Varese

Al via il Premio Chiara. Nell’edizione dei centenari, nessuna traccia di Fo e Baj

 

Gli organizzatori a Villa Recalcati

Resta uno dei pochi eventi culturali che ci sono rimasti su un territorio che certamente non brilla per iniziative cultiurali. Il Premio Chiara va avanti, con il suo simpatico mix di festival di libri ed autori, ma anche un po’ di festa di paese. Raggiunta la venticinquesima edizione quest’anno, e organizzato dall’Associazione Amici di Piero Chiara – presiediuta da Bambi Lazzati e Romano Oldrini – il Chiara si conferma un grande contenitore di iniziative, proposte, eventi.

E’ stato presentato ieri in versione spending review: non nella cornice suggestiva dell’Eremo Santa Caterina, sul lago e tra le rocce, ma nella più paludata sala convegni di Villa Recalcati. Come sempre, con una platea di tutto rispetto, perché tutti (tanti) si attendono parecchio da questa isoletta che continua a sfidare le onde, anche quello che il Chiara non può dare. Sì, perché la manifestazione resta un appuntamento ufficiale, un po’ blasé, con autorità, istituzioni, politici. Con soldi pubblici e delicati equilibri da mantenere. Non si può permettere tante libertà, il Chiara, deve essere attento a non pestare i piedi a qualcuno. E così ce lo teniamo.

Ieri la prima grande presentazione, a cui seguirà a settembre il lancio del cartellone. Due i centenari celebrati al Chiara. Soprattutto quello della nascita dello scrittore luinese. Già fin troppo celebrato, difficile che il festival riservi qualcosa di davvero inedito e sorprendente. Ieri è stato ricordato un grande convegno internazionale, una due giorni con esperti e interventi, ma dai nomi pare che si sia andati sul sicuro (accademico), senza ospiti inattesi, senza eventi memorabili. C’è poi anche il ricordo del poeta Vittorio Sereni, celebrando i 100 anni dalla sua nascita: sarà un altro poeta, Franco Buffoni, a ricordarlo. In questo secondo caso si è puntato anche sul gruppo che su temi più che altro filosofici lavora all’Insubria.

Per quanto riguarda i grossi nomi, ieri è stato svelato che ci saranno a Varese il giornalista Piero Colaprico, le scrittrici Paola Mastrocola e Alicia Gimenez Bartlett, lo psicolo Paolo Crepet, il maestro della fotografia Ferdinando Scianna.

Ma certamente, a rubare la scena massmediatica, ci penserà Gianna Nannini, la rockstar a cui sarà conferito, in collaborazione con il Premio Tenco, il premio Le Parole della Musica. A dire il vero, pare orami chiara la difficoltà a garantire il livello originario di questo premio, quando arrivarono a Varese miti veri, come Francesco Guccini e Paolo Conte.

Silenzio invece sul Premio Chiara alla Carriera: non si sono scoperte le carte, ma pare difficile – tranne miracoli dell’ultimo istante – che gli organizzatori del Chiara possano conferirlo all’unico grande assente dall’albo d’oro della manifestazione, su cui forse potrebbe essere sospeso un qualche veto: parliamo del Premio Nobel Dario Fo, radici nel nostro territorio, grande personaggio della cultura, idolatrato all’estero. Uno che, in un altro paese, sarebbe già considerato un’autorità indiscutibile, mentre a Varese viene spesso messo da parte perché “non politicamente corretto”.

Silenzio anche su un altro personaggio: il patafisico Enrico Baj, grande artista, già assessore alla Cultura nel Capoluogo, un autore al quale nessuno – in provincia di Varese – sembra volere riservare uno spazio adeguato di riflessione e rilettura. Come nell’estate varesina, era stata lanciata una mostra su Giovanni Testori, al Premio Chiara si è puntato decisamente su Gottardo Ortelli, artista e assessore alla Cultura, oltre che presidente degli Amici di Piero Chiara. Per i dieci anni dalla scomparsa, tra Viggiù e Varese sono stati organizzati diversi appuntamenti. Il che va benissimo, ma ancora una volta Baj è rimasto dietro le quinte.

 

 

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30 giugno 2013
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