Varese

Varese, in scena “Il ragazzo di Noè”, una coproduzione Paolo VI e Ragtime-Arci

La regista dello spettacolo, Valentina Maselli

Grande attesa per martedì 16 luglio, alle ore 21, per la prima nazionale dello spettacolo “Il ragazzo di Noè”, che verrà proposto nell’ambito della rassegna teatrale “Tra Sacro e Sacromonte”. Lo spettacolo, al di là della novità, è interessante perché è nato da una inedita collaborazione: la Fondazione Paolo VI, che realizza il festival alla terrazza del Mosè al Sacro Monte di Varese, e Ragtime, una giovane e dinamica realtà culturale legata all’Arci di Varese, entrambe coproducono la messa in scena. Una coproduzione singolare, che è scesa in campo per lanciare uno spettacolo che si rivolge ai ragazzi e non solo. Un rapporto che, forse, allargata ad altre realtà artistiche e culturali, prefigura collaborazioni future e future iniziative comuni.

Lo spettacolo è interpretato da Enrico Ballardini e Massimo Zatta, mentre drammaturgia e regia sono curate da Valentina Maselli, che avevamo già conosciuto per uno spettacolo, “Montedidio”, ispirato ad un romanzo di Erri De Luca, in cui la Maselli aveva debuttato come regista, oltre che interpretarlo come attrice. 

Il nuovo spettacolo è liberamente ispirato al romanzo “Il bambino di Noè” dello scrittore francese Eric-Emmanuel Schmitt: è la storia dell’amicizia – che matura nel 1942 negli orrori delle persecuzioni naziste – tra un bambino ebreo ed un sacerdote cattolico che lo protegge. Un’amicizia che diverrà, per il piccolo, un cammino indimenticabile di formazione, comprensione e crescita tra storia, cultura e necessità della conservazione della memoria.

Cosa racconta lo spettacolo in scena al Sacro Monte? 1942: nel Belgio occupato dai nazisti, il piccolo ebreo Joseph, sette anni, viene affidato dai genitori ad un sacerdote cattolico, padre Pons, che in una sorta di collegio – Villa Gialla – accoglie sotto falso nome, insieme ai ragazzi cristiani, molti ragazzi ebrei.

L’amicizia con padre Pons diverrà, per il piccolo Joseph, un cammino indimenticabile di formazione, comprensione e crescita. A Villa Gialla, Joseph impara che a Dio non si possono attribuire colpe né preferenze per le scelte umane e scopre che per non perdere la fede in Dio è necessario non perderla negli uomini. Padre Pons, pur appartenendo ad un’altra religione, crede nel suo stesso Dio: ed è lui ad insegnargli la fiducia nel genere umano e quanto poco importino le differenze fra etnie e credi se l’amore unisce le persone ed agisce attraverso loro. Proprio grazie a Padre Pons il piccolo Joseph scoprirà la forza dell’amore che unisce al di sopra della guerra: l’amicizia.

Joseph, a Villa Gialla, é affascinato e sedotto dai riti cristiani, come la messa a cui assiste per non destare sospetti. Vorrebbe abbandonare la fede degli antenati, ma padre Pons lo dissuade, e gli svela un segreto meraviglioso: proprio come una sorta di Noè contemporaneo, il sacerdote nasconde e colleziona nella sua personale arca – la cripta di una chiesetta abbandonata – oggetti, musica e testi sacri della religione ebraica. Vuole essere sicuro che nessuna persecuzione possa distruggere millenni di cultura. Di notte si rifugia nella cripta per studiare l’ebraico e la Torah. Si prepara all’eventualità che nessuno sia più in grado di trasmetterli. Sceglie Joseph come compagno di studi, un bambino ebreo di sette anni, che con la curiosità e l’ingenuità tipica della sua età, cerca attraverso le sue domande di capire i grandi misteri della religione e degli uomini. Nel tentativo di dare risposte, proprio nel periodo più oscuro della nostra storia, Padre Pons trova la forza di credere ancora nella bellezza di questo mondo.

Lo spettacolo dà corpo e voce ai due protagonisti di questa storia. Joseph, ormai adulto, ritorna col ricordo ai giorni più difficili della sua esistenza, a quando venne allontanato dai propri genitori per ritrovarsi solo ad affrontare un mondo di cui ancora non riusciva a capire le regole. Ed è ricordando, evocando i fatti della loro storia d’amicizia, che Joseph rincontra Padre Pons e rinnova la sua fede negli uomini.

Il ragazzo di Noè è rivolto ai ragazzi a partire dai 12 anni e al pubblico adulto.

13 luglio 2013
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