Varese

“Tra Sacro e Sacromonte”, Popolizio dà voce alla rivolta dell’uomo contro il potere

Massimo Popolizio nella notte della montagna sacra varesina

Pubblico delle grandi occasioni, ieri sera al Sacro Monte, con tantissimi seduti a terra, altri inerpicati sui fazzoletti verdi in salita, altri ancora sulla soglia della terrazza, piedi sui gradini di pietra. Un affollamento che certamente non si era visto finora, alla rassegna teatrale “Tra Sacro e Sacromonte” diretta da Andrea Chiodi e coordinata da Jessica F. Silvani, ma soprattutto realizzata dalla Fondazione Paolo VI per il Sacro Monte di Varese. Presenti tra il pubblico Riccardo Broggini, vicepresidente della Fondazione e Raffaele Cattaneo, presidente del Consiglio regionale della Lombardia, unico uomo politico alla manifestazione. Certamente a richiamare tanti sulla montagna sacra è stato il protagonista della serata, Massimo Popolizio, attore-feticcio di Ronconi, sperimentatore di esperienze teatrali coraggiose. Grazie a lui e ad una messa in scena inappuntabile, è andata in scena la rivolta aramaica contro il potere sovietico che, ottant’anni fa, immaginò Michail Bulgakov, scrittore geniale e sovversivo.

Entrato in scena, Popolizio ha rivolto alcune parole ai tanti spettatori, spiegando di avere letto alla radio tutto il romanzo di Bulgakov. “Questa sera – ha detto l’attore – ho scelto di leggere il secondo capitolo del romanzo “Il Maestro e Margherita”. O, almeno, ci proviamo”. Con il titolo “Pilato”, Popolizio ha iniziato a leggere il secondo capitolo del grande capolavoro di Bulgakov, libro all’indice del potere sovietico, ancora oggetto, dopo anni dalla morte dell’autore, di febbrili trattative nei retrobottega delle librerie di Mosca. Il secondo capitolo racconta del confronto tra Jeshua (Gesù) e il potente Procuratore romano Ponzio Pilato. Un capitolo che, nel grande mosaico del romanzo, è la puntuale, suggestiva, raffinata demolizione del potere totalitario, una grandiosa rappresentazione del valore sovversivo della libertà contro il cupo dominio della dittatura.

Un contenuto titanico che Bulgakov riscrive con una scrittura plastica e interiore che Popolizio ha saputo restituire alla perfezione. Una lettura capace di rispecchiare la visione lineare e profetica di Jeshua e quella angosciata e labirintica di Pilato. Ad interagire con le parole dell’attore, le sue tonalità credibili ed equilibrate, la lettura ricca di sfumature e accompagnata da gesti vigilati, le melodie levantine “live” di una vocalist eccezionale come Barbara Eramo e le percussioni e gli strumenti a corda di Stefano Saletti, oltre ad alcuni campioni registrati di suoni e rumori destinati a rimarcare momenti di passaggio nel racconto. Un vero concerto per voce, musica e realtà. Una proposta di altissimo livello, dobbiamo riconoscerlo, che la rassegna “Tra Sacro e Sacromonte” ha regalato ai presenti, i quali hanno ricambiato con un applauso finale lunghissimo e commosso.

Andrea Giacometti

 

 

19 luglio 2013
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