Varese

Varese, Coordinamento Migrante: basta insulti di Calderoli, cambiamo la Bossi-Fini

Il ministro Kyenge

Dure le reazioni anche a livello provinciale sulle pesanti e inaccettabili “esternazioni” del vicepresidente leghista del Senato, Roberto Calderoli, nei confronti del ministro Kyenge. Reazioni che arrivano innanzitutto da quella importante realtà, a cui partecipano tante associazioni, a partire dalle sigle sindacali e dalle Acli, che è il Coordinamento Migrante di Varese, protagonista di tante battaglie anti-razziste.

Dice il Coordinamento: “Ancora una volta il vicepresidente del Senato, Roberto Calderoli, si esibisce in una performance che ci fa vergognare di essere italiani. Per questo crediamo che sia giusto e corretto chiederne le dimissioni: è inaccettabile che il vicario della seconda carica dello Stato insulti le persone e gli stessi componenti del Governo”.

“Ma come far cessare – continua il cartello delle associazioni – i vergognosi sproloqui e insulti verso gli immigrati continuamente messi in atto da noti esponenti della Lega? Ieri quelli del vicepresidente Calderoli, prima quelli della Consigliera leghista di Padova e dell’eurodeputato Mario Borghezio. L’unica via possibile è quella di intervenire con proposte che attivino un cambiamento culturale in grado di trasformare gli atteggiamenti degli italiani verso gli immigrati. Ci vorrà tempo, certo, ma sarebbe importante partire prioritariamente dalle proposte che la nostra politica saprà fare attraverso le proposte di legge in parlamento”.

Per il Coordinamento Migrante “va assolutamente riaperto il dibattito per modificare le leggi esistenti in tema di immigrazione, per costruirne di nuove che siano più civili e dignitose, più rispettose della nostra Carta costituzionale, a partire dalla legge sulla cittadinanza e la Bossi-Fini. La riforma della cittadinanza è ormai è invocata da molti partiti, dal Capo dello Stato e dal Presidente della Camera, e in parlamento giacciono già alcune proposte di legge che, anche secondo la Presidente Boldrini potrebbero portare, con le dovute mediazioni, ad una legge condivisa in modo bipartisan”.

Conclude  il documento: “Proprio perché c’è una cultura razzista e xenofoba da combattere, non sono sufficienti le condanne, le indignazioni e la giusta richiesta di dimissioni. Occorre combattere quotidianamente la mentalità che sta dietro a queste parole sprezzanti, una visione e un modo di ragionare che è fatto di disuguaglianza, di sfruttamento delle persone più deboli, di non rispetto per il diverso e di sopraffazione. E’ indispensabile quindi che dalle Associazioni che si occupano di immigrazione, dal Sindacato e dalla Società civile tutta, vengano sostenute le richieste di modifiche legislative che nei fatti daranno più diritti e dignità agli immigrati e che si continui con molta determinazione il lavoro di sensibilizzazione sui temi dell’immigrazione”.

Interviene nel dibattito anche la Segreteria provinciale del Partito Democratico che esprime tutto il suo sdegno e il suo rammarico per le frasi offensive e razziste pronunciate dal Senatore Calderoli durante la Festa del Carroccio a Treviglio. “Le parole dell’esponente leghista – dice il Pd della provincia di Varese -, che purtroppo fanno da eco ad insulti altrettanto gravi lanciati con grande senso di irresponsabilità da altri politici leghisti, non possono essere declassate a semplice “battuta”, come ha detto Calderoli. Esse, infatti, costituiscono una gravissima offesa non solo contro il Ministro Kyenge, ma anche contro tutti gli stranieri che risiedono in Italia e che lei ben rappresenta nel suo ruolo istituzionale. Richiediamo pertanto le immediate dimissioni del Senatore e una ferma presa di posizione da parte del Presidente Maroni, in quanto gesti del genere non sono per nulla tollerabili nell’ambito della convivenza civile”.

“D’altra parte, come Segreteria provinciale – continua il Pd di Varese - esprimiamo tutta la nostra solidarietà al Ministro Kyenge, che ringraziamo per la grande dignità che sempre dimostra, anche quando subisce attacchi così pesanti. Come Partito Democratico, vogliamo continuare a sostenere il Ministro nella sua battaglia per una legge sulla cittadinanza basata sullo ius soli, per dare prospettive di certezza alle nuove generazioni e sostenere i giovani nella grande capacità di integrazione culturale di cui sono portatori. Auspichiamo infine che il mondo politico respinga sempre con forza ogni forma di razzismo e che il Governo si impegni per la valorizzazione dello straniero, al fine di raggiungere una maggiore integrazione sociale in una società sempre più variegata e plurale”.

 

15 luglio 2013
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