Varese

Presente e futuro della sanità in Lombardia e a Varese. Un confronto organizzato dal Pd

 

Da sinistra, Alfieri, Rizzi, Giuliani, Bravi e Molinari

Con tempismo encomiabile, alla vigilia del confronto sulla riforma della legge regionale 31 del 2009, quella che segnò innovazioni epocali come una forte apertura al privato, la segreteria cittadina del Pd di Varese ha organizzato ieri sera all’ex Liceo Musicale un dibattito per fotografare lo “stato dell’arte” della sanità in Lombardia e a Varese, e per capire meglio dove si andrà a parare. Un confronto che è stato introdotto dal segretario cittadino del Pd, Roberto Molinari, che ha ribadito come al centro di ogni riforma debba restare la persona, e che ha anticipato che, dopo l’estate, un nuovo confronto sarà organizzato sul Welfare municipale.

Il dibattito, moderato dall’esperto e vivace giornalista della Prealpina, Gianfranco Giuliani, ha visto un confronto tra Alessandro Alfieri, capogruppo del Pd in Consiglio regionale, oltre che coordinatore regionale del partito di Epifani, e Fabio Rizzi, leghista, presidente della Commissione Sanità al Pirellone.

Un confronto in cui, a dire il vero, sono emerse più ragioni di convergenza che contrasti. A partire dal severo giudizio nei confronti dell’era Formigoni. “Con l’uscita di scena di Formigoni – ha detto Alfieri – si è chiusa un’epoca”. Positivo il giudizio di Alfieri sulla sospensione dei ticket in Regione, e lancio dell’ipotesi che occorrerà mettere mano ad una “compartecipazione”, secondo criteri proporzionali al reddito, al finanziamento del sistema sanitario nazionale. 

Anche il leghista Rizzi ha espresso un giudizio critico verso il passato,  quando ha dichiarato che la Lombardia non ha saputo “battere i pugni sul tavolo” nella Conferenza Stato-Regioni. Anche il presidente della Commissione Sanità si è detto convinto della necessità di ridurre i ticket secondo la fasce stabilite. D’accordo anche su un largo coinvolgimento sul tema della riforma. Rizzi ha poi rimarcato come quello lombardo sia cresciuto come sistema “ospedalocentrico” e che quindi sia venuto il momento di puntare di più sulla medicina del territorio.

E’ poi intervenuto il dottore Callisto Bravi, direttore dell’Azienda ospedaliera di Varese, che ha ricordato che una razionalizzazione ospedaliera a Varese proceda da tempo e che la medicina del territorio sia ritenuta fondamentale in Lombardia, come dimostra il fatto che il 52% del bilancio sanitario venga speso per prestazioni e cure non ospedaliere. Bravi ha poi affrontato uno dei punti critici dell’ospedale varesino, il Pronto Soccorso, che spesso si trova ad affrontare difficoltà e sovraffollamento. “Ma questo accade soprattutto il lunedì – ha detto Bravi – quando avvengono meno dimissioni”. Comunque il nuovo direttore sanitario sta approntando un nuovo piano.

Il Pd Alessandro Alfieri ha poi sostenuto la necessità di una riforma, capace di introdurre una maggiore capacità di programmare, di superare una voucherizzazione spinta, di puntare decisamente sul territorio. Anche il leghista Rizzi ha rilanciato alcuni elementi di una riforma, come l’importanza di una rete territoriale capace di seguire i pazienti e la necessità di un ragionamento su una razionalizzazione delle strutture sanitarie, che possa avvenire tenendo presenti due elementi fondamentali, l’appropriatezza delle prestazioni e la loro sicurezza.

Tra i molti interventi del pubblico, in gran parte operatori ospedalieri, ha preso la parola anche Emanuela Crivellaro, presidente della Fondazione Ponte del Sorriso, che ha rimarcato la necessità di avviare una riforma in tempi brevi, capace così di intercettare nuovi bisogni e di non rimanere indietro sui cambiamenti che si verificano sul fronte salute.

20 giugno 2013
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Un commento a “Presente e futuro della sanità in Lombardia e a Varese. Un confronto organizzato dal Pd

  1. giovanni dotti il 21 giugno 2013, ore 09:56

    Peccato che al tavolo dei relatori mancasse un rappresentante dell’ASL, cioe’ della Medicina sul territorio, il primo importante anello della catena sanitaria senza il buon funzionamento del quale ogni buona intenzione di riordino del sistema sanitario resta velleitario. Si sarebbe dovuto parlare di come riorganizzare meglio (a costo zero) questo comparto per ottenere risparmi consistenti con minor accesso ai servizi ospedalieri. Argomento che si e’appena sfiorato, mentre non si e’ nemmeno accennato al settore dell’edilizia ospedaliera, dove si continuano a spendere un mucchio di soldi in demolizioni e ricostruzioni (cementificazioni di notevole impatto ambientale) senza una vera necessita’ ne’ per l’oggi ne’ per il domani. Coi risparmi in questo settore e ristrutturando l’esistente adeguandolo alle necessita’ contingenti si potrebbero abolire del tutto gli odiosi ticket sulle prestazioni sanitarie e fare interventi nei settori a piu’alta richiesta. Invece introducendo una compartecipazione sulla spesa “alberghiera” dei ricoveri in Ospedale (modulata in base al reddito) si potrebbe ottenere una riduzione % della durata dei ricoveri, con un maggior turnover dei posti letto nei vari reparti ed una conseguente diminuzione delle giornate di degenza. Non ci vogliono menti eccelse per capirlo! Ma queste cose nessuno dei responsabili le ha proposte.

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