Varese

Varese, il Consiglio decide che Mussolini resta varesino. Poi scoppia la bagarre

Il pubblico presente in aula al momento della discussione sulla cancellazione della cittadinanza a Mussolini

Il pubblico presente in aula al momento della discussione sulla cancellazione della cittadinanza a Mussolini

Alla fine, volenti o nolenti, il Cavaliere Benito Mussolini, Duce del Fascismo, resta (purtroppo) nostro concittadino onorario. Così ha deciso il Consiglio comunale di Varese questa notte, bocciando la mozione presentata dal consigliere del Pd, Luca Conte. Un voto arrivato a mezzanotte e mezza, davanti ad una sessantina di persone nel settore riservato al pubblico, un fatto che capita piuttosto raramente in Consiglio. Il sindaco Attilio Fontana non ha partecipato al dibattito sulla mozione e al voto successivo.

Così dopo polemiche ed un lungo dibattito sui media, il parlamentino cittadino ha votato e respinto la richiesta di cancellare dall’Albo d’oro Mussolini, che ricevette la cittadinanza onoraria varesina il 20 maggio 1924. A spiegare le motivazioni della richiesta du cancellare la cittadinanza è lo stesso Conte. “Tante le città che all’epoca del fascismo hanno fatto a gara per attribuire la cittadinanza al Duce, ma Varese è una delle poche  che, nel dopoguerra, non si sia affrettata a revocarla”. Non sono mancate, da parte di Conte, critiche all’indirizzo dei media, che avrebbero dato eccessiva enfasi al tema in questione, un rilievo decisamente inopportuno.

Lunga la serie di interventi nel corso di un dibattito durato un’ora e che ha registrato una improvvisa gazzarra finale. Il consigliere pidiellino Pramaggiore chiede a Conte di ritirare la mozione. Morello (Udc) ha definito la mozione come “una mozione che alimenta le tifoserie”. Per il pidiellino Cosentino “Mussolini ha valorizzato Varese”. Il grillino Cammarata sottolinea quanto sia contraddittorio dare la cittadinanza al Dalai Lama e mantenere quella di Mussolini. Per Cordì (Sel) la proposta contenuta nella mozione è un freno ai vari ed allarmanti episodi di apologia di fascismo. Infortuna (Pd) sottolinea come “Mussolini sia stato un dittatore”, mentre il capogruppo del Pd Mirabelli rimarca il contrasto tra la cittadinanza a Mussolini e la celebrazione del funzionario Calogero Marrone come Giusto tra le Nazioni che si è tenuta recentemente in Salone Estense.

Prende dunque la parola Giulio Moroni, capogruppo leghista, che prima di affrontare il punto all’ordine del giorno aveva chiesto al presidente del Consiglio comunale di sospendere la seduta del Consiglio per consentire una riunione ai partiti di maggioranza. Evidentemente temendo che la maggioranza Pdl-Lega non avrebbe retto alla prova del voto, e che fosse destinata a spaccarsi. Cosa che puntualmente è accaduto. Ma quando poi Moroni prende la parola in Aula, inizia il suo intervento dicendo: “La Lega ha deciso di votare contro la mozione, ma lascio ai miei consiglieri la libertà di coscienza”.

Intervengono poi Ronca (Varese&Luisa) dicendo “siamo fuori tempo massimo”, e Nicoletti (Movimento Libero) che dichiara di votare contro la mozione. Prende la parola il Pd Corbetta e il pidiellino Galparoli (“è lecito fare riposare i cadaveri”).

E’ quindi la volta del capogruppo Pdl Ciro Grassia, che mette le mani avanti, annunciando che nel suo gruppo ci saranno consiglieri che voteranno contro e altri che esprimeranno un voto favorevole. Poi parlano i pidiellini D’Aula e Giampaolo, il quale annuncia che non parteciperà al voto. Chiude il dibattito la Pd Luisa Oprandi.

Si va dunque al voto e la mozione viene bocciata con 16 voti contrari e 11 favorevoli (nessun astenuto). Un voto che vede il Pdl spaccarsi, con due consiglieri, Giampaolo e Chiodi, fuori dall’Aula, una buona parte di consiglieri contrari alla mozione (soprattutto quelli ex An) e il consigliere Crespi che vota a favore della mozione Pd. Dalla parte delle opposizioni, Nicoletti ha votato contro la mozione Conte.

Inattesa conclusione della seduta: dopo il voto scoppia un applauso nello spazio del pubblico. Sono presenti giovani del Pdl, giovani di Fratelli d’Italia e un gruppo della Fiamma Tricolore che si mette ad inveire contro i consiglieri del Pd. Scoppia un parapiglia, con alcuni esponenti dell’Anpi che protestano. Dalla Fiamma vengono lanciati volantini con l’immagine del Duce e la frase: “Piantiamola di fare i buffoni e pensiamo ai veri problemi della gente!”. Solo dopo alcuni minuti di confusione intervengono alcuni agenti della Polizia locale, guidati dal segretario generale Ciminelli, che accompagnano fuori i contestatori. Un finale di Consiglio di cui francamente si sarebbe fatto a meno. E una seduta di Consiglio in cui si è persa una buona occasione per cancellare una cittadinanza che certo non fa onore a Varese e ai varesini.

 

 

 

7 giugno 2013
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17 commenti a “Varese, il Consiglio decide che Mussolini resta varesino. Poi scoppia la bagarre

  1. LV65 il 7 giugno 2013, ore 09:08

    La storia va compresa e interpretata, non si può modificare. L’analisi è importante per apprendere, ma non per cancellare, cosa che sarebbe impossibile ed impensabile fare.
    A quasi un secolo di distanza almeno questo si sarebbe dovuto capire.
    Qualunquistico dire che è stata una perdita di tempo: niente lo è se aiuta a riflettere.

  2. Bruno Belli il 7 giugno 2013, ore 10:22

    Due semplicissime riflessioni, caro Direttore.
    Finalmente, questa lunga tiritera ampiamente ingigantita da più parte dell’informazione (?!?) è finita, perché, in effetti, si è parlato dell’iniziativa con troppa ed inopportuna enfasi (studiata?).
    Credo che, tanto nella cittadinanza onoraria tributata a Mussolini – atto che appartiene semplicemente alla storia – quanto nel riconoscimento (certamente dovuto) a Calogero Marrone conviva, con tutte le luci e le ombre che accompagnano la vita dell’uomo, a differenza di quanto dichiara ad esempio il consigliere Fabrizio Mirabelli, l’attestazione di quello che avvenne a Varese.
    Come sempre, sono due aspetti: le facce di una medaglia. Una, quella di cui ci si vanta, l’altra, quella di cui ci si può anche rammaricare. Ma rammaricarsi, non deve sfociare nel cancellare.
    Chi cancella, in ogni caso, introduce una “forzatura”.
    Ci siamo dimenticati, ad esempio, di chi ha permesso di fare abbattere il Teatro Sociale, cittadini di Varese – tra l’altro mica onorari, ma autoctoni – che hanno decisamente mal servito la causa della città.
    A mio avviso, pertanto, Luca Conte ha sbagliato nel proporre questa mozione (e su Varesereport sono rimasti gli scambi d’opinione con il Consigliere stesso, dopo un mio intervento, per il quale non ho mutato opinione) dicevo, ha errato, perchè, a posteriori, avrebbe preteso un intervento forzato su capitoli storici trascorsi già scritti, di cui ogni volume serio dedicato alla città tratta.
    Quello che è scritto esiste, né più, né meno.
    Giudicherà ognuno di noi, in coscienza, sul trascorso della storia, ma solo “in coscienza”, se, innanzi tutto, oggi, ci interessa di mantenere la DEMOCRAZIA.
    Bruno Belli.

  3. ROBERTO il 7 giugno 2013, ore 10:39

    il fatto che Lei metta “purtroppo” tra parentesi denota la sua mancanza di professionalità giornalistica. Scusate, abbiamo ben altro a cui pensare invece di infastidire un morto, ma voi giornalisti, non lei in particolare che di giornalistico ha ben poco, sempre a trovare le notizie più inutili, e a vostro favore posso dire che avete anche un certo fiuto.

  4. a.g. il 7 giugno 2013, ore 14:13

    …Amen!

  5. Mauro Sabbadini il 7 giugno 2013, ore 14:56

    ROBERTO è chiaramente un sincero democratico, la colpa è sempre della stampa, ovvio. E avere opinioni è segno di scarsa professionalità. Poi tutti a dire che era una perdita di tempo: bastava approvarla in due minuti, come la storia avrebbe richiesto, e di tempo se ne sarebbe risparmiato abbastanza, invece la maggioranza si spacca, si riconvoca, fibrilla, ci sono i ribelli…

  6. giorgio il 7 giugno 2013, ore 15:40

    la mozione discussa in consiglio è stata rivelatrice di quale terreno nutre ancora le radici etiche e democratiche dei nostri amministratori. quindi è stata utilissima per dissolvere il fumo di retorica dietro il quale si nascondono tutti i giorni.
    io personalmente non sopporto di essere il concittadino di un dittatore, soprattutto se ad honorem.

  7. Luca Conte il 7 giugno 2013, ore 16:12

    Caro Bruno,
    il nostro punto di vista non potrà trovare un accordo fino a che perseguirai ad interpretare questa mia proposta come una cancellazione della Storia. Carattere questo, che mai essa ha voluto avere, né mai avrà. Questa proposta avrebbe semplicemente aggiunto un piccolo (ma non insignificante) tassello alla storia della nostra città. Come ho detto ieri in Consiglio: Varese fascista ha conferito questa onorificenza, Varese democratica ha ritenuto opportuno revocarla. Cosa ci sia di antistorico o scandaloso in tutto ciò continua a sfuggirmi.

    Luca Conte

  8. Giovanna il 7 giugno 2013, ore 16:14

    Saggio ed improntato al buon senso, come sempre, l’intervento di Belli. La storia èscritta, non serve cancellare, come dice anche LV65.
    Mi rivolgo poi a Belli chiedendo perchè non faccia intervenire ad uno dei suoi Venerdì il Consigliere Luca Conte, per raccontare serenamente le proprie motiviazioni e discuterle con il pubblico. Che ne dice?

  9. Giovanni. il 7 giugno 2013, ore 16:33

    Sono d’accordo con Bruno Belli. c.v.d.

  10. garegnani il 7 giugno 2013, ore 16:38

    Fortunatamente c’erano i vigili,sicuramente i migliori a disposizione del comando di via Sempione che con l’autorira’ che li contraddistingue sono stati ad ascoltare uno scalmanato che insultava i comunisti e appena a finito con gli ultimi insulti, delinquenti, assassini ecce ecc lo hanno gentilmente accompagnato all’uscita.”Li proporrei per un
    encomio solenne”

  11. a.g. il 7 giugno 2013, ore 16:39

    D’accordo…grande professionalità, bravi agenti!

  12. Bruno Belli il 7 giugno 2013, ore 19:03

    Rispondo prima alla gentile lettrice @giovanna: da parte mia non vi è alcun problema.
    Tra l’altro, è più di un anno che cerco di far venire Luca a parlare (da storico) ai Venerdì perchè è molto valido ed anche se, come in questo caso, abbiamo opinioni diverse, siamo amici. Quindi, io sto solo aspettando che Lui si decida e la smetta di schermirsi con centomile dubbi in proposito.

    Quanto a Luca Conte stesso, ti rispondo con serenità: posso capire che non comprendi il mio punto di vista. Credo che sia dovuto al fatto che ci siano 13 anni d’età che ci separano.
    Quando anche tu ne avrai 41, ed avrai assisitito a quello che ho dovuto vedere, affrontare e sopportare (ma ti auguro uan strada meno irta della mia), forse ti accorgeresti che diventa “scandaloso”, come tu dici, qualunuqe atto che possa fomentare, anche a distanza d’anni, “contenziosi” che Plutone, illacrimabile, sa meglio custodire e valutare di tutti noi.
    E troviamo una data per “I venerdì”…adesso, accipicchia!!!

  13. carlotta il 7 giugno 2013, ore 21:58

    Io non so più cosa è stato il fascismo, movimento prima, partito poi e regime infine (certe cose di oggi mi sembrano assai peggio).
    Però la storia di Varese ha riferimenti precisi in quel periodo (architettura per es). Quella volta chi c’era reputò di attribuire la cittadinanza onoraria: ferrovia, autostrada, capoluogo: industria, sviluppo e benessere.
    Poi un gran fiume di sangue è passato (ma dopo).
    La storia la scrivono i vincitori: si festeggiano 25 aprile, 2 giugno, 1 novembre e da ultimo 17 marzo (la monarchia) e, a Varese, il XXVI Maggio, con grande spreco e vibrante soddisfazione, come solo i regimi usano.
    E lasciare il passato al passato… qualcosa di buono è venuto da tutti, qualcosa di male è venuto da tutti.
    Perché non prendere, invece, posizioni altrettanto ferme, da questo fronte o dall’altro, su ciò che sta accadendo, abbastanza preoccupante, adesso in Italia, Europa e nei paesi del mediterraneo?

  14. Emiliano il 8 giugno 2013, ore 00:08

    D’accordissimo con le ultime parole di Carlotta. Oggi ci sono ancora moltissimi regimi anti-democratici in tutto il mondo… e opportuno sarebbe buttare giù quelli, mica accanirsi contro i morti, che è solo roba da vili e fanatici.
    Pane al pane e vino al vino.
    Saluti.

  15. Gabriella Russo il 8 giugno 2013, ore 10:48

    IO NON METTEREI SULLO STESSO PIANO CALOGERO MANNONE E MUSSOLINI,UNO HA SALVATO GLI EBREI,QUELLI CHE HA POTUTO,L’ALTRO LI HA MANDATI NEI LAGER,MA PRIMA ANCORA AVEVA FIRMATO LE LEGGI RAZZIALI…LA STORIA NON VIENE MESSA IN DISCUSSIONE,MA RINNOVARE LA CITTADINANZA A CHI TANTO MALE HA FATTO…E’ SEMPLICEMENTE VERGOGNOSO…E MI UNISCO A CHI NON VUOLE ESSERE “CONCITTADINO “DI UN DITTATORE TANTO VENERATO…E LA STORIA CI RACCONTA MOLTO ALTRO…BASTA SAPERLA LEGGERE…

  16. Alex il 8 giugno 2013, ore 12:53

    Ho letto con interesse tutti i commenti qui sopra e mi sembra saggio e completo quanto afferma Bruno Belli, cui nulla aggiungerei, per altro ripreso da Emiliano e da Carlotta.
    La storia è scritta e da essa gioverebbe trarne gli insegnamenti, senza volerla “modificare” a posteriori.
    E’ bene ricordare le date che Carlotta scrive ed io credo che sia doveroso farlo, anche il 17 marzo, sebbene riferito all’incoronazione di un monarca, che, però, indica l’unità del Paese.
    Pessima figura, invece, il PD che ha sostenuto la mozione di un suo troppo zelante consigliere.

  17. rodrigo il 8 giugno 2013, ore 14:47

    Che il PD si muova per cercare di salvare il Paese invece di tentare di riscrivere la storia a suo piacimento. E’ ora di ‘fare’ altrimenti continuerete a perdere consensi, come è avvenuto da Berlinguer a oggi.
    Le figuracce che ottenete non producono nulla di buono.

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