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Regione, al vertice delle Aler senza laurea. Il Consiglio si spacca

regione_lombardia_consiglioVia libera in Consiglio regionale con 61 voti a favore, 12 astenuti e un solo voto contrario alla nuova legge che consente il commissariamento dei Consigli di Amministrazione delle ALER lombarde.

Il provvedimento, di cui è stato relatore il Vice Presidente della Commissione Territorio Luca Del Gobbo (PdL), affida ora alla Giunta il compito di nominare i Commissari straordinari che eserciteranno le funzioni del presidente e del consiglio di amministrazione delle ALER: gli attuali CdA delle ALER sono scaduti il 24 aprile scorso e sono attualmente operativi in regime di prorogatio. I Commissari resteranno in carica fino alla costituzione dei nuovi organismi amministrativi conseguenti all’approvazione della legge di riforma complessiva delle ALER, e comunque non oltre il 31 dicembre 2013: per esercitare tale incarico il possesso del titolo di laurea non costituisce requisito vincolante.

Il compenso dei Commissari, come specificato nella legge, ”sarà a carico dell’ente per cui è svolta l’attività, sarà determinato dalla Giunta regionale, tenendo conto delle complessità organizzativa e dimensione economica di ciascuna ALER e non sarà superiore a quello dei presidenti uscenti ”. Nel caso di gestione di più ALER da parte di uno stesso Commissario, gli stipendi non saranno cumulabili, come da proposta presentata in Commissione da Mauro Parolini (PdL).

Sul requisito obbligatorio della laurea il Consiglio regionale si è diviso: secondo i gruppi di minoranza l’introduzione di un criterio obbligatorio relativo al titolo di studio (presente nel testo originario formulato dalla Giunta, tolto poi in Commissione con l’approvazione di un emendamento della Lega Nord) avrebbe garantito la nomina di figure professionalmente e tecnicamente qualificate, preparate e competenti, come hanno evidenziato nei loro interventi  sia Onorio Rosati (PD) che Lucia Castellano (Patto Civico Ambrosoli), mentre Iolanda Nanni (M5S) aveva chiesto in aggiunta al requisito della laurea che anche la richiesta di comprovata esperienza di cui devono essere in possesso i Commissari fosse riferita sia all’ambito amministrativo che a quello gestionale, e non solo a uno dei due ambiti.

Con 41 voti contrari e 31 favorevoli, è stato infine respinto con voto segreto l’emendamento che chiedeva l’introduzione del titolo di laurea come requisito vincolante.
Anche questa seconda legge è stata votata a larga maggioranza -ha commentato il Presidente del Consiglio Raffaele Cattaneo – e costituisce il primo passo per completare un percorso di riforma delle ALER che ci impegnerà nelle prossime settimane. Questa approvazione è certamente un fatto positivo e un buon viatico per proseguire sulla strada delle decisioni condivise”.

Nonostante le perplessità sulla mancanza del titolo di laurea, Fabio Pizzul (PD) ha annunciato il voto favorevole del Partito Democratico motivandolo come apprezzamento per le aperture dimostrate dalla maggioranza in fase di elaborazione del provvedimento e con la necessità di procedere in tempi rapidi a porre le premesse per avviare il processo di riforma.

Lucia Castellano del Patto Civico Ambrosoli ha invece dichiarato il voto di astensione del suo gruppo legandolo al mancato accoglimento dell’emendamento sul titolo di laurea e alla bocciatura dell’emendamento che chiedeva, nella nomina dei nuovi Commissari, l’obbligo di consultare anche i Comuni capoluogo come segno di attenzione ai territori. Motivazioni analoghe hanno indotto all’astensione anche il Movimento 5 Stelle, mentre nell’annunciare il voto favorevole del gruppo Fratelli d’Italia Riccardo De Corato ha puntato molto sulla necessità di razionalizzare i costi aumentando l’efficienza.

Il Presidente della Commissione Territorio Alessandro Sala (Maroni Presidente) ha infine annunciato che entro metà luglio comincerà in Commissione l’esame della nuova legge di riforma delle ALER lombarde.

11 giugno 2013
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