Busto Arsizio

Busto Arsizio, arrestato dai Carabinieri complice in un duplice tentato omicidio

7623d5737e9373acd115d8c3a58d0236I Carabinieri di Busto Arsizio hanno eseguito un’ ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Busto Arsizio per i reati di tentato omicidio in concorso e detenzione di arma da fuoco clandestina nei confronti di un uomo di 26 anni, titolare di un bar del milanese, attualmente detenuto presso la Casa Circondariale di Vigevano.

In particolare, l’uomo è accusato di aver fornito un’arma da fuoco priva di matricola a L.B., un noto imprenditore di 64 anni della zona  (già tratto in arresto dai Carabinieri bustocchi lo scorso 26 febbraio), il quale aveva manifestato chiaramente l’intento di utilizzarla per commissionare un omicidio ai danni del genero, socio in affari, e del fratello di quest’ultimo.

Tale intento omicida, scaturito a seguito di numerosi diverbi avuti col socio (nonché genero), non trovava realizzazione grazie all’immediato intervento dei Carabinieri del Norm (Nucleo Operativo e Radiomobile) della Compagnia dei Carabinieri di Busto Arsizio i quali, venuti a conoscenza della vicenda, impedivano all’imprenditore di portare a compimento il proprio piano criminale organizzato fin nei minimi dettagli: l’uomo, infatti, accecato dall’ira, aveva addirittura cercato di assoldare un “killer” per compiere il duplice omicidio, promettendo in cambio una somma di denaro da versare a rate per tutta la vita.

Tuttavia, il “killer” assoldato, resosi conto della gravità della situazione, denunciava ai Carabinieri il terribile piano consentendo, così, l’arresto del mandante. A quel punto i militari, coordinati dal Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Busto Arsizio,Raffaella Zappatini, facevano partire un’attività investigativa ad ampio raggio, nella ricerca di eventuali complici dell’arrestato, fino a quando identificavano il fornitore dell’arma.

Una volta raccolte tutte le necessarie fonti di prova, i Carabinieri deferivano in stato di libertà l’uomo richiedendo, contestualmente, una idonea misura cautelare nei confronti di quest’ultimo: misura che veniva infine notificata all’indagato (già tratto in arresto lo scorso mese di maggio a seguito di un’indagine avviata dalla Procura della Repubblica di Vibo Valentia per reati legati all’associazione a delinquere di stampo mafioso).

 

7 giugno 2013
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