Varese

Varese, Nicoletti (ML): il dibattito su Mussolini una vera “zuffa ideologica”

Il consigliere comunale Alessio Nicoletti

Il consigliere comunale Alessio Nicoletti

Il consigliere Alessio Nicoletti (Movimento Libero) interviene sulla seduta del Consiglio comunale di Varese che si è svolta ieri sera in Salone Estense. La definisce “una  delle pagine più brutte della storia del Consiglio Comunale di Varese.  Mi scuso, nella mia qualità di amministratore locale, con tutti i nostri concittadini per la pessima figura che abbiamo fatto. Penso che  dovrebbero scusarsi tutti i consiglierei comunali. Quasi nessuno, e  ribadisco nessuno, sentiva l’esigenza di trattare la richiesta di revoca della cittadinanza onoraria a Mussolini in questo momento, in cui serve unire anziché scavare solchi”.

Continua Nicoletti: “Alla  fine ogni consigliere comunale ha votato in piena libertà, motivando  liberamente  la sua scelta senza scadere, almeno nella maggior parte dei casi, nella pura propaganda o difesa ideologica. Ognuno è libero di  pensarla diversamente,ma alla fine in democrazia si dovrebbe accettare  la decisione di un Consiglio Comunale democraticamente eletto che ha  discusso e votato sull’argomento, anche se la decisone non dovesse  piacere. Incredibile, poi, l’atteggiamento di parte del pubblico che, come le peggiori tifoserie, ha dato un pessimo spettacolo proprio alla fine della seduta”.

“Mi piacerebbe, però, ricordare – rimarca Nicoletti – che nel giorno in  cui è andata in scena questa inutile “zuffa ideologica”, lo stesso Consiglio Comunale, le stesse persone,  ha approvato quasi all’unanimità (29 favorevoli e due soli astenuti) la nostra proposta di sostegno a indigenti e piccolissime attività in difficoltà. In pratica si tratta di stipulare una convenzione con una banca, la quale darebbe questi  prestiti alle persone indigenti e alle piccolissime attività in  difficoltà, tenendo a garanzia capitale finanziario messo a disposizione dal comune(pensiamo a circa 100.000 euro). Le banche chiedono garanzie  per poter erogare prestiti a soggetti indigenti o in difficoltà che,  nella maggioranza dei casi, non avrebbero le garanzie richieste. Tra  l’altro la banca dovrà erogare per un moltiplicatore dell’importo messo a garanzia. E’ lo stesso meccanismo che hanno in essere i consorzi fidi  delle associazioni di artigiani e commercianti, solo che, in questo  caso, il capitale di garanzia sarebbe pubblico e la commissione di  assegnazione dei contributi dovrebbe essere creata all’interno  dell’ente”.

Conclude il consigliere di Movimento Libero: “Un esempio di politica responsabile, seria e concreta,  portata avanti in modo condiviso, distante anni luce dalla pessima  figura collezionata nella stessa serata sul “caso Mussolini””.

7 giugno 2013
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