Varese

Una violenza riemerge alle pendici del Sacro Monte in “Coriandoli neri” di Morsella

Da sinistra Macchione e Morsella

Una storia famigliare che si srotola svelando momenti bui, violenti, lontani da una vita pacifica. E’ il cuore dell’opera prima di Pietro Morsella, che con Pietro Macchione Editore ha pubblicato da qualche giorno “Coriandoli neri”. Un romanzo d’amore, con sfumature noir, che ieri è stato presentato alla Feltrinelli di Varese con larga partecipazione di pubblico e di amici.

Un romanzo che, come dice il suo autore, “una storia raccontata da un personaggio disilluso sul presente, che ritorna nella sua vecchia casa alle pendici del Sacro Monte e lì ritrova una matassa di ricordi e un mondo completamente cambiato”. Morsella è alla sua prima prova come romanziere: è un signore che, per tutta la vita, ha fatto il cuoco in giro per il mondo, con un bagaglio di ricordi illustri, come la volta che servì a tavola, in Russia, Breznev in persona. Ora, a 75 anni, ha deciso di mettersi a scrivere. E lo ha fatto con questo romanzo.

Al centro della storia che si racconta nel romanzo, che ieri è stato presentato da Morsella, sollecitato dalle domande lucide e originali di Gianfranco Giuliani, firma di punta del quotidiano varesino La Prealpina, e letto con grande bravura da Chiara Zangarini, un atto di violenza su una donna. Una violenza inutile e terribile, che rispunta fuori dopo anni e anni di oblio. E dopo 20 anni, quando i due protagonisti, Favia e Giorgio si incontrano nuovamente, vengono coperti dalle ombre di un passato che non passa e con cui sono costretti a fare i conti.

Un romanzo tecnicamente irreprensibile, come ieri ha sottolineato Giuliani, con parole scelte e collocate con assoluta precisione. Ma anche un’opera dalla trama avvincente che sul nostro territorio ambienta una storia di violenza e di vendetta, di amore e di tempo che passa inesorabile. Una bella lettura, da fare con calma approfittando dell’estate.

6 luglio 2013
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