Varese

Allarme-lavoro, Cgil Cisl e Uil di Varese scendono in strada con una fiaccolata

Un momento della manifestazione a Varese

Un momento della manifestazione a Varese

Una manifestazione sindacale unitaria molto partecipata, quella che ieri sera si è svolta a Varese, un lungo serpentone di fiaccole, bandiere, striscioni per lanciare, ancora una volta, l’allarme occupazione. In realtà è stato l’ultimo appuntamento di una lunga giornata, quella di ieri, che nel pomeriggio ha visto sindacati, categorie, mondo della politica confrontarsi al De Filippi.

Ma certamente ieri sera è stato un corteo di forte impatto, che ha visto almeno 400 partecipanti, partito da piazza Repubblica e terminato al Garibaldino, e con una presenza abbondante di Forze dell’ordine. Un modo per dire “ci siamo” anche da parte della provincia di Varese in vista della grande manifestazione nazionale in programma per sabato in piazza San Giovanni a Roma.

Prima del via del corteo, ha preso la parola in piazza Repubblica il sindaco di Varese, Attilio Fontana, che ha confermato la preoccupazione per la crisi e la vicinanza ai lavoratori delle tante aziende in crisi. Accanto a lui il sindaco di Gallarate, Edoardo Guenzani.

Un lungo corteo ha poi attraversato la città, con la presenza dei sindacati Cgil, Cisl e Uil varesini, ma anche dei segretari della Cgil Lombardia, Nino Baseotto,  e della Cisl Lombardia, Gigi Petteni.

Una manifestazione che, dopo le belle canzoni dell’Orchestrina del Suonatore Jones di Franchi, ha ascoltato una serie di interventi dal palco. Nel frattempo, sulla terrazza della sede cittadina del Carroccio, alcuni esponenti leghisti guardavano l’iniziativa.

A salire per primi sul palco sono stati i rappresentanti delle aziende a rischio chiusura sul nostro territorio. Elvira Ratti della Rsu Husqvarna si è scagliata contro il “saccheggio industriale” che si sta consumando verso il marchio varesino. Per Sea Handling ha invece lanciato un allarme il delegato Rsu Luigi Tripodi, che ha sottolineato come il governo Letta debba “assumere posizioni chiare nei confronti della Commissione europea”. Un quadro drammatico che è stato arricchito da un intervento di Gian Marco Martignoni della Cgil di Varese.

E’ giunto poi il momento degli interventi dei segretari di Cisl e Cgil della Lombardia. Il cislino Gigi Petteni  ha sostenuto che dalla crisi non si esce contrapponendo tra loro i lavoratori, giovani contro anziani, stranieri contro italiani. Poi con parole efficaci ha ricordato come in Italia “se arretra il sindacato, arretrano civiltà e democrazia”. Polemico Nino Baseotto (Cgil Lombardia) con uno striscione leghista che pende in piazza e che definisce “sola” lo “ius soli”. “No, la vera sola per i lavoratori è stata una politica di austerità e rigore che ci ha portato a queste condizioni”. Baseotto ha rimarcato come “ora sia necessario cambiare ricetta: investire sul lavoro”. Era intervenuto anche Filippo Pinzone, presidente delle Acli di Varese.

Dopo le parole di Davide Longo, rappresentante del Collettivo Varese Rossa, una realtà presente nelle mobilitazioni studentesche, che ha proposto una “nazionalizzazione delle aziende in crisi da parte dello Stato”, ha preso la parola il segretario della Uil varesina, Albrizio, per ribadire l’impegno alla mobilitazione del nostro territorio sul fronte caldo della crisi del lavoro.

 

 

 

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18 giugno 2013
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