Varese

Varese, “Esterno Notte”: si riempie il tendone per il raffinato “La cuoca del presidente”

Hortense Laborie, la cuoca del presidente francese, ha richiamato tanti varesini che ieri sera hanno affollato il tendone di “Esterno Notte Suoni”, la stagione di cinema all’aperto curata da Filmstudio 90. Si trattava del film di Christian Vincent dedicato alla figura di Daniele Delpeuch, una cuoca originale e molto anticonformista che per un paio d’anni cucinò, all’Eliseo, per il presidente Mitterrand.

Un filmetto ben costruito e curioso, che è stato seguito in religioso silenzio dai tanti varesini che hanno occupato la tensostruttura ai Giardini Estensi. Ben interpretato da Chaterine Frot, la pellicola serviva in tavola piatti e ricette francesi con il gusto di attingere ad un mondo di sapori e di profumi ormai scomparso per sempre. Una storia avvincente, capace di raccontare come la cucina possa confinare (o sconfinare?) con la cultura e con l’arte. Come dice la protagonista, che rifiuta di essere chiamata chef dai sottoposti, il vero cuoco è un artista, che può permettersi anche qualche libertà al di fuori dalla logica.

Un genere, quello della commedia brillante, su cui la rassegna organizzata da Giulio Rossini punta parecchio questa estate. E, considerato il successo di ieri sera, sembra una scelta ben fatta.

3 luglio 2013
© RIPRODUZIONE RISERVATA

5 commenti a “Varese, “Esterno Notte”: si riempie il tendone per il raffinato “La cuoca del presidente”

  1. ombretta diaferia il 3 luglio 2013, ore 15:01

    “come la cucina possa confinare (o sconfinare?) con la cultura e con l’arte”
    “il vero cuoco è un artista”
    sono affermazioni rivoluzionarie in un mondo in cui il cibo è addirittura considerato una “perdita di tempo”…
    è il segreto dei grandi personaggi organizzar ingredienti e cucinarli… nella vita, figurarsi ai fornelli…
    grazie direttore per questo sorriso regalato a chi persegue la libertà fuori dalla logica corrente!

  2. a.g. il 3 luglio 2013, ore 15:06

    W la buona cucina delle nostre nonne…come diceva la protagonista del film…

  3. ombretta diaferia il 3 luglio 2013, ore 17:07

    per chi le ha avute…

  4. carlotta il 3 luglio 2013, ore 22:02

    Conoscete la ricetta dei colli di tacchino ripieni? Una mia antenata se l’è portata nella tomba. Era o non era cultura? Cos’è la cultura? Se avete la definizione incontrovertibile, pontificate o ironizzate, altrimenti….cercate la ricetta e vedete da dove viene e perché. Sarebbe un utile esercizio contro la spocchia intellettuale.

  5. ombretta diaferia il 7 luglio 2013, ore 09:16

    noi abbiamo adottato la “definizione” incontrovertibile, quella “promulgata” nel luglio 1968 dall’UNESCO:
    ” … la cultura è un’esperienza umana difficile da definire, ma noi la riconosciamo come la totalità dei modi con i quali gli uomini creano progetti per vivere.
    E’ un processo di comunicazione tra gli uomini; essa è l’essenza dell’essere umano.
    La cultura è tutto ciò che mette in grado l’uomo di essere operativo e attivo nel suo mondo e di usare tutte le forme di espressione sempre più liberamente per stabilire comunicazione tra gli uomini…”
    e ne abbiamo fatto la nostra “mission” (per chi ama le etichette…!)

    ed include anche la famosa “padella” del nonno (mai avuto e mai conosciuto…), che difendiamo dalle strumentalizzazioni patetiche, quelle che promuovono intellettuali dagli orgogli personali…

Rispondi