Lettere

I cinque tigli di viale Belforte

Sono finalmente iniziati dopo anni di indecorosa provvisorietà i lavori di costruzione di una rotonda spartitraffico all’altezza dell’ex Calzaturificio di Varese in Viale Belforte. Vorrei denunciare i pesanti danni che stanno subendo, a causa dei lavori edili, i tigli – al momento cinque esemplari – radicati a lato del Viale.

Si è andato a scavare fino al tronco danneggiando l’apparato radicale in modo grave e irreversibile, minando la biologia e la statica degli alberi che tra non molto inizieranno a deperire – e qualcuno sicuramente incolperà il traffico o le piogge acide – o crolleranno sulla pubblica Via – e già vedo i titoli “alberi killer”.

Ma è possibile che si continui a trattare gli alberi come organismi amorfi che possono e devono tollerare ogni ferita o danno? E tutti stiano zitti? Ed è possibile che in fase progettuale nessuno abbia rilevato la presenza dei tigli …. e sì che stanno lì da più di cinquanta anni! E’ questa la sensibilità e l’attenzione per il verde?

Un’altra  considerazione: il Regolamento del Verde comunale sanziona i danni provocati volontariamente agli apparati radicali;  è lecito aspettarsi che il Comune si automulti per quanto accaduto o elevi una salata contravvenzione a chi ha eseguito i lavori o a chi li ha avvallati o a chi doveva controllare e non ha controllato?

Dr. Agr. Daniele Zanzi

17 luglio 2013
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7 commenti a “I cinque tigli di viale Belforte

  1. Maria Grazia Nicora il 17 luglio 2013, ore 19:38

    Ho letto attentamente l’articolo e mi sento di ringraziare il Dott. Zanzi x l’attenzione verso il patrimonio verde della nostra ( forse per poco tempo ancora ) ” città’ giardino ” malgrado sia stato licenziato da un incarico quadriennale,senza chiarificazioni valide dall’attuale giunta comunale. Non desidero continuare una polemica in merito , ma valutare la professionalità’ e la passione x gli alberi che l’agronomo Zanzi continua ad esercitare gratuitamente informando la città’ su come bisognerebbe agire. Distinti saluti . M.G. Nicora

  2. Dino il 18 luglio 2013, ore 00:03

    Come spesso accade ormai in questa città prevale solo quel che è’ compatibile con l’unico neurone rimasto. Ha ragione Michel Platini a dire che chi gioca al calcio merita più attenzione di un albero,ma ha anche ragione a dire che solo i campioni dovrebbero fare politica. Una volta ricordo i tigli di via Molina furono tagliati perché secondo il parroco di Biumo era mal frequentato la notte. Adesso li taglieranno tutti per fare una corsia per le biciclette dove posteggeranno i TIR. Daniele lascia perdere, non c’è più niente da fare di questi tempi senza più materia grigia.

  3. Franti il 18 luglio 2013, ore 08:11

    Ci son sempre due possibilità per certe amministrazioni: il silenzio o la risposta da arroganti.
    Spero che Lele Zanzi mantenga la carica per combattere ignoranza ed arroganza. Sarebbe anche ora di far bilanci mentre si va stancamente verso la fine di vent’anni di leghismo a Varese.

  4. Luisa Oprandi il 18 luglio 2013, ore 16:10

    Danneggiati i tigli di viale Belforte, tagliati del tutto gli alberi a Valle Olona e, se non erro da valutazioni di qualche appassionato (ma non sono un’esperta e non posso dire…semmai è da valutare) …qualche danno anche alle piante della vecchia stazione all’incrocio di viale Aguggiari con viale Ippodromo. Invece erbacce a iosa e mai tagliate nella ex scuola De Amicis di Valle Olona e incuria del verde nel tratto pedonale di via Aquleia che collega Penasca a Valle Olona.

  5. giovanni Zappalà il 20 luglio 2013, ore 00:04

    Mi sono sempre schierato per la conservazione e protezione del verde pubblico. Il verde, nel senso più completo, è vita. Qualche settimana fa ho assistito al taglio di un abete in via Donatello. E’ stato uno spettacolo disarmante. Il diametro del fusto era di circa 85 cm. Lo stesso spettacolo all’abbattimento del pini nel posteggio ACI di via S Francesco. “Perché” ho chiesto senza ottenere risposta. Che dire allora degli 80 alberi abbattuti vicino allo stadio dove si pensava di installare colà il capolinea del “trambus” mai entrato in circolazione con quelle caratteristiche impiantistiche che hanno disturbato , e non poco, per due anni la nostra città, spendendo tra l’altro un patrimonio ? (Semafori sincronizzati, corsie preferenziali, percorsi non adeguati,ecc. ecc.)

  6. Stefano Clerici il 22 luglio 2013, ore 00:03

    Ma sì, consigliere Oprandi, diciamo pure cose a casaccio. Di cosa stiamo parlando?
    Sui tigli di viale Belforte mi sento di chiedere dov’erano gli ambientalisti della domenica quando, qualche decennio fa, quei poveri alberi venivano circondati, quasi ricoperti, di asfalto. In ogni caso stiamo cercando di comprendere cosa sia successo, dopodiché provvederemo a sanzionare chi ha sbagliato.
    Degli alberi di Valle Olona riparleremo in autunno, quando piante più consone alla morfologia della zona in oggetto faranno bella mostra di sè, facendo dimenticare i malandati alberi rimossi qualche settimana fa.
    Su viale Aguggiari la invito a segnalarmi i presunti danni di cui ha sentito parlare: se ho ben capito a cosa si riferisce, si tratta dell’ennesima bufala.
    Quanto alla ex scuola De Amicis, le faccio presente che interveniamo con grande puntualità ed attenzione su tutti i plessi scolastici comunali, mentre su quelli dismessi effettuiamo il minimo indispensabile degli sfalci: come saprà, abbiamo dovuto ridurre anche quest’anno i capitoli della manutenzione e stiamo letteralmente facendo i salti mortali per offrire ai varesini un servizio più che dignitoso, compatibilmente con la crisi profonda degli enti locali. Sono certo che i colleghi di altre città amministrate dal PD incontrano le medesime difficoltà (sarebbe per me troppo facile citarle il caso di Milano), quindi forse è meglio evitare sterili polemiche e concentrarci sul nostro lavoro.
    Cordiali saluti.

  7. Roberto Gervasini il 23 luglio 2013, ore 11:42

    Sull’ennesima bufala della stazione dei tram in Viale Aguggiari i danni sono tutti della Comunità e dei cittadini di Varese, come l’Assessore ben sa, avendolo incontrato personalmente per la questione, dopo aver chiesto che potassero, gli uomini del Verde, anche la siepe di casa mia, gratis. La Stazione è di proprietà dello Stato. Almeno un cittadino di Varese si è lamentato col Comune di Varese perchè due alberi e tre piante di nocciolo all’interno del terreno di pertinenza della ex Stazione facevano ombra ad un simil pollaio confinante con la recinzione della Stazione. La situazione è evidente e visibile percorrendo via Cimabue. Il Comune di Varese che c’entra ? Cosa son costati due furgoni e tre operai per quasi tre giorni, l’abbattimento di due alberi e il capitozzare tre spendidi noccioli in luglio? E la rimozione di un camion di fogliame nella zona confinante col tennis? Sarebbe bene che il settore del verde Pubblico di Varese si occupasse della manutenzione di viali e giardini di proprietà comunale e non di questioni tra privati ed il Cral del Ministero Finanze e Tesoro che gestisce la Stazione,frequestata in passato anche da animali domestici non umani. Dopo 40 anni di esposti denuncia mi sono stancato di perdere tempo, e per chi? Saluti. Roberto Gervasini

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