Cardano al Campo

Cardano al Campo, nella chiesa affollata dai cittadini l’ultimo ciao a Laura Prati

La bara entra in chiesa

Procede lento il corteo che, aperto da una corona di fiori sorretta da Carabinieri in alta uniforme, copre poche centinaia di metri, dal Centro Paolo VI, dove si è svolta la commemorazione civile, alla chiesa S. Anastasio. Tanti gli applausi che salutano la bara della sindaca Laura Prati, qualcuno lancia un fiore. I famigliari e gli amici, i gonfaloni dei Comuni intervenuti, le autorità, i tanti operatori dei media si spostano insieme e insieme entrano nella chiesa. L’ordine è garantito, in maniera silenziosa ed efficiente, dagli uomini e dalle donne della Protezione civile, oltre che dalle forze dell’ordine. Ma tutto è tranquillo, i cittadini seguono con grande tristezza l’ultimo viaggio della sindaca Laura Prati.

Ma non tutti riescono ad entrare in chiesa per seguire la cerimonia religiosa. Quando arriva il corteo, la chiesa è praticamente tutta piena, con gente che da più di un’ora sta attendendo. Quando la bara entra in chiesa, la prima fila dei banchi è occupata dai famigliari, da una parte, mentre dall’altra siedono le autorità. In chiesa arriva anche il presidente del Pirellone, Roberto Maroni, che siede accanto al presidente del Consiglio, Raffaele Cattaneo. Ma soprattutto, a seguire la commemorazione religiosa, sono i cittadini di Cardano al Campo, ai quali si mischiano i molti primi cittadini presenti ai funerali. A presiedere la cerimonia il vicario episcopale di Varese, monsignor Agnesi.

Come ha detto Agnesi, “in questi giorni mi sono interrogato sul coraggio di chi si impegna per le istituzioni. Ce ne parla la Costituzione ma non dice fino alla morte. Dobbiamo interrogarci sul clima di violenza”. Tuttavia, è sulla morte che il vicario espiscopale si sofferma: “L’amore non viene meno nemmeno quando si erge il muro della morte: le donne come al tempo di Gesù hanno sete di giustizia e sanno che la morte rappresenta l’ultima parola”. E’ intervenuto anche il parroco, don Bruno Perego: “Oltre alla parola addio sentiamo l’eco della parola arrivederci”.

 

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26 luglio 2013
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