare della prossima edizione sarà il progetto sul silenzio che padre Enzo Bianchi e p.o.p. produzioni porteranno a Mantova dopo un lavoro di ascolto svolto per oltre un anno al Monastero di Bose. Nel chiostro di Santa Paola ai silenziosi rumori dei boschi, delle celle, degli spazi comuni e di preghiera dei monaci si alterneranno le (poche) parole di padre Bianchi, per riappropriarci di una dimensione ormai estranea alla nostra esperienza.

L’apertura a tutto il sapere, il complesso e fecondo reticolo di relazioni tra scienza, arte, storia, letteratura e tra le più specifiche discipline troverà invece riscontro nella rinnovata visione enciclopedica al centro del dialogo che vedrà protagonista Achille Bonito Oliva.

Si continua poi con l’attenzione ai costituenti primi della materia: la tavola periodica degli elementi, fatta uscire dallo stretto ambito della chimica, si rivelerà ad esempio un formidabile punto di partenza per leggere il libro del mondo. Seguendo il percorso di Sam Kean – simile a quello tracciato in passato da Primo Levi in Il sistema periodico – si scoprirà come, osservando questi elementi di base della materia nelle loro combinazioni, si possano imparare molte cose sulle relazioni e sui comportamenti umani. Un gruppo di chimici-narratori, composto dallo stess Kean insieme a Marco Malvaldi, Piersandro Pallavicini e Giuseppe Fochi – nello spazio delle Lavagne di piazza Mantegna, aperto come sempre anche ad altri quesiti e argomenti scientifici – ci racconterà le incredibili storie dell’alluminio, del mercurio, dell’oro, del cloro e di altri elementi.

Passando al regno vegetale, Vandana Shiva e poi Davide Ciccarese e Nadia Nicoletti – in una serie di incontri e di laboratori rivolti ai più piccoli – parleranno dell’importanza di prendersi cura di ciascun seme, per difendere la biodiversità, per conservare la specifica identità di ciascun territorio e per garantire la libertà di chi lo coltiva.

Il passaggio dai semi alle piante avverrà grazie ai racconti di Tiziano Fratus, che – tra i vari interventi al Festival – disegnerà un’inedita mappa di Mantova secondo i suoi alberi secolari, facendo conoscere una città diversamente monumentale. Al riconoscimento degli alberi – e al loro disegno – saranno dedicate le passeggiate laboratoriali per bambini di Giorgio Grossi e Pia Valentinis a Bosco Virgiliano e nel Parco Periurbano sui laghi di Mantova, agli alberi di città l’incontro per ragazzi di Luisa Mattia, all’intelligenza delle piante il confronto tra Stefano Mancuso e Marco Cattaneo.

Un’altra famiglia di alberi nasce dalle genealogie, a cui Festivaletteratura dedica un ampio spazio all’interno dell’Archivio di Stato. L’obiettivo del progetto – realizzato con la supervisione scientifica di Juri Meda e Danilo Craveia – è di stimolare le persone a confrontarsi con la propria storia, a ricomporre la propria identità all’interno della lunga catena umana formata da incontri, migrazioni, scelte di vita, che s’intrecciano alle vicende della Storia. Attraverso un’anagrafe genealogica – eccezionalmente aperta per i cinque giorni della manifestazione – le persone potranno ricostruire la propria storia familiare o quella di una famiglia “adottata”, e scoprire come utilizzare altre fonti (orali, fotografiche, diaristiche) per trasformarla in una più ricca e densa narrazione.

L’attenzione all’ambiente porta anche a una serie di incontri per valutare le soluzioni praticabili in ambito climatico (Jørgen Randers e Luca Mercalli), energetico (Mario Tozzi e Valerio Rossi Albertini), urbanistico (Carlo Ratti) prima della data del 2050, considerata dagli esperti uno spartiacque decisivo per le sorti del pianeta.

L’osservazione del territorio e la psicogeografia sembrano del resto rivelarsi – in molti degli incontri del Festival – come una chiave di lettura per comprendere le trasformazioni in corso nella società, nella memoria collettiva, nella nostra identità. Si parlerà in questo senso di luoghi abbandonati lungo la nostra penisola (Antonella Tarpino e Michela Murgia), del rapporto tra fotografia e memoria nella ricostruzione dell’immagine di una città (Mimmo e Francesco Jodice), del paesaggio siciliano in relazione agli elementi di luce e natura (Massimo Siragusa e Corrado Assenza), dell’infinita geografia della Russia e delle contraddizione che la attraversano (Luciana Castellina), del Po riscoperto attraverso storie e acquerelli da Paolo Rumiz e Alessandro Sanna, delle architetture “resistenti” disegnate e commentate da Raul Pantaleo e Marta Gerardi, di grandi e dispendiosi progetti di infrastrutture come il corridoio 5 (Luca Rastello, Andrea De Benedetti e Francesco M. Cataluccio).

Molto nutrita è anche la presenza europea di scrittori per ragazzi, tra i quali vanno segnalati la catalana Maite Carranza; Chris Haughton, scrittore e illustratore irlandese; Stephanie Blake amata dai più piccoli per le sue storie di bambini cocciuti e capricciosi; Marie-Aude Murail, seguitissima autrice di romanzi per adolescenti e lo svedese Ulf Stark, ormai un habitué di Festivaletteratura.

Ancora: in una serie di tre incontri Pino Costalunga, avvalendosi della collaborazione di Matteo Corradini, Michela Murgia e Ulf Stark, insegnerà ai ragazzi e alle loro famiglie a ridare splendore al tesoro delle memorie d’infanzia.

Segnaliamo inoltre la presenza straordinaria di Nadine Kadaan, giovane illustratrice siriana di libri per ragazzi, che terrà al Festival una serie di laboratori di disegno dedicati ai più piccoli, e l’intervento di Paolo Dall’Oglio sul drammatico conflitto in corso in Siria.

Un patrimonio collettivo di storie che viene da ancor più lontano e che a lungo ha rappresentato per l’infanzia la prima educazione alla narrazione è senz’altro quello delle fiabe. Dalle favole raccolte nelle campagne mantovane da Isaia Visentini, da quelle selezionate dalla tradizione popolare e “trascritte in lingua” da Italo Calvino alla metà degli anni Cinquanta e da altre raccolte minori, Luca Scarlini e la Compagnia della Lettura hanno tratto la selezione di fiabe che, restituite attraverso la lettura all’originaria oralità. Max Rommel e Marissa Morelli lavoreranno invece con i bambini per costruire la versione 3D delle loro favole preferite in una scatola da scarpe.

E risalendo a ritroso nel tempo, cercando le storie archetipiche, i miti fondativi del nostro immaginario, le forme prime della letteratura occidentale, Festivaletteratura orienterà la propria rotta verso “il paese più remoto”, quello dei classici latini e greci, con una serie di incontri che vedrà impegnati poeti contemporanei, traduttori, studiosi: Alessandro Fo, Roberto Andreotti, Franca Grisoni, Federico Condello, Roberto Vecchioni, Carmine Catenacci, Anna Beltrametti, Andrea Rodighiero, Federico Condello. A questo ciclo si collegano anche lo spettacolo di Piergiorgio Odifreddi dedicato al De rerum natura di Lucrezio e il tributo a Saffo di Luca Scarlini.

Verrà riproposta anche nel 2013 la serie di incontri tra cucina e letteratura presso Casa Slow, che ha incontrato un notevole successo nelle passate edizioni. Tra le proposte di quest’anno un laboratorio di pasticceria per grandi e piccini curato da Corrado Assenza, una conversazione sul vino naturale tra Giovanni Bietti e Corrado Dottori, una cena funebre ispirata ad À rebours di Huysmans e lo Shabat di tutti, una vera cena di Shabat con canti e letture tradizionali e scrittori di cultura ebraica seduti tra i tavoli coordinata da Miriam Camerini.

Ospite a Festivaletteratura 2013 sarà uno dei protagonisti della scena Underground e della Swinging London degli anni Sessanta: Barry Miles, scrittore, promotore culturale, biografo dei più grandi interpreti di quella stagione artistica e musicale. Altro intervento sulla storia del rock e del pop sarà quella del critico musicale Clinton Heylin. Ritorna la musica nelle Lavagne serali, con gli interventi di Giovanni Bietti, Giorgio Signoretti e Guido Fink. Nientemeno che su Bach sarà uno degli incontri di Chiara Carminati con i ragazzi, mentre un vero e proprio show canoro sarà quello di Stefano Bordiglioni, sempre per i più piccoli. Nella Basilica Palatina di Santa Barbara Giovanni Bietti e Luca Molinari andranno in cerca delle inattese correlazioni tra musica e architettura.

Le ultime segnalazioni sono per la serata dedicata al tema dell’umorismo che vedrà protagonista Lella Costa insieme a Bianca Tarozzi e Stefania Bertola, per la conferenza-spettacolo di Luca Scarlini dedicata al misterioso fascino dei Tarocchi, per le gite a Palazzo Te – con tanto di gelato finale – con l’accompagnamento di Francesco Cataluccio, per il pellegrinaggio al Santuario di S. Maria delle Grazie guidato da Stefano Scansani, per i workshop tecnologici condotti da Massimo Temporelli e infine per i laboratori dedicati al ricamo, che uniranno la pratica di una delle arti più sottili sotto la guida di una delle più importanti maestre italiane (Liliana Babbi Cappelleti) al piacere dell’ascolto di una storia, offerta generosamente da un autore che assiste al lavoro (Stefania Bertola e Marcello Fois). Un analogo lavoro di ricamo – ma con disegni e fotografie – sarà tentato con i ragazzi da Chiara Carminati e Massimilano Tappari.

5 agosto 2013
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2 commenti a “Festival Letteratura, a Mantova i grandi scrittori europei e latinoamericani

  1. Franti il 6 agosto 2013, ore 14:02

    E’ proprio vero che con la Cultura non si mangia, come diceva anche un Ministro dei Governi Berlusconi. Mentre invece con la sagra celtica e le salamelle si mangia di sicuro.

  2. Festival Letteratura, a Mantova i grandi scrittori europei e … – Varese Report il 6 agosto 2013, ore 21:16

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