Castellanza

Liuc, in Lombardia vince il turismo “mordi e fuggi” e Varese arretra

Il quadro della stagione turistica primaverile (periodo marzo-maggio) vede prevalere le ombre rispetto alle luci. Il complesso scenario nazionale influisce anche sulle dinamiche della nostra regione secondo i dati dei flussi turistici raccolti direttamente presso le strutture ricettive dall’indagine T.R.A.V.E.L. (Tourism Reporting And Evaluation in Lombardy), realizzata dal CeRST – Centro di Ricerca per lo Sviluppo del Territorio – della LIUC – Università Cattaneo in collaborazione con il Sistema Camerale Lombardo. 

Rispetto allo stesso periodo del 2012, gli arrivi turistici in Lombardia sono calati del 6.7% per gli alberghi/hotel e del 4.8% per le strutture extra-alberghiere (residence, bed & breakfast e campeggi). I dati sono in linea con l’andamento rilevato per le presenze negli alberghi (-6,8%), che in Lombardia assorbono l’80% dei flussi turistici. Sembra quindi confermarsi una forte problematicità per il settore: la breve durata delle permanenze medie per i turisti in Lombardia. Indicazioni provenienti da Regione Lombardia sembrano confermare che sia in atto un trend decrescente, anche più negativo di quello emerso in questa indagine.

Gli approfondimenti provinciali rilevano variazioni leggermente negative per Monza e la Brianza, Mantova, Milano e Sondrio (con cali compresi tra il 2 e il 5%), mentre la situazione è più critica a Bergamo, Lodi e Pavia (dove la diminuzione ha toccato valori tra il  10% e il 14%).  Nelle analisi territoriali (disponibili sul sito di T.R.A.V.E.L.) sono approfonditi dati e dinamiche nell’ambito delle rispettive provincie.

Secondo Massimiliano Serati, Professore Associato della Scuola di Economia e Management della LIUC e Direttore del CeRST, che  coordina il team di T.R.A.V.E.L., “purtroppo l’andamento conferma i segnali di allarme evidenziati nell’indagine T.R.A.V.E.L. relativa alla stagione autunnale 2012. Pesa sulle destinazioni turistiche lombarde una minore vivacità della domanda estera che era riuscita a lungo – nei mesi scorsi – a compensare la stagnazione della domanda interna. Oggi la percentuale di turisti stranieri rilevata nei  territori lombardi nella primavera 2013 risulta leggermente inferiore a quella del biennio 2011-2012. Sarebbe quindi opportuno investire per rafforzare l’immagine all’estero in attesa della ripresa della domanda interna”.

La ridotta permanenza media del turista sul territorio lombardo è un problema cronico. Solo Milano, Brescia, Sondrio e Como, tradizionalmente tra le più attrattive della regione, sembrano registrare una sostanziale stabilità o un lieve incremento della durata media dei soggiorni.

Tutti gli altri territori risultano invece in arretramento e in particolare Pavia, Bergamo, Mantova e Varese.

Particolarmente negative le previsioni degli imprenditori in merito ai prossimi 6-12 mesi: più del 36% pensa che perderà clienti nei prossimi 12 mesi e solo il 18% conta di aumentarli; l’85% ha una percezione pessimista sul futuro del comparto turistico, mentre solo il 13% prevede un aumento di competitività del settore.

Massimiliano Serati sottolinea che “in fasi come questa gli attori pubblici che programmano lo sviluppo turistico lombardo devono ragionare sull’efficacia del modello turistico territoriale con capacità di visione strategica di lungo periodo. Al contrario, le imprese del settore devono garantirsi tatticamente la sopravvivenza nel breve periodo e la preservazione di adeguate marginalità. La ricomposizione di questa dicotomia richiede abilità e conoscenza profonda del territorio”.

24 luglio 2013
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