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Regione, Maroni sui 100 giorni: “Lavoro senza precedenti”. Cattaneo: “Fuori luogo”

Un giudizio positivo nei confronti del proprio lavoro senza mezzi termini, “Un lavoro enorme, senza precedenti, andate a vedere i primi cento giorni di chi è venuto prima e vedrete”. Così il presidente della Regione Lombardia, e segretario federale del Carroccio, Roberto Maroni ha fatto il bilancio dei primi cento giorni di governo. Tra i risultati rivendicati da Maroni, che alla conferenza stampa era affiancato dal vice Mario Mantovani,  2 miliardi di euro per cittadini e imprese e la riduzione dei costi della politica per 24 milioni di euro all’anno tra giunta e consiglio. Poi 1,5 miliardi per le imprese, 500 milioni alle famiglie e 200 per Comuni e Province. L’intervento sui Pgt che sblocca 3mila cantieri e l’anticipo di 300 milioni dei contributi europei all’agricoltura.

Uno sfoggio di numeri, ma soprattutto un cenno sbrigativo a chi lo aveva preceduto, il presidente Roberto Formigoni, che evidentemente non è proprio andato giù al presidente del Consiglio regionale, Raffaele Cattaneo, che di Formigoni fu il braccio destro nella precedente “era” del centrodestra al Pirellone.

E’ infatti intervenuto con durezza. “Sono contento che la giunta abbia presentato il lavoro dei primi cento giorni, ma mi sembra fuori luogo invocare risultati senza precedenti”, dichiara Cattaneo. “Ho fatto un veloce confronto di questi primi 100 giorni con l’analogo periodo di tempo del 2012, ed emerge per esempio che il numero di delibere approvate dalla Giunta è sceso da 598 a 340 e che le risorse effettivamente messe a disposizione utilizzando fondi regionali sono di gran lunga inferiori alla metà”.

Insomma, per Cattaneo la giunta Maroni può spendere è stato previsto nel bilancio proposto dal governo regionale precedente. “In un contesto critico come quello attuale servono concretezza e risultati più che confronti con il passato”. Cattaneo ha così concluso: “L’eredità di concretezza e di amministrazione efficiente e ben funzionante che Maroni e la sua giunta hanno ereditato da chi li ha preceduti meriterebbe ben altra considerazione, soprattutto alla luce del fatto oggettivo che la coalizione si regge sui voti del Pdl oltre che su quelli della Lega”.

5 luglio 2013
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