Lettere

Mussolini varesino, che figuraccia

Arrivo tardi, ma semplicemente avendo un po’ di rispetto per i consiglieri comunali di Varese non credevo sarebbe stato necessario; credevo, scioccamente, che la questione della cittadinanza onoraria al cavalier Mussolini si sarebbe risolta come era iniziata: un giovane consigliere, storiografo di formazione, scopre la svista
che contempla ancora il duce fra i benemeriti, la segnala, il Consiglio ne prende atto; questione risolta.
Invece no: se nel 1924 Varese, in un clima di repressione della libertà e di incombente tirannia, pochi giorni prima del delitto Matteotti, aveva adottato quel provvedimento, oggi lo ha rifatto, in democrazia e sfruttando quelle stesse regole che il fascismo aveva soppresso.
I consiglieri che dicono di essere“politici cattolici” hanno detto che la morte di Pietro Gobetti è stata irrilevante, i leghisti hanno sbugiardato il loro capo che li dichiarava, anni fa, “eredi dei partigiani” e antifascisti.
Tutti quanti hanno consegnato alla città una figuraccia internazionale perché, fuori dal provincialismo dei destrni varesotti, queste cose fanno il giro del mondo e in quasi tutto il mondo civile quella che Varese continua a ostinarsi ad onorare è una pagina tragica e vergognosa della storia europea e mondiale.
Cari consiglieri: se “c’erano cose più importanti a cui pensare” be’, potevate pensarci! Avete valutato cosa significa per i cospicui investimenti che da anni si conducono sul turismo in questa provincia quanto danno poteva fare l’etichetta di città fascista? Si dirà: bastava che il consigliere Conte stesse zitto. Argomento ipocrita in sé ma, dopo che Conte la mozione l’aveva presentata, anche un bimbo di 7 o 8 anni avrebbe capito che ciò non era più possibile.
E ora? Ora a tutti noi capita, mentre siamo impegnati in cose “più importanti” di essere distratti da qualcosa che non ci piace, di solito quanti siano giunti all’età adulta cercano di sbrigarle al meglio possibile e poi tornano alle cose cui tenevano; il consiglio Comunale di Varese, non senza pantomime e isterismi della maggioranza, ha deciso invece che la questione “poco importante” restasse aperta, sperando magari che, non guardandola, svanisse.
Non svanirà.
Si è esposta la città al ludibrio internazionale, si è umiliata la storia della Nazione e si è pure fatta della crassa antipolitica sostenendo, in sostanza, che le questioni ideali e i valori sono “roba di poco conto” perché c’è altro da fare. Be’ purtroppo così il ceto politico dichiara solo la propria inutilità perché, se i valori e gli ideali non c’entrassero niente con la politica i Consigli comunali non verrebbero eletti ma affidati a ottimi tecnici fra i quali, ne sono quasi certo, non comparirebbe nessuno degli attuali politici della “maggioranza mussoliniana” di Varese. Quantomeno sono abbastanza certo non vi comparirebbero né quell’assessore che sostiene che queste sono perdite di tempo, né il suo omonimo (do per scontato non possa essere la stessa persona) che invece ha passato gli ultimi anni a difendere dittatori mediorientali e dedicare giardinetti, paracarri e panchine a gerarchi del ventennio.
Insomma se era solo una perdita di tempo perché umiliare la storia, la città, e il senso stesso della democrazia rappresentativa incaponendosi in un gesto lontano da ogni buonsenso?
Io, in ogni caso, non credo possa finire qui: quante firme occorrono per far capire ai magnifici 16 che sono fuori dalla storia?
Mauro Sabbadini

8 giugno 2013
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23 commenti a “Mussolini varesino, che figuraccia

  1. Bruno Belli il 8 giugno 2013, ore 16:26

    Che brutta lettera, improntata a rabbia, livore, volontà di onnipotenza sulle scelte di oggi, solitamente mai incontrate su di un portale attento come VARESEREPORT.
    Una lettere espressa con lo stile usato da chi si definisce “Democratico” a parole e che, poi, pretenderebbe che si torni, in qualunque modo, su di un voto che è stato sottoposto in modo regolare all’attenzione del Consiglio Comunale, preferibile quando composto di individui che votino non solo per il colore politico cui appartengono, ma grazie anche alle proprie teste (perché non sempre si può essere tutti compatti come un meccanismo ad orologeria).

    Ecco, spiace vedere come il Partito Democratico di cui evidentemente chi scrive né e parte – partito che è apportatore di tante buone idee, e di altre meno buone (come del resto lo sono tutti) – séguiti ad utilizzare (e molte altre volte lo notammo, purtroppo) atteggiamenti che di “democratico” abbiano proprio poco o nulla.

    Voltaire – o chi per lui – almeno si limitava a sottolineare come poteva non essere d’accordo con l’idea altrui, ma che avrebbe dato la vita, affinché quell’idea potesse comunque essere espressa.

    Il PD, ai vari livelli, una ripassatina delle grandi idee apportate dall’Illuminismo dovrebbe rifarla, anche perché, purtroppo, finisce per assomigliare anche agli “antidemocratici” che a parole combatte.

    E’ questo che fa temere…purtroppo, più dei capitoli consegnati alla storia ed ormai, all’Ade, che meglio giudica e conserva di tutti noi.

    E pensate, oggi, prima, lo affermo senza voler scadere nel populismo, ad attivarvi seriamente per dare un po’ di respiro alla gente strozzata dall’attuale crisi, cari signori della politica più o meno elevata, più o meno colta, più o meno di destra o di sinistra, piuttosto!

    Bruno Belli.

  2. a.g. il 8 giugno 2013, ore 16:42

    Nel libero dibattito delle idee credo che non sia un problema sottolineare la propria contrarietà alla scelta del Consiglio comunale di Varese circa la cittadinanza onoraria a Mussolini. Lo diciamo con chiarezza, come abbiamo rimarcato l’errore di dedicare i giardinetti al ministro fascista Gentile. Tanto più che il Consiglio si è diviso, e la stessa maggioranza si è spaccata su Mussolini.
    Quanto alla lettera a cui si riferisce Belli, credo che nulla aggiunga o addirittura possa apparire fuorviante ricondurre sempre tutto e tutti alle appartenenze, facendo quadrare il cerchio. E’ il merito delle opinioni che si deve giudicare, senza attenzione a destra, sinistra, centro. O questo e quel partito.
    Perchè – diciamola proprio tutta – siamo così sicuri che oggi la militanza partitica sia così connotante e così significativa?
    Cari saluti
    AG

  3. Bruno Belli il 8 giugno 2013, ore 17:02

    Caro direttore,
    mi fa piacere di essere riuscito a sollecitare una Tua precisazione molto professionale, come il Tuo consueto.
    Ti ringrazio.
    Continuiamo così. Buon lavoro.
    B.B.

  4. a.g. il 8 giugno 2013, ore 17:04

    Giusto. Difendiamo il libero confronto delle idee e delle opinioni, come accade nei tuoi apprezzati Venerdì

  5. Emiliano il 8 giugno 2013, ore 17:31

    Ha già detto tutto Belli: una brutta lettera dettata soltanto da sentimento di odio e vendetta ormai fuori del tempo. E ora, cari cosiddetti “democratici”, pensate al presente, al futuro e soprattutto ai VIVI. Ma non per ammazzarli, mi raccomando.
    Saluti

  6. a.g. il 8 giugno 2013, ore 18:34

    Giudizi tranciamti su una lettera che riteniamo contributo alla riflessione. Non dimentichiamoci che – fino a quando non verrà cambiata – la nostra è una Costituzione fondata sulla Resistenza e l’antifascismo. Questo al di qua (o al di là) della discussione in Consiglio comunale di Varese

  7. M.C. il 8 giugno 2013, ore 19:33

    che vergogna. vergognatevi. il fascismo ha fatto il peggio all’Italia. E l’Italia odia Hitler? Beh. dico che siete tutti quanti incapaci irresponsabili ipocriti voi politici. Perché Mussolini era amico ed alleato di Hitler, pure Mussolini ha fatto moltissimi crimini di guerra. ma sti politici non hanno nulla in testa. Che vergogna. In Germania una Cosa cosí non sarebbe mai successa. Al contrario! Se oggi in Germania o Austria qualcuno glorificasse Hitler, ma lo sapete dove finisce? In galera! Buttate allora finalmente anche in galera sti fascisti e vietate quei partiti fascisti che in Italia sono legali. Che vergogna che schifo. Saluti Dal Sudtirolo, la provincia piú antifascista del paese. se troviamo die fascisti qui li buttiamo fuori con i calci nel culo!

  8. Mauro Sabbadini il 8 giugno 2013, ore 20:16

    intervengo, in primo luogo, per ringraziare il Direttore e Varesereport per l’ospitalità, poi replicando mi devo sinceramente scusare per, evidentemente, aver tratto in inganno il lettore Belli con parole che non devono essere state chiare: non sono iscritto a nessun partito e, incidentalmente, non sono mai stato un sostenitore del PD. Mi considero socialista Rosselliano e lo ribadisco oggi che ricorre l’anniversario dell’uccisione dei fratelli Rosselli da parte del concittadino di B.B. (io, risiedendo a Cantello, sono semmai concittadino di Luigi e Leopoldo Gasparotto). Nessuna rabbia da parte mia, tanto più che lo stupore era sincero siccome conosco e stimo molti di quei consiglieri avrei dato per scontato che accogliessero all’unanimità la proposta di Luca Conte. Se poi mi vuole dire che, nella vita civile del Paese, Marrone e Mussolini, Gobetti e Gentile, sono pari, allora continuo a non arrabbiarmi ma di certo sono fortissimamente in disaccordo: proprio perché la storia non si riscrive quella cittadinanza va revocata e consegnata, appunto, alla storia.

    Un ultima nota personale, se posso: sono filosofo della scienza per formazione, popperiano per appartenenza filosofica, quindi neo kantiano. Per come lo intendo io l’illuminismo non si presta mai a giustificare la memoria dei tiranni, di qualsivoglia estrazione.

  9. Mauro Sabbadini il 8 giugno 2013, ore 20:19

    Ps e sempre illuministicamente parlando: apprezzo la recensione, ancorchè negativa ma garantisco che se mi si facesse notare dove ho sbagliato nel merito mi correggerei più che volentieri

  10. a.g. il 8 giugno 2013, ore 20:21

    naturalmente ci uniamo al ricordo dei fratelli Rosselli, fieri antifascisti

  11. RomoloVitelli il 8 giugno 2013, ore 22:04

    Caro Sabbadini,
    ho trovato la tua lettera molto bella e civile e l’ho condivisa sul mio sito Fb dove è stata apprezzata da amici italiani, tedeschi ecc. Una maggioranza di centro-destra ha conservato la cittadinanza onoraria a Mussolini. In questi giorni, io che sono varesino di adozione, ho pensato alla tristezza dei tanti cittadini della Provincia che hanno perso i congiunti nei vari lager nazisti,
    In Italia, a differenza della Germania che ha fatto e sta facendo i conti con il nazismo, c’è un “passato che non passa” perché non riesce a fare, i suoi conti con il fascismo( e purtroppo questa votazione in consiglio comunale ne è una riprova lampante) .
    Ve l’immaginate una cosa del genere in Germania? Ma anche in Austria?
    Che cosa direbbero i cittadini se la città di Linz , che conserva i grandi palazzi, costruiti in onore di Hitler, con il granito ricavato dagli ex internati dalle cave di Mauthausen ( anche della provincia di Varese, alcuni di loro scomparsi recentemente) volesse mantenere oggi una onorificenza al capo del nazismo perché la città ha ancora le vestigia del passato regime? Costringerebbe il loro sindaco e tutta l’amministrazione a dare le dimissioni a furor di popolo. La lotta al fascismo ha bisogno dell’eterna vigilanza.
    Quando il fascismo stava per finire, nel novembre 1944, un giornalista americano che conosceva bene l’Italia, Herbert Matthews, scrisse un articolo molto scomodo, sul mensile Mercurio diretto da Alba De Céspedes. S’intitolava “Non lo avete ucciso”,[si riferiva al fascismo] e ci ritraeva, noi italiani e i nostri nuovi politici, incapaci di uccidere la bestia da cui in massa eravamo stati sedotti. Una vera epurazione era impossibile, soprattutto delle menti, dei costumi. “.
    Il giornalista conclude che la lotta al fascismo doveva durare tutta la vita: “È un mostro col capo d’idra, dai molti aspetti, ma con un unico corpo. Non crediate di averlo ucciso”. L’idra è tra noi, anche oggi. E lo si vede nei risorgenti movimenti neonazisti in tutta Europa. Questo non bisogna mai dimenticarlo: “Chi non conosce la propria storia è destinato a riviverla”
    Romolo Vitelli

  12. garegnani il 8 giugno 2013, ore 23:40

    La Repubblica Italiana e’ fondata sul Lavoro (che non c’e') e sui
    Valori della Resistenza Antifascista vietandone la sua ricostruzione(Partito fascista che ancora c’e') ci si domanda che popolo siamo.
    Perdonatemi ma devo citare il Cav Benito Mussolini che degli Italiani forse aveva capito tutto, quando affermava, “Governare gli Italiani non e’ difficile e’ innutile”

  13. Bruno Belli il 9 giugno 2013, ore 00:46

    Ecco, Garegnani, in modo diretto e semplice, centra perfettamente tutto il problema, quello “reale” e quello “intellettuale”.
    Evviva i lettori!

  14. Emiliano il 9 giugno 2013, ore 18:39

    Vedo che le parole e le auto-certificazioni qui si sprecano… Si tira in ballo i fratelli Rosselli, recensioni di settant’anni fa’ che “invitano”, letteralmente “invitano” ad eliminare chi non è d’accordo con voi. O con voi o contro di voi, bianco o nero, come sempre. Da VERI democratici.

    Ma non vi vergognate VOI? Non so più come chiamarvi, non sapete neanche voi chi siete e come vi chiamate… comunisti, socialisti, democratici (oddio…), anti-fascisti.
    E poi con che coraggio vi indignate per una cittadinanza onoraria forse ormai anti-storica, quando molte città italiane recano ancora nomi di vie e di piazze intitolate a Lenin, Stalin, Mao Tse Tung, Allende, ecc. noti “profeti illuministi” e persone alquanto democratiche. In alcuni paesi dell’est Europa che conobbero il lungo giogo sovietico è ormai vietato sventolare la falce e martello, così come in Sud-Tirolo, Austria e Germania è vietata giustamente la svastica.

    Finitela, care anime belle e false, ma finitela proprio. Con voi non avremo mai vera libertà, ficcatevelo bene in testa, perchè i primi a non essere liberi e a non pensare col proprio cervello, tutto schiacciato da una parte com’è, siete proprio voi. Altro che fascismo e fascisti… Il fascismo più lungo della storia (quasi settant’anni, ormai) siete solo voi.

    Distinti Saluti.

  15. a.g. il 9 giugno 2013, ore 19:41

    Ripeto: siamo in Italia, una Repubblica democratica fondata sulla Resistenza…non è tutto uguale. E se si rispetta la storia, si deve riconoscere che non tutti stavano dalla parte giusta.Fino a quando la Costituzione sarà quella vigente la ricostituzione del partito fascista è un reato. Punto.
    AG

  16. Emiliano il 9 giugno 2013, ore 23:07

    Ma qual è “la parte giusta”, mi domando io?
    Quelli che facevano attentati guerriglieri aizzando spropositate reazioni tedesche (Fosse Ardeatine et similia), cui nessuno – ne il Re, ne il loro “alleato” Mussolini – fu in grado di opporsi? O queli che scatenarono l’orribile circo di piazzale Loreto? O che diedero vita a due anni di carneficine nel nord-Italia, consegnando inoltre l’Istria e Trieste ai barbari jugoslavi (ergo: Foibe)? No, non posso credere che oggi si stia ancora a parlare di “parti giuste” e “parti sbagliate”, quando a sbagliare furono – oggettivamente – entrambi.
    Ma non si avrà mai l’onestà – e soprattutto il CORAGGIO – di ammetterlo.
    E inoltre… non è che “conservare” la cittadinanza onoraria di un dittatore morto e sepolto da quasi settant’anni (morto un regime se ne fa un’altro, vero?) significhi rifondare un partito morto e sepolto addirittura due anni prima di lui. O sbaglio?
    Suvvia, siamo seri, e passiamo alle cose serie.
    Anzi, a proposito di serietà… Se Mussolini oggi fosse vivo chiederebbe egli stesso che la cittadinanza onoraria gli fosse tolta, perchè avrebbe davvero vergogna di questi varesini perditempo, oziosi e nefandi. E li paghiamo pure.
    Grazie.

  17. a.g. il 10 giugno 2013, ore 00:04

    Non è serio mescolare per confonfdere. Nessuna confusione: la Repubblica italiana
    è nata da chi ha vinto, cioè da coloro che hanno cacciato i nazisti e sconfitto
    i fascisti. Per fortuna nostra…

  18. Mauro Sabbadini il 10 giugno 2013, ore 14:20

    Intervengo ancora per ringraziare il Professor Vitelli per il suo giudizio a cui aggiungo un ulteriore apprezzamento per l’esempio costruito sulla città di Linz che non conoscevo e trovo particolarmente calzante; grazie al Direttore per il ricordo dei Fratelli Rosselli, tanto più che considero in particolare il pensiero di Carlo ancora attuale e utile. Tra i molti spunti che questa conversazione offre mi permetto di sottolineare: anch’io apprezzo il commento di Garegnani, lo leggo forse in altro modo, anche perché ritengo con forza che il progresso civile, democratico, culturale ed economico si ottengano meglio se perseguiti insieme, credo che questo obiettivo di conciliazione sia uno degli elementi caratterizzanti della moderna democrazia. A Emiliano, con tutto il dovuto rispetto: non si può invocare questo tipo di relativismo mentre si difende un punto di vista autoritario e assolutistico: possiamo fare qui questa discussione perché Varesereport ce ne dà l’opportunità e perché la nostra Repubblica ci garantisce la libertà di espressione, i regimi di Mussolini, Stalin, Hitler, Ceausescu non ce lo avrebbero consentito e questo è un buon modo di capire perché, fra i tanti motivi, non vanno rimpianti né tanto meno celebrati: due appunti: L’Istria e la Venezia Giulia sono divenute Jugoslave per colpa di Mussolini che ci ha infilato in una guerra che, oltre che criminale, è stata anche perdente: Salvador Allende era un presidente dmeocratico, democraticamente eletto, capo di un governo di coalizione che non ha mai represso la libertà di nessuno ed è stato assassinato da ufficiali che gli avevano giurato fedeltà solo poche settimane prima.
    Ancora a Emiliano che ha un dubbio amletico do un suggerimento: non sa come “chiamarci” perché si immagina qualcosa che non esiste: provi a chiamare democratici quelli che scelgono di definirsi così, comunisti i comunisti, socialisti i socialisti e con nome e cognome quelli che non si sentono di identificarsi con una bandiera, vedrà che così non si sbaglia

  19. garegnani il 10 giugno 2013, ore 15:51

    Emiliano@…….Dai sui scritti si evidenzia il suo distacco da entrambi le parti contendenti, difatto fa una serie di citazioni di fatti, e nomi, che le danno la patente di democratico al di sopra delle parti. La cosa piu’ eclatante e’ accostare il nome di Allende a chi lei ritiene con ironia illuminati democratici. Bene per Allende mi preme dire solo due parole in sua difesa, da dittatore quale lei lo ritiene, non si e’ mosso dal palazzo sotto attacco militare di un colpo di stato, dove i cittadini in libere elezioni lo hanno voluto, sacrificando
    la sua vita per l’ideale che coerentemente sempre a sotenuto Le ricordo che il Cav Benito Mussolini fu arrestato dai partigiani su un camion tedesco di una colonna che tentava di uscire dai confini Italiani vestito con la divisa dell’ esercito invasore, per lei magari saranno piccolezze dettagli per altri no!!

  20. Emiliano il 10 giugno 2013, ore 22:45

    Il problema sta tutto qui… anche se non prendo posizioni politiche, bensì storiche, non ho affatto problemi a definirmi “democratico” pur ponendomi su una posizione ben diversa da chi tale si definisce in ogni occasione. Finchè vi saranno posizioni di difesa verso dittatori e filosofi ben più sanguinari del signore di cui qui si parla non indietreggio di un passo, mi spiace.
    E poi nessuno mischia niente con nessuno… La storia è fatta di persone, fatti, punti, puntini, virgole e non è possibile estrapolare dal suo contesto niente e nessuno, a meno che ovviamente lo si voglia strumentalizzare nella chiave (positiva o negativa) che più conviene. Ci son stati dittatori che han vinto e altri che han perso, ma francamente la cosa non cambia: sempre dittatori restano, con tanti saluti alla democrazia che tanto dite d’amare. E non è che discutere su un forum internettiano possa diventare una “consolazione” per farci credere che la democrazia esiste: soprattutto in Italia, dove la tanto vantata costituzione (cui qui ci si appella continuamente) è calpestata e ridicolizzata ogni giorno dai suoi stessi strenui difensori.
    E quanto a “puntini”, è vero, Allende non fu dittatore paragonabile agli altri che ho citato, e fu eletto regolarmente, ma come sappiamo dopo pochi anni fu lo stesso popolo scontento dal suo governo a “chiamare” il famoso golpe poi verificatosi nel 1973 e che causò la sua morte e un’altra orrenda dittatura, protrattasi sin troppo a lungo. Mussolini non scappò poi codardamente (alla storiella che si era nascosto tra i soldati tedeschi credono solo gli sprovveduti), ma tentava di raggiungere la Valtellina in cui avrebbe dovuto guidare l’estrema resistenza delle ultime forze militari rimastegli fedeli. Resosi conto che non era più possibile farlo per l’esiguità numerica dei suoi fedeli tentò inutilmente di salvare il salvabile (cioè la pelle) unendosi a una squadra tedesca ormai in rotta e diretta verso casa: e i fatti verificatisi in quelle ore, come sappiamo, son tanti, troppi, ed esulano peraltro da questo discorso.

    Da varesino e cittadino, ripeto, son ben altre le cose che mi fanno “indignare”. Mi domando, infine, se questa cittadinanza anzichè riguiardare Mussolini avesse riguardato – poniamo – Stalin si sarebbe “abbaiato” così tanto per toglierla?
    Giusto per curiosità.

    Saluti.

    Ps. Leggo da qualcuno che il “partito fascista” ancora c’è (il che la dice lunga sulla “serenità” di chi scrive affrontando questi argomenti). Sarei curioso di sapere qual è e farmi due grasse risate, grazie.

  21. Mauro Sabbadini il 11 giugno 2013, ore 00:38

    ok Emiliano le vengo incontro: Mussolini non stava scappando, aveva le migliori intenzioni di fare il Talebano in Valtellina ma poi chiese un passaggio a certi tedeschi che, loro sì, erano in rotta e ciò al fine di salvare la propria pelle oltre confine. Come ogni sprovveduto noterà si tratta di una cosa completamente diversa dalla fuga. Circa il popolo cileno che “chiama” l’esercito è un vero peccato che, a differenza di noi, non fossero pronti a richiamarsi ogni momento alla costituzione perché nella loro costituzione c’era sia la data delle nuove elezioni previste sia la possibilità di sfiduciare il presidente. Il vero problema è quelli che chiamarono i generali temevano di perdere anche le successive di elezioni. Le direi anche che la cittadinanza onoraria Stalin la merita tanto quanto Mussolini ma, se per lei la garbata proposta di Luca Conte significa abbaiare, dubito che l’argomento la colpirebbe

  22. garegnani il 11 giugno 2013, ore 16:10

    Camerata Emiliano, la saluto democraticamente Eja eja alala e chiudo qui
    Uno sprovveduto

  23. Emiliano il 11 giugno 2013, ore 22:19

    Siamo partiti da Mussolini e ora passiamo ad Allende (pace all’anima loro, peraltro)… Poco male, confrontarsi è sempre un piacere. I Generali avranno anche “avuto paura” che Allende potesse rivincere, ma i ripetuti scioperi generali proclamati in quegli anni – guardacaso – dai lavoratori cileni contro il governo rendono quantomai ingiustificata quella paura. Ma forse gli scioperi erano proclamati dalla CIA.
    Quanto a Garegnani, si è qualificato da solo con l’ultimo commento, democratico posato e sereno… attendo inoltre di sapere qual è l’attuale “partito fascista” in Italia, perchè francamente – a parte il PD, che ha un’organizzazione interna che il Duce invidierebbe – non mi risulta ce ne siano.

    Saluti.

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