Varese

L’alluvione del Polesine nel romanzo di Bianchi “Qualcosa che il fiume non travolge”

Giorgio Bianchi

Una lunga storia accademica alle spalle e poi la scoperta del piacere della scrittura. In sintesi estrema è la storia di Giorgio Bianchi, giurista autore di testi tecnici e di commenti ai codici, ma ora anche brillante romanziere. Ieri è stato presentato alla Feltrinelli di Varese il suo ultimo libro, “Qualcosa che il fiume non travolge”, pubblicato da Pietro Macchione Editore. Un romanzo molto articolato che si dipana nei giorni, lontani e drammatici, dell’alluvione nel Polesine del ’51.

“Ero molto piccolo, allora, ma ricordo questa vicenda drammatica, che ho seguito grazie alle copertine della Domenica del Corriere”, ha ricordato l’autore. “Una vicenda che ho voluto raccontare con un protagonista vero: il Po”. Un Po che si ingrossa, esonda e tiene prigioniera una piccola comunità di superstiti dentro un albergo, che finisce per diventare rifugio dentro un fenomeno della natura che si verifica anche per responsabilità umane. Uomini, donne e bambini che condividono uno spazio limitato in attesa che l’alluvione si plachi. “Non c’è dubbio che la storia si svolga dentro un fatto storico, ma a me interessava raccontare la storia dei personaggi, immaginari, i loro dialoghi, le loro storie”, racconta ancora Bianchi. Con sentimenti e valori che magari oggi non godono di grande popolarità. “Sì – ammette l’autore – nel corso della convivenza forzata un sentimento di solidarietà sboccia tra i presenti, che diventano amici e condividono la stessa sfida contro una natura che si ribella”.

Tante storie, che si sviluppano su diversi piani: dalle storie dei personaggi alle storie che i personaggi si raccontano per trascorrere insieme il tempo in attesa che tutto torni alla normalità. E poi la Storia (con la “S” maiuscola) che di tanto si affaccia nel romanzo: si parla della grande Torino e della tragedia di Superga, della guerra di Corea e, dopo la fine dell’alluvione, anche del Sessantotto. Tante storie che si sviluppano in una serie di dialoghi ben scritti e avvincenti. Una bella lettura che si può fare approfittando dell’estate e seguendo i tanti personaggi e i loro destini.

29 giugno 2013
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Rispondi