Politica

Il presidente Boldrini rilancia sullo “ius soli”. Dura reazione di Pdl e Lega Nord

“Chi nasce in Italia, è italiano”. Rilancia sul tema della cittadinanza italiana ai ragazzi stranieri e parla di “ius soli” Laura Boldrini a conclusione dei due giorni in Calabria.

“In tempi di globalizzazione non si può ignorare la realtà e cioè che nel Paese ci sono persone che vengono da altri luoghi ma che fanno parte della nostra società. Tanti figli di questi immigrati sono nati qui e sono cresciuti con i nostri figli. Bisogna prendere atto del fatto, quindi, che sono italiani”, ha dichiarato la presidente della Camera dei Deputati a Lamezia Terme dove ha consegnato la cittadinanza onoraria a 400 giovani stranieri.

Dura la reazione del Pdl che con il vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri risponde: “Non dovrebbe sfuggire alla Presidente della Camera la terzietà del ruolo che ricopre. Eppure la sua è una entrata a gamba tesa in un tema delicatissimo, come quello del diritto di cittadinanza. Saremo vigili perché si impedisca ogni forma di automatismo”.

Forte e contraria anche la reazione del Carroccio, che con il segretario leghista Maroni ha dichiarato di essere totalmente contraria a concedere la cittadinanza ai bambini stranieri nati in Italia:  in una “nazione di frontiera come l’Italia sarebbe devastante e darebbe effetti incontrollabili”. Per il governatore della Lombardia inoltre, la legislazione vigente, basata sullo “ius sanguinis” funziona bene e quindi – ha detto Maroni – “non vedo motivi per mettersi a rovistare in questo armadio, con tutti i problemi che abbiamo”.

13 luglio 2013
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