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Regione, sì ad un bilancio da spending review. Ma dal Pd arriva una contromanovra

L’aula del Consiglio regionale

Il Consiglio regionale della Lombardia, presieduto da Raffaele Cattaneo, ha approvato questa mattina il conto consuntivo 2012 del Consiglio con il voto favorevole di PdL, Lega Nord, Maroni presidente, Pensionati, Fratelli d’Italia e Pd, l’astensione di Patto civico e il voto contrario del Movimento 5 Stelle.

“Oggi, lontano da ogni tentazione di risalto mediatico, è forse arrivato il momento di ricordare che questo Consiglio Regionale ha intrapreso, fin dallo scorso anno e prima ancora che il governo nazionale varasse provvedimenti di risparmi, un percorso virtuoso volto al contenimento della spesa – ha spiegato il Vicepresidente del Consiglio regionale della Lombardia Fabrizio Cecchetti (Lega Nord), relatore in Aula del provvedimento – Il Consiglio regionale della Lombardia, la cosiddetta spending review l’ha fatta per primo e in un momento in cui non vi erano obblighi normativi”. Cecchetti ha ricordato i tagli apportati e le economie di spese raggiunte (taglio autoblu, razionalizzazione interventi, annullamento Festa dello Statuto e soppressione delle agende e poi gli interventi per l’eliminazione di diaria, vitalizio e trattamento di fine rapporto) che hanno permesso di recuperare oltre 12 milioni di euro e di chiudere il Bilancio con una spesa complessiva di 68 milioni.

“A questi risparmi – ha evidenziato Cecchetti – si possono aggiungere anche quelli attuati personalmente come Presidente del Consiglio Regionale. Il sottoscritto durante il periodo da Presidente del Consiglio, senza clamore, ha rinunciato all’autovettura di servizio, alla carta di credito istituzionale e in generale ha ridotto fortemente le spese di rappresentanza istituzionali, tutto questo fin dai primi giorni di insediamento e in assenza di obblighi normativi o da esigenze dettate dalle notizie di cronaca o di tornaconto mediatico”.

Il Pd ha risposto con una contromanovra di 270 milioni di euro attraverso emendamenti e ordini del giorno all’assestamento al bilancio 2013. Con trentun emendamenti e trentasei ordini del giorno il PD chiede di imprimere una svolta alla Regione dopo i diciotto anni di Formigoni, a partire dal taglio ai ticket sociosanitari per i redditi fino a trentamila euro e alla rimodulazione progressiva per reddito sopra a quella soglia. Questa operazione, richiesta con un ordine del giorno all’assestamento, potrebbe costare circa 200 milioni di euro, che la Regione potrebbe trovare grazie ai proventi dell’evasione dai tributi regionali. Il PD propone inoltre, con un altro ordine del giorno, di chiudere con la stagione che ha generato gli scandali in sanità che hanno causato lo spreco di risorse pubbliche a vantaggio di personaggi senza scrupoli ben introdotti nelle stanze che contano della Regione.

Via la legge Daccò, dunque, e modifica sostanziale della legge sulle funzioni non tariffate, attribuite in modo troppo discrezionale, come ha accertato anche la Corte dei Conti. Con gli emendamenti il PD sposta invece 66 milioni di euro su diverse voci: per il trasporto ferroviario (15 milioni), per l’edilizia scolastica e l’istruzione (13 milioni), per lo sviluppo economico in favore delle imprese lombarde, su ricerca, sviluppo e innovazione (12,5 milioni), per le politiche sociali e le famiglie (7,35 milioni), per lo sviluppo del settore agricolo e agroalimentare e per il risarcimento dei danni da calamità (7,15 milioni), per la tutela del territorio e dell’ambiente (3,5 milioni), per il sostegno alle vittime della criminalità mafiosa e per il potenziamento della polizia locale (1,4 milioni), per il sostegno alla pratica sportiva (1,5 milioni), per la tutela di biblioteche e archivi storici e per il cinema (1,25 milioni), per il sostegno alla fusione e alla gestione associata dei piccoli comuni (1 milione).

In particolare sulle imprese, il PD rimarca che a fronte degli annunci delle scorse settimane, focalizzate sul miliardo di euro per il pagamento dei debiti di comuni e province verso le imprese lombarde, nel primo assestamento dell’amministrazione Maroni, le risorse per le piccole e medie imprese non solo non aumentano, ma addirittura si contraggono di 2 milioni di euro.

23 luglio 2013
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