Varese

Dopo incidente a Brebbia, Fiab Ciclocittà chiede più sicurezza

Non si scalzano da sella i sogni di un ragazzo: l’arroganza di una macchina veloce non può prendere il sopravvento. Non è questa la società che vogliamo, che ci impegniamo a costruire giorno per giorno. La nostra idea di società accoglie con favore chi decide di spostarsi dolcemente. Tutela i più giovani, per i quali spesso la bicicletta è  mezzo di trasporto necessario e imprescindibile. Limita, dove possibile, l’uso e, sempre, la velocità delle automobili. 

Ringrazia chi, potendo scegliere, sceglie di muoversi a piedi, in bici, con i mezzi di trasporto collettivo. Lo ringrazia non con pacche sulle spalle, ma mettendolo al centro delle politiche della mobilità  urbana ed extraurbana. 

Non servono belle parole, inaugurazioni di qualche postazione per le biciclette, interventi spot.

Serve definire delle priorità. Non è romanticismo, né  freno al progresso. E’ la Mobilità Nuova, che sta superando e sempre di più supererà un modello vecchio, ridicolo, superato. Quello del presunto diritto superiore all’occupazione di tutto lo spazio di una strada, del presunto diritto superiore alla velocità, del presunto diritto superiore all’utilizzo dell’auto da qualsiasi punto a qualsiasi altro punto del territorio.

Naturalmente, le responsabilità dei reati compiuti da chi ha causato incidenti sono personali. Ma è bene che ci sentiamo tutti coinvolti e responsabili di una cultura della mobilità che consente più facilmente la circolazione delle auto che quella delle bici.

Al giovane investito a Brebbia, così come a tutti i ciclisti e pedoni che in quest’ultimo periodo nella nostra provincia sono stati vittima di incidenti, tutta la nostra vicinanza e il nostro affetto. 

Fiab Ciclocittà Varese

19 luglio 2013
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