Varese

Varese, Enzo Iacchetti fa Gaber e il successo ai Giardini è trionfale

Enzo Iacchetti sul palco dei Giardini a Varese

Trionfale successo, ieri sera ai Giardini Estensi, per l’Enzino nazionale. Un vero showman, Enzo Iacchetti, che ha proposto davanti ad un pubblico varesino da sold out lo spettacolo “Chiedo scusa al Signor Gaber”. Una tappa varesina della grande kermesse comica organizzata da Francesco Pellicini, che con il suo “Festival del Teatro e della Comicità, Lago Maggiore in Tour”, qui in collaborazione con il Comune di Varese, ha registrato l’ennesimo successo anche nel capoluogo.

Almeno già un’ora prima di iniziare lo spettacolo, alla tensostruttura dei Giardini non c’era più un posto libero. A quel punto non è restato che formare una collana di varesini che, per tutto il tempo dello show, ha circondato, come in un abbraccio, un personaggio molto amato come Iacchetti. Il quale, dopo una brevissima presentazione dello stesso Pellicini, si è presentato sul palco. “Varese è un posto che mi è sempre piaciuto – ha esordito Iacchetti -, ma non ho mai avvertito un vero senso di fratellanza. Spero che questa sera sia il primo passo per un futuro più vicino tra me e voi”. E a quel punto, dopo un grande applauso, è partita la cavalcata attraverso un repertorio vario e vastissimo come quello di Giorgio Gaber. Un autore a volte non semplice, a volte raffinato, a volte – erroneamente – considerato elitario. Ecco, il segreto dello spettacolo di Enzino: ripercorrere Gaber con divertimento e qualche punta di vera e propria voglia di dissacrare un “mostro sacro”.

Tanti i titoli della lunga carriera di Giorgio Gaber, riarrangiati e a volte manipolati (non sempre con risultati egualmente convincenti) insieme al suo fedelissimo Marcello Franzoso, seduto al piano e insieme ad una sorprendente Witz Orchestra, formata da padre, madre e figlio (rispettivamente Tony, Loretta e Fabio Soranno). Pezzi di altre canzoni, citazioni solo di alcune note, parole e note di altre, continuamente “cucite” alle canzoni di Gaber, con una libertà che dal refrain della Famiglia Addams arriva fino a Jovanotti. E così arrivano, un vero fuoco di fila, intermezzati dagli strampalati dialoghetti comici di Iacchetti, canzoni come Il Riccardo, Cerutti Gino, Torpedo Blu e tante altre ancora.

Ma, al di là di tanta musica e tanto ritmo, Enzo Iacchetti, popolare showman delle reti berlusconiane, esce fuori con un’anima profonda, leggermente malinconica, spesso ironica più che comica, vagamente surreale, mostrando il vero profilo del comico di lago, grande affabulatore e splendido entertainer di provincia, da bar semilluminati e fumosi. Proprio come lo stesso Pellicini, che Iacchetti ha voluto omaggiare a fine spettacolo insieme ad un altro maestro di storie d’arte e di vita, Nanni Svampa, attento spettatore tra i varesino del divertente spettacolo di ieri sera.

 

 

26 luglio 2013
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