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Regione, Maroni contro Patto di stabilità: 212 milioni di euro a Comuni e Province

Fronte comune di tutto il mondo delle autonomie contro il Patto di stabilità per costringere il Governo a rivederlo. E’ la proposta lanciata dal presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni al termine dell’incontro tenutosi all’auditorium Testori di Milano per la firma dell’accordo con Anci Lombardia e Unione Province Lombarde per la realizzazione del Patto di stabilità territoriale.

Questo strumento, ha assicurato il governatore, la prossima volta “verrà fatto entro marzo”, per andare ulteriormente incontro alle esigenze di Comuni e Provincie. Inoltre, la Regione grazie al lavoro dell’assessore All’Economia, Bilancio e Semplificazione Massimo Garavaglia, ha previsto ulteriori 50 milioni di euro per i Comuni sopra i 5000 abitanti, cioè per quelli che nella suddivisione dei fondi stanziati da questo Patto territoriale sono rimasti ‘penalizzati’ a causa del fatto che da quest’anno la ripartizione contempla anche il Comune di Milano e le amministrazioni con meno di 5000 abitanti che l’anno passato erano escluse.

Parlando di fronte ad una platea affollata di sindaci, presidenti di Provincia e assessori, il governatore ha osservato che “difficilmente le ragioni degli amministratori del nostro territorio possono trovare soddisfazione in sede di Conferenza Stato-Regioni, dove ci sono rappresentanti di territori che hanno interessi opposti ai nostri. La proposta forte sul Patto di stabilità deve uscire da qui. E’ chiaro che se la proposta è del Presidente della Regione e di 100 sindaci su 1500, è una richiesta che vale 10. Se la proposta invece viene dalla Regione e da tutti i sindaci della Lombardia, di qualsiasi colore politico, ha un altro peso anche sui tavoli romani. La battaglia sul Patto di stabilità – ha ribadito – non è di una parte politica, ma è la battaglia istituzionale di tutti gli amministratori”.

In quest’ottica, Maroni ha lanciato la proposta di arrivare ad un documento condiviso da tutti. “Se la Regione, l’Anci, l’Upi e i sindaci, se tutto il mondo delle autonomie lombarde riuscisse a sottoscrivere un documento condiviso – ha detto Maroni – il governo non potrebbe dire no alle nostre richieste. All’interno dell’Esecutivo – ha ricordato – c’è anche un ministro, Graziano Delrio, che prima di
andare a Palazzo Chigi, da presidente di Anci, si era impegnato a fare la battaglia contro il Patto di stabilità. Lui è uno che sta dalla nostra parte, lo solleciteremo a mantenere quell’impegno, anche se io confido di più sulla spinta del mondo delle autonomie della Regione Lombardia. Se poi – ha aggiunto – questo documento venisse sottoscritto anche dai Comuni delle altre Regioni, il Parlamento sarebbe davvero costretto a cambiare il Patto di stabilità, perché una pressione tale non può lasciare le Camere indifferenti”.

Il Governatore ha preso l’impegno di predisporre insieme ad Anci una bozza di documento che verrà poi ‘girato’ a tutti i Comuni con l’indicazione di un termine limite entro il quale proporre emendamenti. Poi, ha detto Maroni, “convocheremo entro la fine di settembre un nuovo incontro come questo alla presenza del Governo per ascoltare cosa ci rispondono”.

Poi Maroni ha presentato il provvedimento ‘CreditoinCassa’, un provvedimento con cui “abbiamo sbloccato un miliardo di euro per dare liquidità alle imprese lombarde e sbloccare la possibilità di interventi dei Comuni lombardi. Un’operazione che ha portato benefici non solo per le imprese, ma anche per i bilanci degli Enti locali. E con l’accordo odierno mettiamo altri 212 milioni a disposizione dei nostri Enti locali”. Con questa operazione il Pirellone mette un plafond di 212 milioni di euro a disposizione degli Enti locali lombardi. Un intervento concreto e immediato, che permette di garantire una fondamentale boccata d’ossigeno ai Comuni e alle Province, letteralmente strangolate, come spiegato dai rispettivi responsabili Anci e Upl, dalle maglie strettissime del Patto di
Stabilità e dagli ingenti tagli ai trasferimenti.

“Non possiamo più andare avanti così – ha spiegato il presidente di Anci Lombardia, Attilio Fontana – in sei anni abbiamo risparmiato 15 miliardi di euro, siamo l’unico comparto in Italia che ha permesso risparmi di una così grande entità. Ora siamo al limite, siamo strangolati dal patto di stabilità, che strangola tutta economia, dimostrandosi la manovra più recessiva possibile”. “Ringrazio Regione Lombardia – ha proseguito – per questi due provvedimenti così ravvicinati, prima il miliardo messo a disposizione per saldare i crediti che le imprese vantano con i nostri Comuni e ora questi 212 milioni: risorse importanti per noi, che dimostrano attenzione della Regione verso gli enti locali lombardi. Un’attenzione dimostrata con i fatti e che conferma che abbiamo trovato un alleato serio e
forte nella Regione Lombardia per difendere i nostri diritti e quelli dei nostri cittadini”.

17 luglio 2013
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