Varese

Varese, il Pd Mirabelli: la mozione antifascista può essere condivisa da tutti

Sta per arrivare in Aula la mozione antifascista che vede come primo firmatario il capogruppo Pd, Fabrizio Mirabelli. L’esponente del partito di Epifani sottolinea come “il richiamo ai valori costituzionali su cui si fonda la Repubblica italiana che, naturalmente, stanno anche alla base dello Statuto della nostra città, dimostra che non c’è stato, da parte nostra, alcun intento “strumentale” come, invece, arrampicandosi sugli specchi, tenta di insinuare qualche Assessore giovane di età ma, evidentemente, vecchio di idee”.

“Tanto è vero che la mozione è stata, correttamente, sottoposta, in primis, al sindaco Fontana affinché anche le forze politiche di centrodestra potessero condividerla e proprio lui potesse presentarla, a nome di tutta la città, al termine del discorso ufficiale presso l’ex cinema Rivoli, in occasione della celebrazione del 67° anniversario della Liberazione – continua Mirabelli -. Solo la burocrazia e il caso hanno voluto che questa mozione fosse messa all’ordine del giorno del Consiglio comunale subito dopo quella per la revoca della cittadinanza onoraria a Benito Mussolini”.

“In merito, pur rispettando l’esito della votazione, occorre, peraltro – rimarca il capogruppo Pd – sottolineare come l’eco nazionale che essa ha avuto è dovuto, principalmente, al fatto che, mentre, nel 1924, il conferimento della cittadinanza onoraria all’allora capo del governo non fu affatto una scelta libera, come testimonia il verbale della seduta del Consiglio comunale conservato presso l’archivio storico cittadino, la sua conferma, nel 2013, purtroppo, lo è stata. Altre città che, allora, avevano conferito la cittadinanza onoraria al duce del fascismo, gliel’hanno tolta, oggi, con un semplice atto burocratico, in cinque minuti, senza alcun impedimento legale”.

Conclude Mirabelli: “Ci auguriamo che le polemiche, sollevate a pochi giorni dal Consiglio comunale del 4 luglio, certamente sintomo di un ingiustificato nervosismo da parte di alcuni politici locali, non preludano alla volontà di esporre la nostra città ad una nuova brutta figura. Ci spiacerebbe constatare che la maggioranza di centrodestra che sostiene il sindaco Fontana, il quale, lo ricordiamo, è presidente di ANCI Lombardia, è ostaggio di un Assessore nostalgico che ama intitolare giardinetti a ministri del defunto regime fascista e che non esita a definire l’ANPI, sulla stampa, come “associazione inutile e anacronistica”. L’Assessore Clerici parla a nome di tutta la Giunta? Il suo pensiero è condiviso anche dal sindaco Fontana? Ciò che è certo è che, in un Paese normale, egli sarebbe costretto, a chiedere scusa e a rassegnare, immediatamente, le dimissioni. Anche nei passaggi più bui della tanto deprecata Prima Repubblica, infatti, la Costituzione e l’antifascismo sono, sempre, stati l’alfabeto comune e condiviso da parte di tutte le forze politiche democratiche e l’ANPI, che rappresenta coloro che sono caduti per la nostra libertà, non è mai stata offesa in un modo tanto volgare e becero da un rappresentante delle istituzioni”.

2 luglio 2013
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Rispondi