Ravenna

Scomparso il cardinal Ersilio Tonini, compagno di strada di Enzo Biagi

Il cardinale Tonini

Il cardinale Ersilio Tonini è morto la scorsa notte verso le 2 all’Opera Santa Teresa di Ravenna, dove alloggiava da molti anni. Aveva compiuto 99 anni il 20 luglio.

”Un uomo che ha vissuto nella fede fino all’ultimo, incoraggiando anche chi gli stava vicino e sempre richiamando la fiducia in Dio”. Così l’arcivescovo di Ravenna-Cervia, mons. Lorenzo Ghizzoni, parla del cardinale Tonini. E’ stato lui a comunicare la notizia della morte in una messa per la Diocesi celebrata in spiaggia di Milano Marittima, in occasione della conclusione della Giornata mondiale della gioventù. All’Opera di Santa Teresa di Ravenna si sta preparando la camera ardente per il cardinale Ersilio Tonini. L’intenzione è di aprire prima possibile la camera ardente, nella Chiesa di Santa Teresa, per poter accogliere le molte persone che chiedono di poter dare l’ultimo saluto al cardinale.

Il presidente della Regione Emilia-Romagna, Vasco Errani, ha espresso il cordoglio suo e della Giunta regionale per la morte del cardinale Ersilio Tonini. ”Al cardinal Tonini hanno voluto bene i cattolici, i non credenti e i fedeli di altre religioni. Tutta la comunità ravennate è partecipe di questa perdita, perché Ravenna vuole bene alle persone che fanno del bene”,  è intervenuto il sindaco di Ravenna, Fabrizio Matteucci.

Il Cardinale Ersilio Tonini, Arcivescovo emerito di Ravenna-Cervia, è nato il 20 luglio 1914 a Centovera di Sangiorgio Piacentino, terzo di cinque figli di Cesare e Celestina Guarnieri, umili salariati agricoli. A undici anni è entrato nel Seminario di Piacenza, dove ha completato gli studi superiori; è stato ordinato sacerdote il 18 aprile 1937 dal Vescovo Ersilio Menzani. Fino al 1939 è stato vice-rettore del Seminario piacentino, poi si è trasferito a Roma per studiare Diritto Civile e Canonico alla Università Lateranense. Rientrato nel 1943 a Piacenza, ha iniziato a insegnare Italiano, Latino e Greco, venendo contemporaneamente nominato Assistente spirituale dei gruppi Fuci e dei Laureati cattolici. È di nuovo a Piacenza nel settembre 1968 per la nomina a Rettore del Seminario, ma vi resta per un breve periodo, perché Paolo VI, il 28 aprile 1969, decide di elevarlo alla dignità episcopale. Viene ordinato Vescovo da Mons. Umberto Marchiodi – conconsacranti sono il futuro Cardinale Agostino Casaroli e il Vescovo Ausiliare di Milano Carlo Colombo – il 2 giugno 1969: ventisei giorni dopo prende possesso delle Diocesi di Macerata e Tolentino.

È il 17 dicembre 1975 quando l’Arcivescovo Tonini sale sulla Cattedra di Sant’Apollinare per dare inizio, su esplicita indicazione di Paolo VI, all’opera di riunificazione della Chiesa Ravennate, resa necessaria dai forti contrasti seguiti all’annuncio delle novità conciliari. Sempre Paolo VI lo ha voluto nel 1978 Presidente del Consiglio di Amministrazione della NEI, la società editrice di “Avvenire”. Ancora pochi giorni prima della sua morte, Papa Montini gli ha affidato anche i mezzi materiali necessari per rivitalizzare il quotidiano cattolico.

Nel 1987, interviene sulla questione della “domenica festiva” abolita da un contratto di lavoro nel settore tessile, ricordando che simili iniziative distruggono la dignità stessa del lavoro. Nel settembre ’90 ha ancora la gioia di accogliere il Santo Padre nell’Archidiocesi di Ravenna, per la visita nel Duomo di San Nicolò di Argenta alla tomba di D. Giovanni Minzoni. Nel ’91 anima, insieme con Enzo Biagi, la trasmissione televisiva “I dieci Comandamenti” che è a tutt’oggi un esempio di moderna catechesi che si avvale del mezzo e del linguaggio televisivo.

All’epoca dell’editto bulgaro di Berlusconi, nel corso di una delle puntate di “Anno Zero” di Michele Santoro, il presule dichiarò che l’amico Biagi era stato “ucciso”.

28 luglio 2013
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