Varese

“Tra Sacro e Sacromonte 2013″, “apre” all’Arci la stagione teatrale della Fondazione Paolo VI

 

Il lancio della stagione teatrale Tra Sacro e Sacromonte"

Il lancio della stagione teatrale Tra Sacro e Sacromonte”

Uno degli eventi culturali varesini senza dubbio più interessanti e originali, la stagione teatrale “Tra Sacro e Sacromonte”, che è stata presentata questa mattina presso la sede della Fondazione Paolo VI per il Sacro Monte di Varese. Una presentazione alla quale, a dire il vero, non hanno partecipato il presidente della Fondazione, l’ex vicario episcopale monsignor Luigi Stucchi, né il vicepresidente Riccardo Broggini.

Cambio di assessori a rappresentare il Comune: mentre lo scorso anno al lancio era presente l’assessore alla Cultura Simone Longhini, quest’anno è intervenuto l’assessore alla Promozione del territorio Sergio Ghiringhelli.

Una rassegna di alto profilo, che – sotto la direzione artistica dell’ottimo Andrea Chiodi -taglia quest’anno il nastro della sua quarta edizione.  Un’iniziativa eccellente, come testimoniano i due patrocini prestigiosi che “incassa” la stagione, quelli di Unesco e di Expo 2015, oltre che di non irrilevanti finanziamenti: come si è detto questa mattina in conferenza stampa, dalla Paolo VI arrivano 120 mila euro e dal Comune di Varese altri 8 mila. Al momento ancora punto interrogativo sulla presenza del Pirellone.

La stagione partirà sulla terrazza del Mosè il 4 luglio, alle ore 21, con Giovanni Testori e il testo che segnò la svolta “religiosa” dell’autore: “Conversazione con la morte”, una serata in collaborazione con l’Associazione Giovanni Testori in occasione del doppio anniversario dell’autore novatese (90 anni dalla nascita e 20 dalla morte). Ad interpretare il testo il grande Eros Pagni, che proporrà in realtà una riduzione del testo curata da Fiammetta Galliani (un’operazione davvero necessaria?) e che sarà accompagnato dalle note di violoncello del varesino Tobia Scarpolini.

L’11 luglio, stesso luogo e stessa ora, Andrea Carabelli, uno degli attori della compagnia Lombardi e Tiezzi, interpreterà un testo dello scrittore Luca Doninelli, dal titolo “Testimoni”, che guarda a Gesù protagonista dei miracoli che hanno a che fare col cibo, nozze di Cana e moltiplicazione dei pani e dei pesci. Una piéce divertente che, come ha ricordato Chiodi, si pone in continuità con lo spettacolo – a nostro avviso uno dei meno riusciti – che lo scorso anno fu interpretato da Scifoni.

Il 18 luglio segnerà il ritorno di uno dei massimi interpreti della scena italiana, Massimo Popolizio che due anni fa mise in scena l’Apocalisse e che quest’anno proporrà “Pilato”, un testo ricavato dallo stesso attore dal racconto nel racconto che si legge nel romanzo di Bulgakov “Il maestro e Margherita”.  Sarà seguito, il 25 luglio, da Luca Lazzareschi che interpreterà “Barabba” di Davide Rondoni, che si è ispirato ad autori come Michel de Ghelderode e Par Fabian Lagerkvist.

Grande finalone della rassegna con un testo prodotto dalla rassegna stessa e che vedrà il ritorno alla regia, dopo due anni, del direttore artistico Andrea Chiodi: si tratta di “Giovanna d’Arco” di Maria Luisa Spaziani, uno dei grandi poeti italiani, che sarà presente la sera del 30 luglio al Sacro Monte, dato che si assisterà alla prima nazionale di un testo che parecchi anni fa girò con la grande Piera Degli Esposti. Questa volta, a interpretare la Pulzella, sarà Elisabetta Pozzi, che subito dopo la prima di Varese porterà lo spettacolo a Rapallo e in Calabria al Festival della Magna Graecia.

Per i più piccoli si annunciano, forse, le novità più grandi. Chicco e Betty Colombo, il 9 e il 23 luglio, metteranno in scena “Il Sacr0 Monte dei bambini-ripetitori”. Mentre il 16 luglio si potrà assistere ad uno spettacolo dal titolo “Il ragazzo di Noè” tratto da un noto scrittore e drammaturgo come Eric-Emmanuel Schmitt. La regia è di Valentina Maselli che dirige uno spettacolo che vede l’entrata in scena, sul palco della prestigiosa rassegna, dell’Arci: infatti lo spettacolo è frutto di una coproduzione tra la Fondazione Paolo VI e “Ragtime, il tempo dei ragazzi”, una innovativa realtà legata all’Arci provinciale di Varese che quest’anno ha debuttato sulla scena varesina con una bella rassegna teatrale che si è tenuta al Teatro Nuovo di Varese.

 

 

6 giugno 2013
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4 commenti a ““Tra Sacro e Sacromonte 2013″, “apre” all’Arci la stagione teatrale della Fondazione Paolo VI

  1. Sergio Giorgetti il 7 giugno 2013, ore 14:52

    Il vostro” giornalaio” non ha capito niente!

  2. a.g. il 7 giugno 2013, ore 14:58

    Non c’era molto da capire, ma era sufficiente descrivere ciò che è accaduto…

  3. Secondino Tranquilli il 7 giugno 2013, ore 18:55

    Seguo con interesse la rassegna teatrale del Sacro Monte dal suo esordio, e i miei giudizi personali sugli spettacoli sono stati quasi sempre positivi. Dunque è bene sostenere questa bella iniziativa.
    Tuttavia, forse per mia personale distrazione, è la prima volta che apprendo le cifre della rassegna e mi chiedo: quasi 130 mila euro sono veramente una bella somma, con i tempi che corrono poi…ma 130 mila euro per 5 spettacoli per adulti (di cui, se ho capito bene, 2/3 monologhi) e 3 per bambini non sono tanti? Certamente ci saranno anche i costi della direzione, dell’organizzazione, etc…ma facendo due conti ho l’impressione di un costo elevato, soprattutto a fronte della crisi attuale. E lo dico nella piena convinzione che la cultura debba essere sostenuta e finanziata e con la consapevolezza, derivata da esperienza personale, di quanto può costare uno spettacolo teatrale fatto ex novo.

  4. Aronne Piperno il 18 giugno 2013, ore 16:37

    Egregio Signor Secondino Tranquillo, leggo con attenzione la sua critica anche se non ne condivido certamente il merito.

    I soldi spesi per la cultura sono sempre ben spesi!! Costringono gli uomini, travolti dai loro pensieri quotidiani, ad alzare lo sguardo. Uno sguardo che da troppo tempo non è più in grado di paragonarsi con le umane cose se non attraverso giudizi mediati dal televisore. Quindi ben venga una stagione teatrale dove gli spunti di riflessione sulla modernità e sul significato della nostra esistenza non mancano. Ben venga una stagione lunga, breve, per adulti o per bambini ma soprattutto, da quanto ho appreso, gratuita per noi umili spettatori. In un momento di crisi cosa c’è di meglio??

    Mi nasce quindi spontanea una domanda, se lei è uomo di cultura, del settore si intende, come può criticare un evento teatrale che offre gratuitamente spettacoli di qualità? Non è questa la ricetta scacciacrisi per eccellenza? Il comune dovrebbe fare ponti d’orati a chi organizza eventi come questi!! E siccome il comune (anche ora che ha le tasche bucate) prova a contribuire all’evento, stupisce che ci siano persone del settore che fanno critiche così di bassa lega anziché schierarsi al fianco di chi favorisce e promuove la sempre più bistrattata cultura.

    Arrivo quindi alla domanda finale: la sua riflessione dove ha origine? è per caso stato scartato alle audizione? ha proposto una stagione più bella al comune e non è stata considerata? Oppure – ed è quella che io ritengo più probabile – nessuna di queste due e ci troviamo semplicemente di fronte al solito vecchio (senza offesa) varesino incapace di proporre cose nuove e belle che dalla sua poltrona di velluto critica tutto. Cordialmente, Aronne Piperno – Ebanista

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